Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso presentato da Vittorio Sgarbi e Codacons contro la chiusura dei musei decisa dall’ultimo Dpcm. “Non sussistono le condizioni per accogliere la domanda cautelare – si legge nell’ordinanza -, non apparendo manifestamente irragionevole, nell’ambito e nei limiti del sindacato consentito al giudice amministrativo, la decisione dell’Autorità di comprimere per un periodo di tempo circoscritto un interesse certamente significativo per il benessere individuale e della collettività, quale è quello alla fruizione dei musei e degli altri luoghi di cultura, in ragione della particolare gravità della emergenza sanitaria in atto”. In merito al periculum in mora, per il Tar va considerata prevalente “l’esigenza sottostante all’adozione delle misure impugnate di tutelare il diritto alla salute, a seguito della recrudescenza del contagio epidemiologico, attraverso una significativa riduzione delle attività da svolgersi in presenza”. 

“Le misure cesseranno di produrre effetti il 3 dicembre 2020”, continua l’ordinanza e “ai sensi dell’art. 34, comma 2, c.p.a. non è consentito a questo giudice di pronunciarsi, come richiesto dalla parte ricorrente, ‘al fine di regolare i comportamenti futuri della pubblica amministrazione’”. Per il Tar “ogni valutazione circa la possibilità di consentire nuovamente la fruizione dei musei alla luce del miglioramento del quadro sanitario è rimessa alla discrezionalità dell'Amministrazione, chiamata ad adottare la relativa scelta nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente”. 

Il Codacons reagisce alla decisione del Tribunale amministrativo del Lazio annunciando che presenterà appello al Consiglio di Stato. “Per il Tar ‘ogni valutazione circa la possibilità di consentire nuovamente la fruizione dei musei alla luce del miglioramento del quadro sanitario è rimessa alla discrezionalità dell’Amministrazione, chiamata ad adottare la relativa scelta nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente’. Riteniamo tuttavia che tale discrezionalità, così come prevede la legge, debba essere ragionevole, limitata e proporzionata”, spiega il Codacons che aggiunge: “A fronte di 34 mega librerie aperte a Roma e che vedono la presenza di un elevato numero di presenze, specie nei weekend, la chiusura dei 21 musei romani dove era consentito l’ingresso solo nel rispetto del distanziamento e delle norme Covid, appare assurda e abnorme”.

 

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