Il rilancio turistico del dopo Covid-19 potrebbe essere affidato alle grandi manifestazioni e alle rievocazioni storiche italiane. Lo afferma Filippo Giovannelli, presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica e direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino, che spiega: “Il 2021 ha la necessità di essere l’anno del rilancio dell’economia turistico-culturale del nostro paese. E’ una vera e proprio realtà quella dei luoghi e delle città d’arte legati a stretto contatto con le manifestazioni storiche che animano i centri cittadini nel periodo estivo in quanto luoghi di vacanza e di svago. Esse potrebbero contribuire a incrementare con il proprio apporto in termini performativi anche l’economia in altri periodi dell’anno, in particolare in quelli a basso afflusso turistico considerandoli eventi culturali e non come semplice folclore”.

Un primo aspetto da considerare, sottolinea, “è che, in particolare nei piccoli borghi italiani, gli eventi culturali di rievocazione storica sono un volano di rilancio dell’affluenza turistica, ma in generale per tutte le località a vocazione culturale del territorio nazionale. Considerando la nostra nazione un grande contenitore di cultura diffusa, con un infinito mondo diversificato di elementi di grande valore artistico, ogni luogo, dal più piccolo al più grande potrebbe beneficiare di una nuova prospettiva. L’organizzazione delle manifestazioni e delle rievocazioni storiche durante tutto il periodo dell’anno, da quelle in collaborazione con strutture museali a quelle all’aperto nelle stagioni più calde, coinvolgerebbe da una parte l’ospitalità in tutti le sue categorie, dall’altra quella della ristorazione tradizionale e delle taverne specifiche legate alle manifestazioni di rievocazione storica. Questo aspetto socio-economico è strettamente legato all’organizzazione di eventi rievocativi, perché non si tratta esclusivamente di implementare le aziende dedicate ai servizi turistici con tutto l’indotto coinvolto, ma partecipare attivamente alla ripresa delle attività connesse all’artigianato locale che lavora per le rievocazioni, cito a titolo di esempio le sartorie storiche, il calzolai, i fabbri che realizzano, riparano, producono e mantengono armi e armature e tanti altri. Non ultimo il coinvolgimento di tutte le aziende che lavorano nel comparto dei servizi, dalla sicurezza, all’impiego degli steward e ai professionisti della progettazione, dai servizi legati agli impianti audio, alle aziende agricole per le manifestazioni che utilizzano animali come i cavalli. L’impiego di professionisti come i veterinari, i medici dello sport e alle professioni legate allo spettacolo dal vivo come attori, scenografi e tecnici, quelli che si dedicano alla gestione degli ambiti contabili e dei rapporti con le amministrazioni pubbliche per tutte le autorizzazioni necessarie fino alle compagnie assicurative".

"Questo rilancio turistico-culturale ed economico - prosegue il presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica - non è banalmente uno dei progetti che da subito le istituzioni dovrebbero mettere in campo con una programmazione preventiva, ma il progetto principale sul quale le amministrazioni locali dovrebbero puntare nell’immediato, perché alla base di tutto la rievocazione storica ha un motore portante che è diverso dagli eventi culturali performativi e normalmente più conosciuti come i teatri, i musei, i concerti e gli eventi pubblici a bigliettazione: il volontariato. Questo motore portante si attesta al 95% delle risorse umane impiegate nelle grandi manifestazioni e nelle rievocazioni storiche italiane. E’ la base sulla quale si fondano la stragrande maggioranza degli eventi di rievocazione storica, individui appassionati che mettono in campo se stessi e risorse economiche personali per riuscire a far emergere le caratteristiche del proprio territorio aumentando di molto la visibilità e l’attrattività della identità culturale cittadina. Tutto ciò favorisce il coinvolgimento popolazione e delle realtà economiche connesse".

"Credo - conclude Giovannelli - che le amministrazioni locali dovrebbero sollecitare il governo perché dedichi una parte delle risorse del Recovery Fund destinato alla cultura e al turismo a questo comparto, in modo che tutto possa riprendere al più presto, si dovranno investire le risorse per l’attrazione turistica diffusa su tutto il territorio nazionale e si possa cominciare a programmare un calendario serrato delle manifestazioni e delle rievocazioni storiche in tutto il territorio nazionale. Le grandi manifestazioni e le rievocazioni storiche italiane sono uno dei comparti culturali e turistici più diffusi e importanti del nostro paese. Questo è il momento di pianificare il 2021 collaborando con le istituzioni, per incentivare la ripresa divenuta ormai necessaria e indifferibile a favore dell’Italia che trae una buona parte della sua economia dal settore turistico-culturale".

 

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