La Direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio del Ministero per i Beni culturali ha eseguito alcune modifiche formali all’avviso di selezione per il conferimento di incarichi di collaborazione da svolgersi presso la Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo e le Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio, del Mibact. Le modifiche riguardano la dicitura della Soprintendenza Speciale di Roma e la sede della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone che era stata erroneamente indicata a Cosenza e che invece sarà a Crotone. A partire dal 25 gennaio 2021 sarà poi operativa la piattaforma informatica il cui link sarà reso noto sul sito della DGABAP www.dgabap.beniculturali.it, insieme all’indirizzo dell’help desk e delle FAQ. 

LA RICHIESTA DELLA SENATRICE CORRADO

Sulla sede di Crotone era intervenuta anche la senatrice del Movimento 5 Stelle Margherita Corrado chiedendo proprio di rettificare questo errore. L’esponente cinquestelle aveva chiesto di indicare Crotone come sede della nuova soprintendenza istituita con il Dpcm che ne ha disposto la nascita separandola proprio da quella di Cosenza. 

LA POLEMICA SUI REQUISITI

L’avviso ha attirato tuttavia altre critiche. E’ stata soprattutto la richiesta di almeno 15 anni di esperienza per molti profili ricercati dalla Dg Archeologia del ministero a sollevare reazioni contrarie da parte delle associazioni di professionisti. In particolare, il movimento Mi Riconosci? stigmatizza i requisiti richiesti: "Lasciano esterrefatti: per una collaborazione a partita IVA di sei mesi si richiedono 15 anni di esperienza professionale (dieci nel caso si sia in possesso di un dottorato) o in alternativa essere professori universitari. I professionisti del settore culturale, riuniti da cinque anni nel movimento Mi Riconosci denunciano l'assoluta arbitrarietà del provvedimento, che arriva oltretutto in un momento di grandissima difficoltà per gli operatori del settore". 

I SINDACATI

E sui requisiti sono intervenuti anche i sindacati che rappresentano i lavoratori del Ministero per i beni culturali (FP Cgil, Cisl FP, UilPa) che hanno stigmatizzato il ricorso alle collaborazioni temporanee chiedendo “un intervento urgente della parte politica del MiBACT affinché, a fronte della gravissima carenza di personale, non si continui con simili interventi che non fanno altro che ampliare la platea dei precari che operano a vario titolo nel Ministero”.

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