Nonostante il momento di grande preoccupazione per le istituzioni culturali e museali a causa della crisi pandemica, si assiste a un grande fermento, determinatezza e capacità creativa del comparto in termini di rilevanza del contributo alla società sulle sfide della contemporaneità, sulla presa di posizione rispetto a valori già condivisi a livello europeo e nei diversi contesti nazionali, ma spesso trascurati o manipolati. Le numerose iniziative messe in campo trovano un'ampia cassa di risonanza alimentando gli scambi e la conoscenza delle diverse esperienze.

Una recente occasione, nell'ambito della presidenza tedesca del Consiglio dell'Unione Europea, ha visto NEMO (Network of European Museum Organisations) e l'Associazione dei musei tedeschi (Deutscher Museumsbund e.V.) co-organizzare la prima conferenza, di una serie di tre, dal titolo “Musei e responsabilità sociale - Valori rivisitati”, dal 17 al 18 settembre 2020, alla quale hanno preso parte numerosi responsabili delle istituzioni culturali europee. Le domande poste sono state focalizzate sull’impatto sociale dei musei e su cosa sia necessario per aumentarlo. Sono state analizzate sei aree relative alla responsabilità sociale, riguardanti il coinvolgimento delle comunità, l'educazione e la cultura, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo di abilità, lo sviluppo tecnologico e l'accesso a tali strumenti, il benessere, gli investimenti sociali. Ne è emerso il potenziale dell'impatto su questioni cruciali come la coesione, l'inclusione e la valorizzazione della diversità.

Il keynote speech è stato affidato a Karen Grøn, Trapholt Museum of Modern Art and Design (Danimarca), la quale ha riportato la loro esperienza di un grande progetto collettivo durante il primo lockdown, sotto il motto "Action for change": LIGHTHOPE, ideato dagli artisti Hanne G e Rasmus Bækkel Fex con il contributo di 987 persone da tutta la Danimarca, che hanno realizzato 1.629 lampadine all'uncinetto poi esposte in museo. Un percorso partecipato per generare senso di comunità attraverso i linguaggi delle arti e del design. I partecipanti hanno potuto monitorare l'installazione dei loro lavori, prendere parte a eventi virtuali, club di uncinetto dove incontrare altre persone e gli artisti. Questo è uno dei numerosi progetti che manifesta il valore delle arti per innescare movimento nelle coscienze e partecipazione civica. Karen Grøn non ha tralasciato di affrontare il tema della sostenibilità economica dei musei, proponendo strumenti (cfr. Boston Matrix) per rileggere la strategia, mettere in campo azioni con un alto livello di coinvolgimento e individuare percorsi per un ritorno economico volto a supportare le attività. Il focus prevalente è stato sottolineare come la responsabilità sociale vada tradotta nella governance – che non può più essere piramidale – e nella cultura delle organizzazioni e debba prendere vita tra le persone che lavorano nel museo, facendole sentire partecipi del cambiamento. Il keynote speech ha evidenziato come sia necessario che la direzione dei musei si apra a una nuova generazione di direttori, con profili che contemplino anche la formazione nelle scienze sociali e umane e non solo background artistici. Prendere posizione in termini di responsabilità sociale è un processo complesso, che coinvolge gli stakeholders.

PROGETTARE E VALUTARE L’IMPATTO SOCIALE

Nelle due giornate, che hanno bandito l’approccio “business as usual”, si sono susseguite tavole rotonde sugli investimenti sociali e sul coinvolgimento della comunità, ma anche sulle prospettive dei musei nel futuro dell'Europa. Due panel estremamente densi hanno affrontato la relazione tra musei e democrazia. A seguito dell'onda digitale che ha investito le persone e delle importanti potenzialità in campo, grande attenzione è stata dedicata alla tecnologia per il pubblico museale con Małgorzata Zając (Poland) - POLIN Museum. Bettina Kurz (Germany), PHINEO - società orientata al social engagement, ha presentato i temi dell'impact orientation e impact analysis nelle attività dei musei. È stato citato il progetto in corso di cooperazione europea MOI - Museums of Impact, cofinanziato dal Creative Europe Programme, che coinvolge undici organizzazioni per i prossimi due anni per misurare l'impatto sociale dei musei e la loro capacità di incontrare le domande di una società in cambiamento.

Nel panel sugli investimenti per il sociale è stato riportato il punto di vista di due fondazioni impegnate a supporto di progetti culturali. André Wilkens (Olanda), direttore della European Cultural Foundation ha richiamato i temi di più stringente attualità, tra cui il dibattito sul colonialismo, le migrazioni, il digitale, il cambiamento climatico e la sostenibilità e ha sostenuto che debbano essere affrontati in futuro in modo del tutto nuovo. Ad esempio nel contesto della Biennale di Venezia, dove tutte le esposizioni sono divise in padiglioni nazionali, la pausa forzata ha permesso di ragionare sulla creazione di un padiglione europeo o anche di molti padiglioni europei. Inoltre, sarà importante accompagnare con investimenti anche la fase di ri-connessione dei musei ai propri pubblici con nuovi programmi.

Steffen Bruendel (Germania) - PwC-Foundation, ha trattato il tema della digitalizzazione che la sua realtà ha affrontato con la creazione della loro galleria virtuale e progetti per superare il digital divide. La partecipazione dei pubblici è un punto centrale e si è discusso della possibilità di incentivarla attraverso progetti di gaming, sia per giovani che adulti, strumento di grande potenziale di crescita.

Nella sessione dedicata al coinvolgimento della comunità, moderato da Margherita Sani (Italia) - Istituto Beni Culturali Regione Emilia Romagna, sono emerse le diverse declinazioni della comunità di un museo tra cui quelle di visitatori, di interesse, le comunità del patrimonio individuate dalla Convenzione di Faro, le online community in cui la relazione con il territorio viene meno.

Sara Brighenti (Portogallo) - Membro del Future of Museums Group, ha riportato un progetto portoghese sui temi che impattano sui musei con prospettive al 2030, sintetizzato in un report con 50 raccomandazioni organizzate in cinque aree tematiche: gestione dei musei; network e partnership; digitale; gestione delle collezioni; audience development e mediazione, sottolineando quanto sia centrale attivare il collegamento tra il Ministro dell'Educazione e quello della Cultura per programmi condivisi. Una parte ampia del report è dedicata al coinvolgimento e alla partecipazione per diversi target con strumenti (tra cui il digitale) differenziati, "per creare una strategia implementabile atta a dare feedback in tempi rapidi ai bisogni delle persone”, stimolando la capacità di ascolto anche grazie a figure in grado di favorire il cross gap, quali mediatori, esperti della società civile. Nuove professionalità da assumere, che possono legare musei, territori e comunità.

Matjaž Gruden (Slovenia) ha evidenziato i motivi per cui per il Council of Europe - e non solo - è importante che i musei lavorino sulla responsabilità sociale con e per le comunità per promuovere la democrazia e i diritti umani. Le ragioni richiamate sono prima di tutto storiche. La prima convenzione dell'UE - la European Cultural Convention - da una decisione politica dei fondatori, si poneva l'obiettivo di investire nello sviluppo di una comunità europea nella consapevolezza che la base dell’unione fosse "lo sviluppo di una reciproca comprensione tra i popoli europei e un reciproco apprezzamento delle diversità culturali, la salvaguardia della cultura europea, la promozione di contributi nazionali ad un patrimonio culturale comune dell’Europa nel rispetto degli stessi valori fondamentali". Oggi ci sono numerosi rischi riguardo la manipolazione della conoscenza, della scienza, dei fatti, della storia e anche lo stesso concetto di cultura viene manipolato. "I musei sono parte dell'immunità e danno acceso alla conoscenza, alla cultura, alla storia, al patrimonio, contribuiscono a formare i giovani ed è auspicabile che siano enti attivisti nella società, nel sistema sociale e civile, insieme ad altri enti per supportare i valori che sono alla base dell'Unione Europea".

IL MUSEO COME LUOGO POLITICO

Nel panel dedicato alla prospettiva dei musei nel futuro dell'Europa, Sabine Verheyen (Germania) - CULT Committee ha ricordato che tra i temi connessi alla responsabilità sociale emergono la protezione e la promozione della cultura in sede europea, non sempre considerata rilevante nelle politiche e nei finanziamenti, viste le accese negoziazioni necessarie per aumentare se non mantenere i finanziamenti al settore culturale, che contribuisce al 4,2% del PIL EU, dando lavoro a milioni di persone (dati Eurostat 2014). Fondamentale cogliere l'onda digitale, considerando non solo l'uso passivo, ma le potenzialità per il pubblico di creare contenuti. In aggiunta a ciò, ha sottolineato come durante la pandemia molti hanno realizzato l'importanza della cultura e dell'arte per una buona qualità della vita.

Come accennato in precedenza, una sessione è stata dedicata a musei e democrazia. In “Museums must promote democracy – What!?” è stata riportata l'esperienza della Finnish Museums Association. Per la nuova legge finlandese sui musei del 2020, questi enti dovrebbero promuovere la democrazia, un importante atto che vuole renderla parte della missione dei musei e riflettersi nelle attività. Si suggerisce l'inserimento esplicito nella nuova definizione di ICOM in fase di discussione. "La democrazia è il fondamento della pace sociale e il suo mantenimento è stato di gran lunga il più significativo conseguimento dell'Unione Europea, garantendo altresì un aumento del benessere sociale". Tuttavia il rischio di una crisi della democrazia è visibile in Finlandia - ma anche all'interno dell'Unione Europea - dove l'espansione del sistema democratico è in fase di stallo e tendenze non democratiche sono in aumento". Dal panel è emerso come i musei non debbano essere neutrali, ma debbano essere coinvolti nei sistemi economici, educativi, di politica sociale, evidenziando come obiettivi imprescindibili il contributo alla costruzione della fiducia e l'attivazione del dialogo civile, la prevenzione dalle disuguaglianze (sociali, economiche), le modalità di partecipazione, l'aumento del livello di istruzione e il lifelong learning. Tutti aspetti che i musei, come luoghi di dialogo e dibattito, coinvolgendo diversi gruppi, possono declinare in azioni.

In “Museum Education - Political Awareness - Youth Empowerment” in corso ai Berlin State Museums, nell'ottica di aumentare la consapevolezza e l'empowerment dei giovani, sono stati evidenziati gli obiettivi messi in campo dalla sperimentazione, tra cui interpretare il museo come uno spazio politico; collegare le domande, gli interessi e le competenze dei partecipanti con la mostra in corso per personalizzare l'esperienza; sentirsi in grado di sviluppare e mettere in pratica le proprie idee per potenziare il proprio punto di vista sul mondo.

PROGETTARE I FUTURI DESIDERABILI

I temi analizzati fanno comprendere come siano numerose le implicazioni quando si afferma che un museo prende posizione, strategica e di missione, sulla propria responsabilità sociale. Le tematiche non si esauriscono con la trattazione in due giorni di conferenza, seppur vibranti.

Aspetti solo richiamati nella conferenza riguardano l'emergenza climatica, l'ecologia culturale e l'attivismo ambientale, temi ampiamente compresi nella responsabilità dei musei e degli enti culturali.

Tutti i relatori sono stati concordi nell'affermare che i musei sono uno spazio politico, che può favorire partecipazione civica e promuovere giustizia sociale. Le leve sono favorire dialogo e mediazione, ascolto e apprendimento, accessibilità universale fisica, cognitiva, culturale ed economica, con programmi e obiettivi progettati per l’impatto sociale. C'è stato spesso il richiamo alla Convenzione di Faro, che auspica proprio che la cultura e il patrimonio siano mezzi per stimolare e motivare un community building attorno ai valori europei, alle diverse scale, al fine di stimolare e democratizzare la partecipazione.

I musei hanno la capacità di coltivare il giusto contesto, affidabile e continuativo, affinché i valori sociali possano prosperare. Svolgono un ruolo importante nel sostenere e sviluppare una società culturalmente diversificata, sostenendo ampie competenze e l'apprendimento permanente.

In definitiva, è emerso come il concetto di “Social Responsibility” sia legato a un cambiamento permanente nella prospettiva e nella consapevolezza del proprio portato per rispondere alle sfide sociali, nel ridefinire il significato di una identità comune, quella europea, negoziando tra i differenti punti di vista.

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Si segnalano di seguito i prossimi appuntamenti di questa serie previsti per il 2021:

  • Museums and Social Responsibility - Participation, Networking and Partnerships in Lisbon Portugal, April 2021
  • Museum and Social Responsibility – what comes next? in Maribor Slovenia, September 2021

ABSTRACT

Within the framework of Germany's presidency of the Council of the European Union, NEMO and the German Museums Association co-organised the online conference “Museums and Social Responsibility - Values revisited” from 17 to 18 September 2020. The conference, the first one of three, focused on what social responsibility means for museums. Through their daily work, museums make a significant contribution to social responsibility by dealing with questions that are connected to social cohesion, social inclusion and social diversity. The text highlights the main issues addressed by the participants.

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