Sponsorizzazioni, partenariati speciali pubblico-privati, Art Bonus. Sono questi gli strumenti principali per costruire un rapporto tra il pubblico e il privato finalizzato a sostenere la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale e di cui si è parlato all’interno del panel “Art Patronage: le nuove tendenze della filantropia - protagonisti, modelli di patronage, donazioni, art bonus e sponsorizzazioni di beni culturali” ospitato all’interno della terza edizione di RO.ME - Museum Exhibition in corso dal 25 al 27 novembre in formato digitale. A illustrare gli elementi essenziali delle misure esistenti per facilitare il sostegno da parte dei privati del patrimonio e delle istituzioni culturali è stata Carolina Botti, direttore di Ales Spa, la società inhouse del Ministero per i beni culturali.

SPONSORIZZAZIONI

Carolina Botti ha cominciato il suo intervento esaminando lo strumento delle sponsorizzazioni precisando che “le sponsorizzazioni spesso si adattano meglio ai grandi attrattori culturali per il loro ‘valore commerciale’ intrinseco e per la loro notorietà” che consentono un significativo ritorno in termini di visibilità al donatore. 

PARTENARIATI SPECIALI

Altro strumento interessante e relativamente nuovo nella sua applicazione è il partenariato speciale. Il riferimento è all’articolo 151 del Codice degli Appalti che ha avuto una recente estensione con il ddl semplificazioni per facilitare l’identificazione dei partner con cui la pubblica amministrazione (prima solo Mibact e ora aperto anche agli enti territoriali) può attivare un partenariato. “Si tratta di uno strumento quasi all’opposto delle sponsorizzazioni: si ricorre ai partenariati in genere per quel patrimonio definito ‘minore’, in stato di abbandono, spesso non fruibile al pubblico. L’obiettivo non è tanto monetizzare il rapporto, ma consentire un’agevole collaborazione. Dal lato del privato troviamo spesso associazioni, cooperative. Molto interessante da tenere in considerazione anche alla luce della ratifica della Convenzione di Faro e della politica cultura che va nella direzione di un rapporto pubblico-privato”.

ART BONUS

Il terzo strumento è l’Art Bonus. “Ales si occupa per conto del Mibact della gestione e della promozione di questa norma che di fatto ha avviato in maniera semplice e con un incentivo molto forte il mecenatismo. E’ legata a un beneficio fiscale del 65% di credito di imposta rispetto a quanto donato: è quindi un utilizzo strategico del beneficio fiscale mirato al coinvolgimento del privato, aziende, fondazioni bancarie. Si applica su moltissimi casi e si colloca a metà tra sponsorizzazioni e partenariati pubblico-privati”.

La norma si rivolge al patrimonio culturale pubblico anche se gestito da un ente privato e al mondo dello spettacolo istituzionale (beneficiari del FUS). “Ad oggi la norma ha avuto un positivo riscontro anche perché ormai è una norma stabile che consente di pianificare politiche e strategie. E i risultati sono molto eloquenti: dall’inizio della sua attuazione fino ad oggi sono stati superati i 490 mln di erogazioni liberali, oltre quattromila raccolte e duemila enti che hanno partecipato, oltre 17 mila mecenati il cui 60% è composto da privati cittadini. Il coinvolgimento delle persone fisiche è molto importante nel riavvicinarle alla tutela e alla cura del patrimonio”.

Anche rispetto a questo scenario Covid, “abbiamo notato quanto sia stato richiesto da parte delle istituzioni culturali l’ampliamento dell’Art Bonus riconosciuto come strumento utile e strategico per il sostegno. In questo periodo l’Art Bonus non si è fermato. I mecenati non hanno abbandonato le istituzioni e le stesse istituzioni lo hanno utilizzato in maniera innovativa ad esempio organizzando spettacoli finanziati da una raccolta”.

 

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