“Le politiche culturali in Italia sono troppo ancorate a un’idea di Paese che non c’è più. Nei territori sono cresciute una società e un’economia che non c’entrano più nulla con le policy nazionali culturali. Dovremmo aiutare il governo ad affrontare in maniera più coraggiosa le prossime sfide e l’occasione dei fondi europei può essere di grande aiuto”. Lo ha detto Matteo Lepore, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, nel corso del panel “Quale ruolo e quali obiettivi per la cultura nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?”, nell’ambito di ArtLab, la piattaforma per l'innovazione delle politiche e delle pratiche culturali promossa dalla Fondazione Fitzcarraldo.

“Non possiamo permetterci di uscire dall’emergenza sanitaria senza avere riportato in Parlamento una proposta di legge che disciplini e tuteli il lavoro culturale – sottolinea Lepore -. Servono misure nell’ambito contrattuale del diritto del lavoro e una promozione di politiche che sostengano la cultura e la creatività”. Ad esempio, “servirebbe investire sul Terzo settore, il che non significa investire sul volontariato ma su una idea di sussidiarietà e di creazione del valore che rafforzano la coesione sociale e territoriale”. Lepore ha così concluso il suo intervento: “Con le risorse europee e con la tragica opportunità del Covid possiamo resettare alcune visioni del passato e provare a spingere maggiormente sull’acceleratore”.

 

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