Photo da www.piccolimusei.com

È stato pubblicato il decreto del Ministero per i Beni culturali n.451 del 9 ottobre, che prevede il riparto del Fondo per il funzionamento dei piccoli musei. Il Fondo è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2020, con una dotazione di 2 milioni di euro a partire dall’anno 2020. Il Fondo si rivolge ai musei regionali, provinciali, civici o privati, gestiti da soggetti pubblici o da organizzazioni non profit, che non siano stati destinatari, nell’ultimo biennio, di contributi o finanziamenti statali.

Entro trenta giorni dalla data di registrazione del decreto da parte degli Organi di controllo, la Direzione generale Musei pubblicherà sul sito del Mibact un avviso con le modalità di svolgimento della procedura di riparto del fondo, l’indicazione dei termini per la presentazione delle domande, e i criteri di assegnazione dei fondi. 

Sul decreto si erano pronunciate ICOM Italia e altre associazioni museali italiane (ANMLI, AMEI, ANMS e SIMBDEA) esprimendo il loro “forte dissenso”. In una lettera al ministro Dario Franceschini, i rappresentanti dei musei italiani avevano evidenziato “l’incerta e contraddittoria definizione dei beneficiari del provvedimento e dei criteri di erogazione dei finanziamenti” ed espresso “forti perplessità” circa l'istituzione di una categoria “piccoli musei” non prevista dalla legislazione né dal Sistema museale nazionale. 

LA DEFINIZIONE DI PICCOLO MUSEO

Il decreto ministeriale definisce “piccolo museo” una struttura permanente, senza scopo di lucro, aperta al pubblico, che acquisisce, conserva, cataloga, tutela, promuove, comunica, espone e rende fruibile il patrimonio materiale e immateriale, facendo ricerca e divulgazione culturale e offrendo esperienze di educazione e intrattenimento. 

Nella definizione, si specifica che il piccolo museo per essere definito tale ha entrate non superiori a 20 mila euro. Non concorrono al raggiungimento del limite le entrate destinate alle spese per il personale. 

ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE

Le risorse verranno ripartite in parti uguali tra i “piccoli musei” ma in misura non superiore a 10 mila euro per ciascun beneficiario. Nello specifico, possono partecipare alla procedura i soggetti che abbiano sede in Italia, che abbiano adottato uno statuto o regolamento, con atto pubblico o privato, in cui risulti l’istituzione dell’ente, la sua organizzazione e la sua missione e che utilizzino modalità di gestione che “offrono esperienze originali, esprimendo un forte legame con il territorio e la comunità locale in cui il museo ha sede”. Altro requisito è l’apertura al pubblico almeno 24 ore settimanali e l’aver svolto, negli ultimi due anni, almeno cinque iniziative rivolte alla comunità locale e al territorio nel quale operano. Infine, i soggetti interessati devono aver creato almeno una pagina social di comunicazione e promozione del museo e del territorio. 

I musei partecipano alla procedura con specifici progetti. I progetti possono riguardare: il miglioramento del funzionamento ordinario del museo; la realizzazione di interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche; l’implementazione della fruizione del patrimonio in esso contenuto; l’adeguamento alle norme di sicurezza; il potenziamento delle attività di comunicazione e di promozione, anche attraverso la creazione di un sito web del museo. 

Conclusa la procedura, il Fondo verrà ripartito con decreto del Direttore generale Musei. 

L’OSSERVATORIO SUI PICCOLI MUSEI

Il decreto istituisce presso la Direzione generale Musei l’Osservatorio sui piccoli musei con il compito di analizzare la realtà dei piccoli musei e presentare proposte per accrescerne l’attrattività e l’integrazione nello sviluppo culturale del territorio, compresa l’istituzione del marchio “piccoli musei”, nonché di promuovere la rete dei piccoli musei, favorendo la sinergia con gli enti locali e i soggetti operanti sul territorio di riferimento.

L’Osservatorio sarà composto da tre rappresentanti del Mibact, uno dell’Istat e uno dell’Associazione nazionale piccoli Musei.

 

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