“Oggi è difficile applicare una distinzione netta tra le varie forme d’arte. E’ per questo che ‘l’intreccio delle arti’ sarà la nostra stella polare”. Onofrio Cutaia è da poche ore il nuovo direttore generale della Direzione Creatività contemporanea del Ministero per i Beni culturali e per il Turismo, ma “ha già tante idee nel cassetto” che, dopo un’attenta analisi della situazione attuale, è pronto a mettere a disposizione del nuovo incarico. Ninni Cutaia di esperienza alle spalle in effetti ne ha molta, a cominciare dai cinque anni alla guida della Dg Spettacolo dal vivo, incarico che ha concluso con due ultimi interventi a cui - precisa in questa intervista ad AgCult - tiene in modo particolare: l’incremento del Fondo Unico dello spettacolo (FUS) di 50 milioni di euro e aver approvato gli strumenti per sostenere le maestranze (artisti e non) del settore.

All’inizio del suo nuovo percorso, Cutaia vede “nella multidisciplinarietà e nell’interdisciplinarietà delle arti, forse terminologie abusate ma mai troppo praticate, l'opportunità dell’incontro delle esperienze artistiche e il desiderio di incontrare le persone, il cosiddetto pubblico”. 

IL SUO PERCORSO PROFESSIONALE

Ovviamente, il nuovo direttore generale è “molto onorato di questa nomina” e ringrazia il ministro Dario Franceschini per aver creduto in lui. Ma la strada di Cutaia nel mondo dell’arte e della cultura comincia da lontano. “Il mio percorso professionale - spiega - viene esattamente dall’area del teatro e dello spettacolo dal vivo. ho curato la direzione del Mercadante di Napoli per cinque anni e dell’Ente teatrale italiano che ho diretto fino al 2010. Esperienze professionali importanti che mi aiuteranno a dare un contributo alla ampia area delle arti contemporanee. Per ogni essere umano è importante fare riferimento alle proprie radici, nel mio caso sono state sempre legate al mondo delle arti, soprattutto quelle contemporanee”.

Condurre un teatro in una città come Napoli, prosegue il nuovo Dg, “ha significato avere a che fare con la la nascita del museo Madre, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN); ha significato da subito mettere in connessione gli artisti visivi che trattano le materie con gli artisti che avevano poi il compito della ‘messa in scena’. Allora la messa in scena ha incluso moltissimo nel mio percorso gli artisti visivi. Lo dico perché tra le aree di intervento della Dg Creatività contemporanea c’è la rigenerazione urbana che è per me un tema cruciale, soprattutto oggi: lì si potrà verificare una grande collaborazione tra gli artisti dello spettacolo con quelli più propri delle arti contemporanee”.

PROMOZIONE INTERNAZIONALE

Cutaia cercherà di mettere insieme le esperienze fatte in questi anni per dare il suo contributo a un settore che raccoglie aree di intervento molto importanti già avviate come la promozione internazionale dei nostri talenti, Italian Council, così come l’area degli acquisti delle opere contemporanee. “Sto studiando e approfondendo molti temi, la promozione internazionale è una priorità, il rapporto con il Maeci sarà rafforzato, vedremo come e in che misura, ma è di sicuro un tema sul quale punteremo moltissimo”. 

IMPRESE CULTURALI E CREATIVE

Un approfondimento a parte lo meriterà il tema delle imprese culturali e creative, aspetto su cui il governo ha annunciato tempo fa di aver preparato un intervento normativo specifico e che ha anche collegato alla manovra di bilancio. “Le imprese culturali e creative rappresentano una delle priorità che affronteremo proprio in questi giorni. E’ un’area di assoluta competenza della Dg e sulla quale faremo un punto della situazione prestissimo”. Secondo il dg, anche “le imprese dovranno fare i conti con quello che sta avvenendo e che avverrà, non solo con quello che è avvenuto. Ho molte idee, ma è davvero un momento in cui su questo aspetto non si può sbagliare per essere utili allo sviluppo della produzione culturale del nostro Paese. Su questo approccio si dovrà fondare un’azione molto forte e molto ragionata del nostro ministero”. 

SPETTACOLO E FUS

Se oggi Cutaia è alla guida della Direzione creatività contemporanea, non si può non fare riferimento ai suoi ultimi cinque anni al Mibact alla guida dello spettacolo dal vivo. Soprattutto nell’‘era Covid’ che proprio sul settore dello spettacolo (e del turismo) si è abbattuta con particolare veemenza. Per far fronte a questa situazione eccezionale, il ministero ha messo in campo misure significative. “E’ stata molto importante l’azione portata avanti dal ministero su due grandi linee di intervento: innanzitutto, aver voluto da parte del ministro assicurare al mondo dello spettacolo già finanziato dal Fus un certezza delle risorse assegnate. In questo modo, nel 2020 le imprese teatrali in genere hanno avuto la certezza sostanzialmente delle medesime risorse del 2019 con un’indicazione molto precisa che era quella di salvaguardare il più possibile il lavoro delle persone, artisti e tecnici”. Per il 2021, all’interno del finanziamento “ci sarà una grande attenzione alla salvaguardia del lavoro”. 

Ci sono poi tutti gli interventi extra FUS. C’è stata una serie notevolissima di interventi che prendevano le mosse dai decreti ministeriali: spettacolo viaggianti, teatri più piccoli, lavoratori del teatro, siamo riusciti a salvare tutte le risorse finanziarie e saranno assegnate a breve”. Dopodiché, il 2021 vedrà un FUS potenziato di 50 milioni, che non saranno solo per l’anno in corso ma a partire da quest’anno rafforzando molto il fondo che potrà dare spazio anche alle voci non finanziate dal Fondo con regolarità nel passato”.

FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Ma in questa situazione drammatica e di fronte a un impegno senza precedenti dell’amministrazione c’è qualcosa che si poteva fare meglio? “Tutto si può fare meglio, ma il tema vero è quello delle riforme necessarie per il mondo dello spettacolo”. A cominciare dal Codice dello spettacolo che “afferma principi importantissimi” ma che tuttavia attende ancora i decreti attuativi. “La riforma più importante - conclude Cutaia - riguarda le fondazioni lirico-sinfoniche che negli ultimi anni hanno molto migliorato la loro gestione, ma che oggi avrebbero bisogno di una serie ristrutturazione della forma giuridica a cominciare dal dilemma ‘pubbliche o private’. Ora, ci sarebbero tutte le condizioni per fare una buona riforma”.

 

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