Nessuna possibilità di elezioni anticipate, sì però al rafforzamento della squadra di governo. La commissione Cultura del Senato guidata da Italia viva all'opposizione? Ipotesi molto remota. Sulla scuola caos intollerabile, l'esecutivo agisca in maniera risoluta su un tema prioritario. Bene Franceschini su aiuti a cultura e turismo nell'emergenza, ma ora ci si deve muovere per il futuro. Musei, cinema e teatri vanno riaperti subito. Già c'è un accordo con la Casellati per fare a Palazzo Madama la Biblioteca dell'Identità Italiana. Queste alcune delle riflessioni a largo raggio, a partire dalla situazione politica che stanno vivendo maggioranza e governo Conte 2, rilasciate ad AgCult dal presidente della commissione Cultura del Senato, Riccardo Nencini (Iv-Psi). 

Siamo veramente a un passo dalla crisi? "Vivo l'attuale momento senza eccessiva preoccupazione, si sta lavorando per una soluzione. Diciamo che sono cautamente ottimista - esordisce Nencini -. Alle elezioni non ci ho mai creduto prima e non ci credo ora, anzi sono l'unica cosa che veramente escludo. Il lavoro da fare è quello di rafforzare la coalizione e quindi preparare una soluzione. Dipenderà dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, visto che anche da parte del Pd lo si richiama a svolgere la funzione di coordinamento che la Costituzione gli affida. Ora sul tavolo ci sono tutte le proposte, dal Mes al Recovery Fund: auspico che nel giro di pochissimi giorni si risolva tutto. Non c'è dubbio che ci sia bisogno di rilanciare l'azione dell'esecutivo. Io penso che la squadra di governo si può migliorare rafforzandola. Il punto vero è che serve una visione. Le emergenze sono fatte di due fasi: quella relativa alla gestione dell'immediato, ma serve anche lo 'strabismo' per vedere ciò che può succedere domani. Ha ragione Romano Prodi quando sostiene che la strada maestra è quella di una visione del futuro".

L'uscita del partito di Matteo Renzi dalla compagine governativa avrebbe ripercussioni dirette sulla commissione Cultura del Senato. Pd e M5S, infatti, sommano soltanto 9 voti e anche se Albert Laniece (Autonomie) votasse con la maggioranza, l'opposizione potrebbe comunque contare su 4 senatori della Lega, altrettanti di Forza Italia, due di Fratelli d'Italia, Gaetano Quagliariello (Misto), oltre, appunto allo stesso Nencini e alla senatrice Daniela Sbrollini, esponenti di Italia viva. "Che Iv passi all'opposizione è un'eventualità assolutamente remota - taglia corto Nencini -. In ogni caso, non è una novità che una commissione non sia guidata da un partito di maggioranza. In passato è già successo e ancora oggi a Palazzo Madama ci sono due commissioni, Giustizia e Agricoltura, guidate dalla Lega". Nel caso saltasse il banco e Iv andasse all'opposizione, si dimetterebbe da presidente della commissione? "Ribadisco che è uno scenario alquanto improbabile - risponde Nencini -. Ad ogni modo, sono stato eletto dalla commissione e a questa mi rifaccio". 

Tra i principali punti contenuti nelle linee guida del Recovery Plan europeo ci sono ricerca, formazione e scuola. "Se si vuole essere competitivi sul piano internazionale, l'istruzione deve essere un tema centrale nell'agenda di qualsiasi governo presente e futuro - commenta Nencini -. Non è tollerabile quanto sta accadendo in questi giorni: prima si fa un accordo con le Regioni e poi alla vigilia dalla riapertura si sta ancora nel caos. E' necessario che il governo prenda in mano, in maniera risoluta, le briglie della vicenda. Purtroppo, al contrario di quello che può sembrare, la scuola non è considerata una priorità". 

Sulla riapertura dei siti della cultura Nencini è categorico: "La chiusura di musei, cinema e teatri l'ho sempre ritenuta ingiustificata. Sono luoghi dove è possibile regolamentare e controllare gli accessi e non mi sembrano neppure posti che creino problemi di assembramento sui trasporti. Mi auguro che alla scadenza a metà gennaio dell'attuale Dpcm vengano rimossi i divieti e si torni alla riapertura. Che poi, come commissione Cultura, abbiamo già suggerito a Franceschini".

A proposito del titolare del Mibact, come ministro sta lavorando bene? "Aver messo in cantiere quasi undici miliardi di euro per cultura e turismo dall'inizio dell'emergenza pandemica è tanta roba - afferma Nencini -. Però anche qui vale la regola della doppia fase: bene l'azione di protezione dei due settori nella situazione di emergenza, ma ora bisogna cominciare a pensare a definire quale sia il canone in cui muoversi per il futuro. Anche in questo caso la commissione Cultura all'unanimità qualche indicazione già l'ha data. Ad esempio, cominciare a pensare al turismo che oggi viene definito di 'nicchia', ma che diventerà qualcosa di robusto. Quindi puntare sui grandi cammini storico-religiosi, sul recupero dei borghi storici, sulle ciclovie e le ferrovie storiche. Attivare, insomma, una cultura del territorio per proteggere e rilanciare quei pezzi di Italia che si sono spopolati nei decenni scorsi". 

A fine gennaio si completa il primo semestre da presidente della commissione Cultura. "Tirando un bilancio voglio sottolineare la collaborazione di tutti i senatori di maggioranza e opposizione, senza distinzioni. Mi sono dato il criterio di coinvolgere tutti, senza differenze di colore politico, soprattutto su temi di 'orizzonte' - dichiara Nencini -. Negli ultimi due mesi, per problemi oggettivi, la precedenza è andata ai vari decreti Ristori e alla Manovra. Adesso, però, incardineremo alcuni provvedimenti per farli diventare dei veri e propri affari assegnati: quello sui cammini storici, sul recupero delle opere d'arte esportate illegalmente all'estero e sui giacimenti culturali in Italia attraverso il censimento dei beni artistici. Inoltre, già siamo d'accordo con la presidente Elisabetta Casellati per la costruzione in Senato della Biblioteca sull'Identità Italiana".

 

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