“Con l’emergenza sanitaria si è trasformato il senso dei musei: se vogliono sopravvivere nel loro valore di servizio essenziale devono trasformare la propria funzione al servizio del territorio. Per questo il nostro obiettivo è trasformare la rete museale di Brescia in asset di sviluppo per l’intera città. Questi musei devono rappresentare dei driver di investimento e sviluppo di impresa, oltre che ovviamente dei grandi tesori del patrimonio”. Lo ha detto Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, intervenendo alla presentazione della ricerca realizzata dalla Fondazione e dalla School of Management del Politecnico di Milano per la Cultura Sostenibile finalizzata a implementare un nuovo modello di gestione e controllo outcome-based delle realtà culturali. Lo studio mette in luce la strada per attivare nuovi modelli basati sulla relazione con gli stakeholder grazie alla misurazione del valore creato per il territorio.

Fondazione Brescia Musei ha creato un palinsesto di proposte culturali che risponde alle esigenze, spesso inespresse, degli stakeholder. “Punto di partenza è la strategia di co-creazione di valore - ha detto Karadjov -. Da qui la nascita del progetto di partenariato Alleanza per la Cultura, un nuovo modello di supporto da parte delle istituzioni e delle aziende del territorio sulla base di una programmazione triennale”. Karadjov ha poi ricordato il restauro della Vittoria Alata, reso possibile "da un progetto Art Bonus e da una sottoscrizione cittadina che ha permesso di raccogliere 600 mila euro in un anno, e alcuni progetti espositivi, che testimoniano come stiamo cercando di lavorare con il territorio".  

Importanti anche i progetti per le scuole. “Li abbiamo ripensati quest’anno, a causa della pandemia, nell’ottica di seguire le indicazioni che stavano emergendo dalla ricerca - ha rimarcato Karadjov -. Quindi abbiamo costruito videolezioni per sostituire le visite guidate ai gruppi scolastici e un progetto dal titolo ‘musei in valigia’ dedicato alle scuole che non possono venire a vedere le mostre”. 

Altro settore tenuto in considerazione da Fondazione Brescia Musei è quello del welfare e delle famiglie. “Abbiamo potenziato le attività estive con centri che hanno ospitato centinaia di bambini - ha spiegato Karadjov -. Ci siamo rivolti a organizzare un welfare per famiglie disagiate che non possono frequentare i musei e le nostre attività estive e abbiamo creato un passaporto culturale per famiglie con bambini fino a 12 mesi che possono andare al museo liberamente”. 

Infine, Karadjov si è soffermato su una serie di attività legate ad aspetti di sistema e policy making. “Riteniamo che i nostri musei possano incidere sul dibattito pubblico e sociale attraverso l’arte. La cultura deve diventare un elemento di socialità attiva. Per questo lo scorso anno abbiamo lanciato l’artista curda Zehra Dogan, il festival fotografico è stato dedicato al tema dell’identità femminile e abbiamo ideato iniziative che hanno riguardato anche la comunità multietnica e cosmopolita di Brescia. Senza dimenticare il potenziamento di eventi rivolti alla terza età”.

Leggi anche:

 

Articoli correlati