“E’ giunto il momento di estendere l’Art Bonus alle fondazioni private per permettere a istituzioni come le nostre di essere comprese tra gli enti beneficiari. Questa misura potrebbe aiutare tante istituzioni private che tutti i giorni lavorano per il pubblico, per sostenere gli artisti, per educare gli studenti, con un ruolo assimilabile a quello dei musei”. E’ l’appello lanciato da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e presidente del Comitato delle fondazioni di arte contemporanea, costituito nel settembre 2014. 

RO.ME SI APRE ALLE FONDAZIONI

Patrizia Sandretto è intervenuta nel corso dell’incontro “Le Fondazioni d'arte, le eccellenze italiane nella ricerca, nella valorizzazione e nella promozione dell’arte contemporanea” ospitato all’interno della terza edizione di RO.ME - Museum Exhibition (dal 25 al 27 novembre in formato digitale) che quest’anno si apre anche alle fondazioni e al mondo dell'arte contemporanea oltre che ai musei e che diventa un pivot importante per la promozione internazionale anche nel settore dell’arte contemporanea. Al panel hanno partecipato anche Anna D'Amelio, Fondazione Memmo, Pier Paolo Pancotto, La Fondazione e Adrienne Drake, Fondazione Giuliani.

“Il mondo delle fondazioni d’arte contemporanea in Italia c’è, è attivo e rappresenta un sistema molto più forte e promettente di quanto il grande pubblico non possa percepire - ha spiegato Guido Talarico, presidente di fondazione Patrimonio Italia e fondatore del Talent Prize -. Le fondazioni private rappresentano una risorsa importante che negli ultimi 20 anni ha fatto un lavoro decisivo per il contemporaneo italiano. Un sistema che finalmente con l’associazione che riunisce le varie fondazioni, voluta da patrizia sandretto re rebaudengo, ha trovato anche una sua rappresentanza istituzionale. La sfida è ora avere maggiore forza per comunicare e pubblicizzare il nostro patrimonio culturale sia in Italia che sui mercati internazionali. E in questo senso il contributo di eventi come Ro.Me. può essere decisivo per l’auspicato sviluppo del comparto”. 

IL COMITATO DELLE FONDAZIONI

Patrizia Sandretto ha ripercorso la storia del Comitato e le tappe che hanno portato le attuali 17 fondazioni private che ne fanno parte a mettersi insieme a favore dell’arte contemporanea. Il comitato “è stato l’occasione per iniziare a lavorare e dialogare insieme sull’arte contemporanea. Tutte le fondazioni private sono nate con l’obiettivo di affiancare, a volte anche sostituire, i musei pubblici dedicati all’arte contemporanea che erano pochi negli anni passati. Noi collezionisti sentivamo fortemente questa necessità di partecipare attivamente al sistema contemporaneo italiano”. E’ per questo, ha aggiunto, che “abbiamo lavorato in modo particolare per creare un dialogo con i musei pubblici e con il Mibact. Nel 2015 abbiamo firmato un protocollo di intesa per collaborare a favore della cultura contemporanea. Nel 2016 nasce Italian Council”. 

LA MAPPATURA

Lo scorso gennaio a Roma poi, “abbiamo presentato la mappatura delle istituzioni culturali private che si occupano di arte contemporanea nel nostro Paese. E’ nata una ricerca cui hanno partecipato 64 istituzioni e abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo a favore dell’arte contemporanea. Ne è uscito un quadro molto preciso e che ha dato l’idea di quanto negli ultimi 20 anni le fondazioni private abbiano contribuito allo sviluppo dell’arte contemporanea in Italia”.

 

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