“E’ necessario che tutti possano accedere in egual modo alle possibilità e alle potenzialità che il digitale ci apre, che sono obiettivamente sconfinate”. Così Laura Moro, direttrice della Digital Library del Mibact, ha concluso il suo intervento al panel “La sfida della trasformazione digitale: strategie, contenuti, esperienze per l’accessibilità di collezioni e raccolte di musei, archivi e biblioteche, proprietà intellettuale e diritti d’autore” che si è tenuto nell’ambito della terza edizione di RO.ME - Museum Exhibition.

“Il digitale - aveva evidenziato in precedenza la Moro - ci apre a riconsiderare in modo del tutto diverso il rapporto con gli utenti, che sono tanti e diversi; non esiste l’utente generico, noi dobbiamo curare la ‘user experience’ sui vari target di utenza, quindi dobbiamo ragionare su una logica di multi-destinatario che porta a un multi-prodotto. Altro tema è cosa trasmettiamo, quale visione del patrimonio culturale: il digitale abilita nuove visioni del patrimonio culturale e abilita la compresenza di visioni diverse. Quindi non c’è più un unico modo di vedere il patrimonio culturale che è quello dei libri di storia dell’arte, ma il digitale abilita tante letture diverse compresenti. E questo cambia il modo in cui noi educhiamo al patrimonio culturale, non educhiamo più per trasferimento ma per interazione. Questo si porta dietro il saper raccontare e l’avere gli strumenti per saper raccontare”.

“Molto rilevante”, ha proseguito, “anche il cambiamento metodologico, perché nel mondo digitale non siamo noi che andiamo a cercare le informazioni ma sono quest’ultime che vengono a noi. Questo cambia anche come noi strutturiamo i sistemi con cui gestiamo la conoscenza e con cui offriamo al pubblico tutte le informazioni sul mondo dei beni culturali”. “Dobbiamo poi aggiornare anche le nostre policy e adeguare la normativa delle tutele alle tecnologie digitali. È chiaro che la normativa da questo punto di vista ha bisogno di una manutenzione, ma non si può fare se prima non è chiaro qual è il nostro scopo, a chi ci rivolgiamo, con quali metodologie e con quali modelli di business”, ha concluso la direttrice della Digital Library del Mibact.

 

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