"Le rievocazioni storiche italiane sono spesso considerate come eventi estivi da godere nelle aree aperte di città, borghi turistici, aree di campagna dove sono organizzate manifestazioni di cortei storici, eventi rappresentativi di arti e mestieri del passato e rievocazioni di battaglie di varie epoche. La Rievocazione Storica, in particolare quella proposta dalle numerose associazioni dedicate alla rievocazione di momenti di vita quotidiana, ma anche di balli e ricostruzioni di ambienti reali, principeschi e di banchetti non solo medievali e rinascimentali, sono attività culturali proponibili anche all’interno delle meravigliose sale museali italiane, delle Dimore Storiche e nei particolarmente attraenti, luoghi del FAI - Fondo Ambiente Italiano. La collaborazione tra gli Enti e le Istituzioni proprietarie di bellissimi contesti d’epoca spesso sottoutilizzati e la Rievocazione Storica, sembra essere di fondamentale importanza per il futuro storico-culturale del nostro paese". E' quanto scrive in una nota Filippo Giovannelli, Presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica e Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino. 

"La Rievocazione non è solo attività all’aperto, ma anche un vero valore culturale in tutti i periodi dell’anno e potrebbe valorizzare i luoghi storici d’Italia. Le numerose possibilità di “Living History” che è possibile organizzare all’interno di spazi pubblici e privati, con Rievocatori preparati e professionalmente corretti, costituiscono già di per se l’ambiente ideale che contestualizza esso stesso una parte della ricostruzione del momento storico rievocativo. Un valore importante e soprattutto “attrattivo” per il pubblico che potrebbe incrementare, se non iniziare a rendere economicamente sostenibile, l’afflusso turistico-culturale a luoghi dimenticati, senza escludere quelli tenuti in funzione con evidenti difficoltà finanziarie; se non addirittura andare oltre alla semplice collaborazione tra Istituzioni e Rievocatori. E’ infatti di pochi giorni fa la notizia che l’amministrazione parigina ha affidato a un privato la gestione di un immobile di proprietà pubblica per 50 anni. La collezione d’arte contemporanea privata del signor Pinault sarà ospitata all’interno di un immobile di proprietà pubblica la ex Bourse de Commerce. Dopo quattro anni di lavori di restauro l’immobile sarà gestito totalmente da un privato, senza nessun altro vincolo da parte dello stato se non quello della tutela".

"In Italia non esiste questa possibilità, ma se considerassimo la cosiddetta “concessione di valorizzazione”, uno strumento esistente e normato di partenariato pubblico/privato, che consente di dare in concessione a privati immobili di proprietà dello Stato o degli enti locali per un periodo fino a 50 anni, potremmo cercare di ampliare lo spettro dei possibili fruitori anche ai beni culturali. Alcune organizzazioni italiane, ad esempio Confcultura presieduta da Patrizia Asproni, aveva già chiesto di estendere questa concessione anche ai Beni Culturali italiani in modo da poterne prevedere l’utilizzo in concessione. Sarebbe un ottimo strumento normativo che potrebbe prevedere la collaborazione con i privati, enti e associazioni certificate, condividendo luoghi e ambienti culturalmente vivi e vegeti, ma anche quelli sottoutilizzati e inutilizzati.

"Essi potrebbero essere gestiti e valorizzati per un lungo periodo di tempo direttamente da organizzazioni di Rievocazione Storica, notoriamente accreditate presso le istituzioni pubbliche, in modo da programmare investimenti e stabilire un piano di ammortamento per il recupero delle spese e valorizzare al massimo il bene culturale. Verrebbero abbattuti così i problemi legati alla burocrazia e sarebbe finalmente superata la cronica difficoltà di gestione generale del bene. Questo aspetto non va osservato nell’ottica dei grandi immobili storici, oppure dei beni culturali dei grandi centri cittadini, già mete turistiche e perfettamente recuperati e gestiti da enti istituzionali importanti, la gestione da parte dei privati e delle associazioni potrebbe essere interessante per i piccoli centri e per i numerosissimi borghi storici diffusi su tutto il territorio nazionale, che hanno ambienti storici bellissimi e spesso poco frequentati. Con una prospettiva di lungo periodo, 30/50 anni, privati e associazioni potrebbero, attraverso la rievocazione, valorizzare concretamente il bene e portare nuova linfa e slancio manageriale a favore del luogo incontrando l’interesse turistico, sociale ed economico-culturale diffuso in tutto il nostro paese", conclude Giovannelli.

 

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