Il 13 gennaio la Corte costituzionale è chiamata a pronunciarsi sull’istanza di sospensione presentata dal governo contro la legge regionale della Valle d’Aosta che prevede l’apertura di negozi, piste da sci, musei e altre attività culturali limitate, invece, a livello nazionale. La presidenza del Consiglio dei ministri ritiene che “la Regione Valle d’Aosta abbia introdotto misure ampliative e derogatorie rispetto al quadro normativo nazionale, in un contesto di grave e preoccupante innalzamento della curva del contagio, con inevitabile rischio di esternalità negative per l'intero sistema sanitario nazionale”. Nella legge regionale si prevede che “le attività artistiche e culturali, compresi i musei, le biblioteche e i centri giovanili, possono svolgere regolare attività, a condizione che sia possibile garantire il rispetto delle misure di sicurezza”.

Il governo stigmatizza, anzitutto, “la previsione, seppure a condizione del rispetto delle misure di sicurezza stabilite, della riapertura delle attività commerciali al dettaglio, della riapertura dei servizi alla persona e degli altri settori dei servizi. L’impugnativa governativa riguarda, poi, le disposizioni regionali che consentono lo svolgimento di regolare attività ai servizi di ristorazione e di somministrazione di alimenti e bevande, ai musei, alle biblioteche e ai centri giovanili nonché le disposizioni regionali che consentono, nel rispetto delle misure di sicurezza stabilite, il regolare funzionamento degli impianti a fune ad uso sportivo o ad uso turistico-ricreativo”.

Secondo il ricorrente, quindi, “la legge regionale si pone in contrasto con la disciplina dettata dallo Stato in materia di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica, che, in quanto diretta a contenere la diffusione dell’epidemia, reca misure che devono necessariamente trovare applicazione sull’intero territorio nazionale”. Ad avviso del Presidente del Consiglio dei ministri, pertanto, la legge della Regione Valle d’Aosta n. 11 del 2020 contiene “disposizioni che esulano dalle competenze attribuite alla Regione dallo statuto speciale, invadendo vari ambiti riservati alla legislazione statale in materia di tutela della salute, di profilassi internazionale, di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale, e di ordine pubblico e sicurezza”. 

 

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