“Questa fase di crisi acuta è l’occasione per ripensare al turismo in Italia, impegnandosi su come attirare più presenze, facendo in modo che il ritorno sia distribuito sul territorio in modo sostenibile. A tal fine serviranno interventi sulla digitalizzazione e lo sviluppo delle competenze, sull’efficienza ed efficacia dei mezzi di trasporto, sulle infrastrutture (ivi comprese quelle abitative) più sostenibili”. E’ quanto si legge nel capitolo dedicato al turismo nel documento di proposte di Forza Italia al Recovery Plan presentato oggi pomeriggio in conferenza stampa dal vice presidente del partito, Antonio Tajani.

Il “Piano Marshall sulla filiera del turismo” contiene diversi punti: “Oltre ai voucher prevedere un cospicuo stanziamento di risorse immediate facendo ricorso al contributo a fondo perduto: immediata iniezione di liquidità da assegnare alle imprese del turismo (compresi alberghi e ristorazione). Azzeramento del cuneo fiscale e la previsione di una deducibilità totale per gli italiani che vorranno trascorrere le proprie vacanze nel 2021. Credito di imposta alle imprese turistiche corrispondente al canone di locazione delle strutture impiegate. Assistenza a tutta la filiera legata al settore (ad esempio copertura per animatori turistici, ambulanti, etc…). Accantonare la direttiva Bolkenstein garantendo la proroga delle concessioni balneari fino al 2033 così da consentire gli investimenti necessari. Proponiamo un Recovery Plan Straordinario per tutelare e sostenere le imprese con finanziamenti a fondo perduto. Campagna di comunicazione in Italia e all’estero per valorizzare il nostro made in Italy”.

Per Forza Italia, inoltre, è necessario “favorire il turismo sostenibile, enogastronomico, ambientale”. E ancora: “Coscienti che il patrimonio culturale dell’Italia costituisce un asset fondamentale per l’umanità e che la fruizione diventa un driver di crescita dal punto di vista economico (turismo), riteniamo che il settore meriti un’attenzione particolare nell’ambito di tutte le riforme (a cominciare da quella digitale e fino alle infrastrutture) che possa produrre un effetto moltiplicatore per l’economia”.

 

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