Uno statuto per i lavoratori del settore creativo è “un’esigenza assoluta”. Lo afferma il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, che sul tema ha depositato, insieme al deputato dem Matteo Orfini, il disegno di legge per uno “Statuto sociale dei lavori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative”. Il ddl è stato al centro del convegno dal titolo “Lo statuto dei lavoratori dello spettacolo”, organizzato dal dipartimento legale di Eptalex-Garzia Gasperi & Partners e da Siedas, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo. “Quando abbiamo scritto questa legge ascoltando le voci delle associazioni, abbiamo colto un punto - spiega Verducci -: avere una norma che riesca a essere all’altezza di una continua rivoluzione”. L’obiettivo è dare al settore la “giusta centralità nel dibattito politico, nell’agenda del paese e nella discussione pubblica”: in questo senso il disegno di legge “cerca di colmare il vuoto enorme del mancato riconoscimento del settore creativo e dello spettacolo. Se è stata colta l’esigenza di dare a tutto questo una cornice uniforme è perché abbiamo provato ad ascoltare le voci di questo mondo”, prosegue Verducci sottolineando l’importanza di “mettere il tema del lavoro al centro di una rimodulazione del settore della cultura in Italia”.

Anche perché “quando si parla di cultura si parla di lavoro” e dentro “l’enormità della crisi c’è un sistema che non funziona”: di fronte a questa drammaticità “non solo c’è il tema delle risorse e di quanto riusciremo a far vivere la centralità del settore nel piano del Next Generation EU” ma anche quello di una “rivoluzione normativa che ci ha portato a presentare la prima di queste proposte, sul versante del lavoro”. Verducci si sofferma su alcuni aspetti inseriti nella legge, come l’indennità di discontinuità e la tutela previdenziale, e accende i riflettori sulla “ricchezza prodotta da lavoratori, artisti e tecnici, che non è redistribuita: c’è un avanzo patrimoniale nel fondo dei lavoratori della cultura che viene utilizzato da altri. Nella legge diciamo di utilizzare quell’avanzo patrimoniale accumulato, che ammonta a oltre 5 miliardi, per creare welfare per i lavoratori dello spettacolo”. Secondo il senatore del Pd “c’è un cambiamento di mentalità, una volontà politica forte in questa legge. Ci sono cose da aggiungere e da modificare” ma si stratta di una norma “decisiva per il Sistema paese”.

 

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