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Il Covid-19 ci ha bruscamente catapultati in una inattesa condizione di fragilità globale, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico, produttivo, sociale, educativo, che sta generando effetti a livello sistemico. Uno dei settori più colpiti è quello del turismo. Secondo i dati di Isnart e Unioncamere, diffusi lo scorso dicembre nell’ambito dell’iniziativa “Turismo prossimo venturo: il rilancio riparte dai territori”, il 2020 si chiude con 53 miliardi di euro in meno rispetto al 2019 e per i primi tre mesi del 2021 si stima una perdita di ricavi di 7,9 miliardi di euro.

Tra luglio e ottobre 2020, un quinto dei consumatori a livello mondiale ha dichiarato di voler rinunciare ai viaggi internazionali, citando tra le motivazioni quella di voler ridurre l'impatto ambientale. La scorsa estate ben l'81% dei turisti italiani ha scelto mete in base a criteri di sicurezza e l'attività sportiva è stata la principale motivazione di vacanza. Nello specifico, la piccola ripresa del mese di agosto è stata legata al turismo interno e ha riguardato i 27 milioni di italiani che hanno scelto una destinazione di vacanza privilegiando mete di vicinato in fenomeni che, seppur abbastanza rilevanti, non hanno potuto controbilanciare la perdita economica complessiva.

Una dimensione di prossimità dunque in cui l’81% degli italiani ha scelto delle destinazioni, privilegiando la dimensione della sicurezza e dell’attività all’aria aperta attraverso esperienze come il cicloturismo, il trekking, il viaggio a piedi.

La pandemia ha, in questo quadro, cambiato totalmente il paradigma del viaggio, che viene letto come esperienza sportiva, all’aria aperta, emozionale e di trasformazione.

In questo contesto nuove modalità di interfaccia tra visitatori e destinazioni si sono sviluppate, attraverso fenomeni di turismo slow, mobilità dolce, valorizzazione e osmosi tra territori e patrimoni culturali in termini di interazione con le persone, anche in questi periodi di distanziamento forzato.

Di seguito si propone una possibile lettura del fenomeno dal punto di vista del visitatore, senza la presunzione di suggerire verità assolutorie, ma di proporre piste di riflessione e soprattutto domande aperte su alcune possibili dimensioni della prossimità.

Le pratiche qui suggerite non sono presentate come collezione di casi da leggere in modo acritico, ma invece come input di riflessione e di ispirazione su come la prossimità può essere letta e interpretata nelle sue varie accezioni.

PROSSIMITÀ E VIAGGIO TRASFORMAZIONALE

Il Covid-19 ha portato alla possibilità di vivere esperienze all'interno di luoghi familiari. Siamo tutti in viaggio insieme, affrontiamo le sfide, siamo fuori dalle nostre zone di benessere, i nostri vecchi schemi di pensiero sono totalmente da reinterpretare.

Il Tranformational Travel Council propone una lettura in cui il viaggio è inteso non solo in senso fisico, ma anche come opportunità di riflessione personale anche in un contesto di prossimità. Il TTC ne propone alcune possibili dimensioni: sviluppare una propria consapevolezza sul significato che il viaggio ha per noi; saper guardare con occhi nuovi anche i luoghi a cui apparteniamo; cercare esperienze culturali che siano portatrici di valori spirituali; essere più attenti e consapevoli delle nostre scelte di viaggio e dell'impatto che hanno sugli altri, sulla natura e sulla nostra civiltà; rispettare le comunità in termini di sostenibilità ambientale; valorizzare ciò che abbiamo vissuto durante il viaggio in un'ottica di consapevolezza e pratiche da portare nella nostra vita di tutti i giorni, in termini di nuove competenze, atteggiamenti e comportamenti.

Accanto a tali dimensioni, alcuni temi trasversali che dovrebbero accompagnare un viaggio trasformazionale nella sua sfera più intima sono: diventare più empatici, umili, grati e compassionevoli; abbracciare una mentalità capace di riconoscere la propria identità e di accogliere le sfide e gli ostacoli come un'opportunità di crescita e sviluppo personale.

È questo il caso delle “micro avventure” (Goodnow, 2020), attività o esperienze emozionanti o rilassanti caratterizzate da distanze ridotte, destinazioni locali, mezzi di trasporto a bassa emissione di carbonio e risorse economiche e sociali investite nelle comunità locali.

In questo senso, per esempio, il Ministro della Sanità neozelandese ha invitato a intraprendere esperienze sportive in mountain bike e in spiaggia, sottolineando il valore attribuito al contatto con la natura per il nostro benessere, e la necessità di individuare modalità sostenibili di sviluppo e coinvolgimento delle comunità in brevi avventure all’aria aperta, in luoghi prossimi alla propria residenza.

Il periodo pandemico porta, quindi, a un ritorno alle origini attraverso approcci incentrati sull'esperienza psicologica dell'avventura basata sulla mobilità su scala umana. Un'enfasi sulla semplicità, sullo sviluppo delle abilità personali, sull'immersione nella natura, elementi sempre più persi nei moderni viaggi avventurosi. Le micro avventure possono quindi essere costruite intorno alle sfide e all'incertezza insite in quello che viene definito “self-supported human-powered travel”, un’esperienza cioè a piedi, in bicicletta, in barca.

PROSSIMITÀ E RESIDENZIALITÀ AFFETTIVA

Questa situazione di fragilità e di distanziamenti forzati ha prodotto lo sviluppo di forme di viaggio domestico, a corto raggio, che ha riguardato il biketourism, il cineturismo, il turismo rurale ed enogastronomico, i cammini e tutte quelle esperienze che, come sottolineato in un recente articolo del Sole24Ore (Marrazzo, 2020), vengono vissute come fenomeni riconducibili a un forte senso di appartenenza ai luoghi che viviamo come una “residenzialità affettiva”.

Il viaggio diventa così uno spostamento di short break attraverso esperienze in cui sarà fondamentale lavorare non solo nella fase live, in cui si vive l’esperienza stessa, ma anche e soprattutto sulle fasi che precedono e seguono l’occasione fisica di visita (pre experience e post experience) per sviluppare momenti di preparazione e valutazione dell’esperienza sempre più ricchi, profondi e condivisi con la comunità e le destinazioni stesse.

PROSSIMITÀ E VIAGGIO DELLA PORTA ACCANTO

Prossimità e spirito di scoperta dei territori a cui apparteniamo: costretti a fare a meno dei viaggi all’estero e dei luoghi di aggregazione più tradizionali, siamo costretti a riscoprire il viaggio della porta accanto (come lo definisce il Touring Club, 2020), attraverso la possibilità di ritrovare quella zona collinare che circonda la nostra città di appartenenza, o quel luogo a poche decine di chilometri che ci si era sempre proposti di andare a visitare, ma che poi veniva sempre superato nella scelta da mete più blasonate.

È stata proprio realizzata con questa idea da Touring Club e Legambiente, la scorsa estate, l’iniziativa Vacanze Italiane, una nuova guida online che raccoglie oltre 200 itinerari tra cui 43 in bici, 63 a piedi, 13 a cavallo. Dal sito si possono scorrere i vari itinerari sviluppati grazie al lavoro congiunto con tour operator e network del settore come AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Sweetmountains, Turismoacavallo e Amodo (Associazione Mobilità Dolce).

Non solo, anche lo stesso bando “Viaggio in Italia. Nuovi modi di raccontare il turismo”, lanciato da MiBACT e Invitalia, ha come obiettivo quello di promuovere il turismo di prossimità, il turismo lento e il turismo dei borghi. Il contest, che ha ricevuto più di 1.200 proposte, affida ai sei vincitori un budget di produzione di 30.000 euro per la realizzazione di prodotti che rispondano alle esigenze di “nuova normalità” imposte dall’emergenza Coronavirus e dal mutato contesto in cui gli spostamenti turistici avranno luogo a breve e medio termine.

PROSSIMITÀ, EDUCAZIONE E SCOPERTA DEI NOSTRI TERRITORI

Anche la scuola può essere il luogo che valorizza il legame con il territorio, la ricchezza interculturale, il rispetto dell’ambiente, in un momento in cui la DAD crea inevitabili distanziamenti fisici e sociali nostri e dei nostri figli.

Non solo il legame con il territorio, dunque, ma anche il bisogno di comunità verso la necessità di ricostruire un “noi” fondato su autentici legami di prossimità.

Da un altro punto di vista, e in senso più ampio, l’ambiente educativo può creare alleanze con i soggetti del territorio non intesi solamente nel senso istituzionale del termine, ma anche attraverso percorsi di condivisione con le famiglie, le associazioni e tutti i soggetti, arricchendo e sviluppando legami di inclusione e partecipazione attraverso forme di integrazione dei servizi e di corresponsabilità educativa anche nei territori più marginali.

È questo per esempio il caso del progetto di ricerca “Piccole Scuole” - che dal 2016 è stato ammesso a finanziamento nell’ambito del PON 2014-2020. L’Indire sostiene in questo contesto le scuole situate nei territori geograficamente isolati, allo scopo di valorizzare la loro funzione di presidio educativo e culturale, e di contrastare il fenomeno dello spopolamento.

In questo quadro, è nato negli scorsi mesi, nell’ambito del programma E-Twinning, il progetto “A scuola di prossimità” che propone una visione della scuola non solo come una buona esperienza educativa in determinati spazi ben delineati, ma anche come una istituzione all’aperto, nella natura e nella città, stringendo un’alleanza educativa con il territorio, con gli enti locali, con le associazioni, con le famiglie e la cittadinanza. Attraverso webinar su temi specifici che sono stati sviluppati lo scorso giugno, il progetto ha proposto pratiche e testimonianze che potessero stimolare una riflessione corale sulla scuola attraverso nuove esperienze educative e occasioni di vicinanza e interpretazione della prossimità.

Non solo. In questa dimensione di rilettura delle identità, si possono anche compiere viaggi virtuali che esplorano una rinnovata sensibilizzazione rispetto a temi sociali e globali.

Alcuni temi, come quello dell’Educazione Civica – che dallo scorso settembre è diventata una disciplina trasversale che interessa tutti i gradi scolastici, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di II grado – portano i giovani a riflettere su dimensioni globali: la costituzione e i diritti, lo sviluppo sostenibile, la tutela del patrimonio, la cittadinanza digitale.

In questo frangente alcune istituzioni sono uscite allo scoperto sui propri territori di appartenenza, proponendo percorsi di riflessione e di interpretazione di questi temi nel contesto culturale in cui viviamo.

È questo, per esempio, il caso della Gamec di Bergamo che ha proposto, a partire dallo scorso novembre, un ciclo di incontri online per studenti delle classi superiori e adulti dedicati al rapporto tra arte, cittadinanza e costituzione. Le lezioni si svolgono nel contesto dell’Aula Magna della GAMeC, la sala all’interno del percorso espositivo di Ti Bergamo costituita da banchi dismessi e pensata per ospitare ogni mattina in Galleria studenti e insegnanti delle classi bergamasche. Una scelta volta a riavvicinare il pubblico ai luoghi della cultura e restituire al contempo l’idea del museo come luogo di formazione permanente.

PROSSIMITÀ, CULTURA E MUSEI

In questo panorama non si possono tralasciare le pratiche proposte dal mondo museale, che possono in realtà essere lette come filo conduttore che lega le precedenti dimensioni in una proposta di senso, che nasce dalla pancia delle istituzioni come risposta ai bisogni della collettività di ritrovarsi intorno a valori essenziali di ascolto, condivisione, crescita rispetto al territorio di appartenenza.

Di seguito alcuni casi che rappresentano, da nord a sud, una piccolissima parte delle innumerevoli iniziative che si stanno sviluppando negli ultimi mesi su iniziativa della comunità museale.

Durante queste festività natalizie, per esempio, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) ha deciso di uscire in città per raccontarsi per le strade, con l’iniziativa “Il MANN per la città”. Non solo, nelle strade saranno riprodotte le tavole del calendario 2021 del MANN realizzate dalla Scuola Italiana di Comix. Infine, il museo porterà avanti anche un’attività di valorizzazione realizzata con la rete dei “Negozi Amici del MANN”: il progetto è stato intrapreso la scorsa estate, lanciando promozioni condivise con i punti vendita aderenti al Consorzio Centro Commerciale Museo.

Nei Musei Civi di Jesi (Ancona), la cultura viene valorizzata attraverso proposte di benessere attraverso iniziative di fitness davanti ai capolavori di Lorenzo Lotto con una serie di esercizi ispirati alla posizione e ai movimenti dei soggetti delle opere d'arte presenti nel museo. Dirette guidate, approfondimenti, curiosità, quiz, premi e sfide proposti ogni settimana sui canali social, hanno come obiettivo quello di avvicinare gli under 20 alle collezioni museali "perché i musei non sono luoghi bui e noiosi, ma accoglienti e familiari, pieni di meraviglia e divertimento", come sottolineato dalla Direzione.

Anche esperienze musicali come per esempio quella proposta dalla Fondazione Cosso del Castello di Miradolo (in provincia di Torino), che per la sera del 25 dicembre ha proposto una rivisitazione virtuale del tradizionale “Concerto di Natale”. Dopo una guida all’ascolto in cui sono stati condivisi con il pubblico i valori fondanti dei contenuti dello spettacolo, le sale del castello sono rivissute attraverso un viaggio che ha legato musica ed arte con contenuti interattivi, che i partecipanti potevano creare durante l’ascolto.

Un contesto insomma vario di iniziative in cui si sono cimentati i musei per incontrare i cittadini e il territorio in spazi e attraverso attività create ad hoc per questo momento di chiusure e di distanziamento fisico attraverso politiche di coinvolgimento e di prossimità.

Marcel Proust scriveva che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, incoraggiandoci a osservare la realtà da prospettive sempre diverse.

Nell'era Covid-19, qualora le condizioni complessive ce lo permettano, possiamo continuare a “viaggiare” in termini fisici e virtuali, concentrandoci su esperienze di senso vicine, che si possono tradurre in legami più profondi con le persone e i luoghi locali in una rinnovata dimensione di prossimità.

Allo stesso tempo, sarà necessario ripensare il modello organizzativo delle destinazioni per sviluppare nuove forme di viaggio orientate alla produzione di valore e, in particolare, alla qualità dell’offerta congiuntamente ai servizi forniti dagli operatori.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Unioncamere (2020), Turismo prossimo venturo: il rilancio riparte dai territori.

J. Goodnow (2020), Adventure in the Age of COVID-19: Embracing Microadventures and Locavism in a Post-Pandemic World, disponibile on line.

Transformational Travel Council (2020), The transformational traveller, disponibile on line.

G. Marocchi (2016), Comunità  di prossimità, la condivisione riduce le distanze, disponibile on line.

Polo del ‘900 (2020), Blueprint.Pratiche culturali trasformative e urgenti, disponibile on line.

M. Pontis (2018), Una scuola inclusiva è possibile: collaborazione tra scuola, famiglie, comunità e territorio.

ABSTRACT

The pandemic has forcibly led to a reinterpretation of the meaning of travel, which is increasingly interpreted as a sporting, outdoor, emotional and transformational experience, in relation to the territories to which we belong.

The article focuses on the relationship between proximity and travel proposing some dimensions of interpretation of the phenomenon.

Travel close to home, short break, education, as a cultural experience are some of the reflections proposed. It will be necessary to rethink the organizational model of destinations to develop new forms of travel oriented to the production of value and in particular to the quality of the offer, together with the services provided by tourism operators.

 

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