L’intero intervento per il recupero dell’ex carcere di Santo Stefano si concluderà al massimo nel 2025. E’ quanto è stato annunciato nel corso della conferenza stampa di presentazione del Progetto Ventotene per la riqualificazione dell’ex Carcere borbonico di S. Stefano. Sono intervenuti la commissaria del Governo, Silvia Costa, Stefano Baia Curioni (Università Bocconi di Milano), Rita Biasi (Università della Tuscia), Alessandro Leon (Associazione Economia della Cultura), Giampiero Marchesi (Responsabile Unico del Contratto-CIS), Daniele Leodori (Vicepresidente della Regione Lazio), Gerardo Santomauro (Sindaco di Ventotene), Salvo Genovese (Invitalia), Francesco Collotti (Università di Firenze),

IL CRONOPROGRAMMA

Nel dettaglio, in base al cronoprogramma, i lavori di restauro, allestimento e riuso del Panottico, corpo di guardia e torrioni si concluderanno entro il 2025 (la loro messa in sicurezza a metà 2023); il recupero e il riuso dell’ex casa del direttore a maggio 2023; la realizzazione e adeguamento degli approdi a ottobre 2022. “Il Museo partirà anche prima del 2025, sarà sempre visitabile anche durante il cantiere; a partire da metà del 2023 potranno partire molte attività legate alla formazione e alla convegnistica). Tutto andrà a regime nel 2026”, ha dichiarato Leon

COSTA: UN LUOGO PER LA NEXT GENERATION DI EUROPEI

“L’ambizione è di fare del recupero dell’ex carcere un’occasione di sviluppo sostenibile e integrato dell’isola: il progetto non si limita solo al doveroso recupero dello straordinario patrimonio culturale, ma stiamo attivando fin da ora partenariati, accordi quadro, protocolli con università, archivi, centri di ricerca italiani ed europei per riuscire a realizzare un piano di attività e ricerca culturale e formativa”, ha sottolineato la commissaria del Governo, Silvia Costa. “Entro giugno inizieranno i lavori e poco prima si lancerà il concorso internazionale di progettazione dell’intero complesso. Speriamo entro il 2024, al massimo 2025, di realizzare un luogo per la next generation di europei, che generi futuro per l’intera comunità di Ventotene”.

"Una fucina di pensieri nel luogo in cui è nata l'idea più rivoluzionaria dei nostri tempi: l'Europa federale. Quella che sembrava un'utopia in tempi di guerra tra le nazioni europee ai nostri giorni, anche per effetto di una crisi devastante come quella della pandemia, è quasi diventata realtà. Per questo oggi recuperare il carcere di Santo Stefano e farne un centro di confronto alto e dialogo aperto è più urgente che mai: qui è stata pensata la nuova Europa e qui può nascere l'Europa del futuro. RIngrazio Silvia Costa per l'impegno che profonde in questo progetto e tutti coloro che stanno collaborando alla sua realizzazione". Così il Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, in occasione della presentazione odierna del Progetto Ventotene per il recupero del carcere borbonico sull'isola di Santo Stefano.

“A un certo punto avevamo perso la speranza, questo progetto lo vedevamo giorno dopo giorno sfumare, un’altra occasione che andava sprecata. Oggi invece coltiviamo una grande speranza. Questo progetto deve essere conosciuto da tutti, è un progetto che deve necessariamente portare il suo raggio d’azione al di fuori dell’isola di Santo Stefano/Ventotene, all’arcipelago pontino (quindi anche Ponza), a Ischia e nell’area flegrea”, ha evidenziato il sindaco di Ventotene, Gerardo Santomauro. “Per guardare oltre però bisogna essere collegati, immagino nel 2025 un nuovo sistema di collegamenti che consenta di arrivare all’isola in tempi più ridotti”.

“Ventotene è un luogo simbolo dell’Europa, questo progetto deve avere uno sguardo proiettato al futuro, deve lavorare su una prospettiva di rafforzamento della coscienza europea. Un progetto rivolto ai giovani che tenda ad avere anche una valenza politica rispetto all’Europa”, ha detto Daniele Leodori, vicepresidente della Regione Lazio, intervenendo alla presentazione alla stampa del Progetto Ventotene per la riqualificazione dell’ex Carcere borbonico di S. Stefano. “Noi siamo al fianco del commissario, da tanti anni lavoriamo per cercare di recuperare un bene così importante, adesso finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel”.

“La Presidenza del Consiglio - ha detto Alberto Tabacchi, Capo di Gabinetto in rappresentanza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro -  ha lavorato con il massimo impegno per garantire il recupero dell’ex Carcere di Santo Stefano a Ventotene promuovendone la riqualificazione ecosostenibile con finalità prevalentemente culturali, considerando il valore naturalistico del sito ma, soprattutto, il ruolo che questo edificio ha rivestito nella storia della Resistenza al fascismo. Il progetto persegue importanti priorità politiche presenti nell'agenda del Governo, dalla tutela dell’ambiente e della biodiversità, alla promozione di forme di sviluppo economico sostenibile, alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, alla formazione e alla ricerca. Il progetto conta su un finanziamento per complessivi 70 milioni di euro, destinato dal CIPE agli interventi necessari per preservare la struttura e consentirne la valorizzazione. Santo Stefano può e deve diventare il simbolo della ripartenza dell’Europa”.

IL CONCEPT DEL PROGETTO

Il progetto sarà integrato e comprenderà Santo Stefano e Ventotene: riguarderà i valori dell’Europa e il futuro del Mediterraneo. Temi centrali saranno i diritti umani e il Mediterraneo come patrimonio culturale vivente. Sarà un polo di produzione e attrattività turistico culturale ed educativa (Memoria, Arte, Meditazione, Paesaggio, Natura, Esperienza di pratica della cittadinanza), un luogo di studi europei e un luogo in cui si applicheranno buone pratiche di sostenibilità insulare. Vi è una differenza tra ciò che si farà a Santo Stefano e ciò che si farà a Ventotene: Santo Stefano sarà un simbolo, un luogo di meditazione e di ospitalità leggera; Ventotene sarà un luogo dove si potrà sviluppare più densamente l’attività di ospitalità per i flussi più importanti e un’attività pratica legata sia alla dimensione formativa che alla dimensione di sperimentazione per esempio su pratiche agrarie e di sostenibilità ambientale.

LE FUNZIONI DI VALORIZZAZIONE E IL MUSEO

La visita al carcere sarà uno dei punti fondamentali, poi ci saranno una serie di servizi aggiuntivi (dalla ristorazione ai trasporti) per un’esperienza di visita competitiva. Il Museo sarà dedicato alla prima parte al progetto architettonico originario, una parte dedicata alla vita del carcere, un’area legata al progetto Perucatti. Sarà un museo di documentazione: biografie dei detenuti, fotografie, vita quotidiana, le origini e l’utopia. Le identità e le esperienze umane che hanno abitato questo luogo e lo hanno segnato saranno restituite nella parte museale anche per esempio mediante una app di realtà aumentata.

VISITA PANOTTICO

Il recupero degli spazi del panottico potrà prevedere interventi “leggeri” in grado di recare traccia della stratificazione del tempo e degli eventi, mantenendo l’aura del luogo, il dolore e la rovina, salvaguardando la natura dei luoghi e la stessa forza di rammemorazione. Si prevede in quest’area di realizzare una installazione artistica che deve interagire organicamente con il lavoro di salvataggio e conservazione del monumento e orientare lo sguardo del fruitore in direzione di contemplativa e critica.

I VOLUMI DI PUBBLICO ATTESI A SANTO STEFANO

Visite al carcere e all’isola:

  • Circa 36.000 visitatori annui, di cui oltre 10.000 turisti aggiuntivi, tenendo conto dei vincoli di accesso all’area marina ed alla riserva, dalle giornate annue navigabili e dalle caratteristiche tecniche dell’approdo. Tali vincoli hanno fissato in 280 persone/giorno il numero di accessi all’isola. Tale previsione costituisce un minimo che potrà essere superato, specie per eventi serali, in base ad accordi con gli enti preposti.
  • Eventi/spettacoli: circa 5.400 spettatori paganti annui stimati su un’ipotesi di n. 180 spettatori per evento per n. 30 eventi annui.
  • Visite guidate: circa 7.200 utenti annui, pari al 20% dei visitatori complessivi al carcere.
  • Alta formazione: circa 500 utenti annui, divisi in 25 gruppi.
  • Gruppi scolastici/associativi: circa 800 utenti annui divisi in 40 gruppi.
  • Convegnistica: convegni con pernottamento ospiti

L’INTEGRAZIONE CON VENTOTENE

Lo scenario di valorizzazione del Complesso di S. Stefano determinerà l’acquisizione di servizi e professionalità in gran parte locali (oltre 1,1 milione di euro annui di servizi esternalizzati) con un possibile impatto positivo anche in termini di ripopolazione dell’Isola di Ventotene nei mesi non estivi. Si stima che la gestione del Complesso produrrà un’occupazione diretta derivante dai servizi esternalizzati pari a circa 41 unità di lavoro equivalenti (oltre alle 7 unità previste nell’organico del soggetto gestore). Parte dell’offerta culturale e formativa del Complesso di S.Stefano (eventi, spettacoli, alta formazione, residenze artistiche, convegni, ecc.) si articolerà anche sull’Isola di Ventotene attraverso la collaborazione con le associazioni e organizzazioni locali.

Mediante appositi accordi, il Complesso di S.Stefano potrà divenire un elemento attrattore aggiuntivo nell’ambito dell’offerta attuale di attività e servizi promossa dagli operatori culturali, turistici e sportivi di Ventotene (integrazione con offerta già esistente di campi scuola, attività culturali e sportive). Specifiche politiche di integrazione dell’offerta con il Comune di Ventotene potranno inoltre riguardare il circuito delle risorse museali, archeologiche e ambientali dell’Isola.

Ventotene costituirà il punto di ingresso dei flussi di visita al Complesso carcerario. Questo elemento, sulla base delle previsioni di domanda futura attesa, determinerà un incremento dei flussi in arrivo a Ventotene (solo in parte di natura escursionistica). L’isola presenta già oggi evidenti segnali di congestionamento nei mesi estivi (durante i quali si superano già oltre 1.600 presenze turistiche giornaliere). E’ importante perciò evitare il peggioramento eventualmente prodotto dal progetto attraverso apposite politiche di regolamentazione dell’accesso a S.Stefano (visite su prenotazione con massimale giornaliero). Per massimizzare i benefici del progetto è necessario inoltre approntare strategie di comunicazione volte a privilegiare l’attrazione di target non balneari destagionalizzando i flussi nei mesi primaverili e autunnali

I TRE ASSI TEMATICI DEL PROGETTO

L’Asse storico-culturale: Santo Stefano sede di Alta formazione, Ricerca, partenariati e attività con Istituzioni europee, euromediterranee, nazionali e regionali. Nel Panopticon, spazi espositivi/esperienziali/immersivi, dedicati al periodo romano, medievale, borbonico, risorgimentale, al sistema carcerario-confino e reclusione, a storie di pena e riscatto, al direttore Perucatti, ai diritti umani come pietra d’angolo della UE, alle politiche UE a sostegno di democrazia, libertà di espressione, diritti umani. Con gli occhi dell’arte: concorso di idee per opere artistiche emblematiche del genius loci. Residenze di Alta formazione ed artistiche. Riqualificazione del Cimitero, luogo della memoria. Cantieri archeologici nell’area romana e medievale. Partecipazione al Progetto sui luoghi del confino in Europa.

L’Asse ambientale-naturalistico e Sostenibilità: In linea con l’Agenda 2030 dell’ONU e il New Green Deal della Ue, ma anche con la visione della Enciclica “Laudato Sì” , Santo Stefano in collaborazione con l’isola di Ventotene, può diventare sede di Alta formazione, Ricerca, partenariati e attività con Istituzioni europee, euromediterranee, nazionali e regionali. Centro sulla biodiversità, studi sulla fauna marina, documentazione internazionale sulle migrazioni degli uccelli. Centro multistakeholders di coordinamento e formazione sullo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo.Orto botanico. Partecipazione al Mediterranean Hub for climate change and capacity bulding con UPM, UNDP, Ciehyam di Bari. Punti di osservazione dell’avifauna e di educazione ambientale. Ripristino e manutenzione di sentieri, muretti a secco, valorizzazione di specie animali e vegetali alloctone e invasive.

L’Asse europeo Euro-mediterraneo: Nell’ex caserma e casa del direttore: Seminari, Alta formazione, Residenze di Istituzioni europee, nazionali e internazionali su base di accordi multiannuali. Label europeo, Cammino dei padri fondatori/madri fondatrici d’ Europa, Corsi di public history. Crescita e sostenibilità ambientale, le aree interne e i modelli di sviluppo economico -con Unione per il Mediterraneo, UE e OCSE- Leed. Progetto Piccole isole del Mediterraneo.

 

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