Importanti novità nel 2021 per il Parco archeologico del Colosseo, che sarà sempre più un “museo diffuso” e “green”: dalle nuove aperture previste – la Domus Aurea il 16 marzo e la Domus Tiberiana dopo oltre 40 anni (“Un obiettivo prioritario”) – ai restauri importanti che partiranno quest’anno (Arco di Settimio Severo, Arco di Costantino e controfacciata del Colosseo), senza dimenticare la ricostruzione dell’arena del Colosseo, l’impegno “green”, il lato “social” del Parco, l’attenzione alle giovani generazioni e i tanti progetti espositivi temporanei (organizzati da Electa) dedicati alla storia del patrimonio archeologico e artistico di Roma. Le novità e il bilancio dei 12 mesi appena passati sono stati illustrati dalla direttrice del Parco, Alfonsina Russo, che aprendo la conferenza stampa ha sottolineato come nel 2020 “la pandemia ha mutato drasticamente tutta la nostra prospettiva, il lungo periodo di chiusura ha provocato una battuta d’arresto dell’intenso programma di valorizzazione”.

“Pesantissimi – ha evidenziato - sono stati gli effetti economici su tutto il sistema museale e delle mostre d’arte; secondo un rapporto dell’Icom del mese di maggio 2020, a livello mondiale, tutti i musei e luoghi della cultura hanno dovuto ridurre (o comunque modificare) le loro attività drasticamente del 95%. Il Parco archeologico del Colosseo, che nel biennio precedente 2018-2019 aveva registrato un incremento dei visitatori del 9,3% rispetto al 2017, nel 2020 ha visto un mancato afflusso di oltre 5 milioni di visitatori e una perdita economica di circa 51 milioni di euro per mancati introiti di bigliettazione”. Ma adesso, ha aggiunto, il Parco è pronto a riaprire: “Se si decide di riaprire noi abbiamo già messo a punto il piano strategico di riapertura, venerdì vedrò i sindacati, siamo pronti per aprire il 16 mattina. Abbiamo già organizzato un concerto con i giovani allievi dell’Accademia di Santa Cecilia sull’arena del Colosseo. Dobbiamo festeggiare”.

Tra i restauri importanti che partiranno nel 2021 nel Parco archeologico del Colosseo riguarderanno: l’arco di Settimio Severo, che non viene toccato da 40 anni e sarà un’occasione importante di indagine e ricerca su questo monumento; l’arco di Costantino, che sarà interessato da un’attività di manutenzione e pulizia; la controfacciata del Colosseo, ovvero la parte interna dell’attico, che consentirà di aprire al pubblico i camminamenti panoramici che attualmente sono ancora chiusi. Particolare importanza, ha aggiunto, “avrà la strategia del ‘museo diffuso’, che consentirà di diversificare i percorsi tematici anche al fine di evitare concentrazioni del pubblico in determinati punti del Parco”. Sempre nei prossimi mesi è prevista l’apertura dopo oltre 40 anni della Domus Tiberiana, “un nostro obiettivo prioritario, un regalo al pubblico”.

L’ARENA DEL COLOSSEO

A fine dicembre è stato pubblicato il bando da parte di Invitalia per l’affidamento dei servizi di progettazione definitiva, esecutiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione dell’intervento di completamento, conservazione e consolidamento delle strutture ipogee e di realizzazione del nuovo piano dell’arena del Colosseo. L’idea di ricostruire l’arena del Colosseo era stata lanciata dall’archeologo Daniele Manacorda nel 2014 e sostenuta dal ministro Franceschini che aveva inserito l’intervento nel ‘piano strategico Grandi progetti culturali nel 2015’ per un finanziamento complessivo di 18,5 milioni di euro.

L'intervento consentirà di ripristinare la lettura integrale del monumento e permetterà al pubblico di comprendere appieno l'uso e la funzione di questa icona del mondo antico, anche attraverso eventi culturali di altissimo livello. La nuova arena sarà fruibile grazie a soluzioni tecnologiche e integrate che guideranno il visitatore alla scoperta dei meccanismi che regolavano la complessa macchina organizzativa degli spettacoli e dei giochi che vi si svolgevano.

“Pensiamo che al piano dell’arena crediamo possa proiettare il Colosseo verso il terzo millennio; è stato pensato come un piano fortemente tecnologico, mobile, anche per una maggiore comprensione del monumento sempre nel rispetto della tutela”. Per quanto riguarda i lavori di restauro dei sotterranei, “la data di inaugurazione non è stata ancora fissata, il ministro Franceschini ci tiene molto che l’inaugurazione sia sul posto e quindi aspettiamo di riaprire il Parco”.

LA DOMUS AUREA

“Se tutto va bene, abbiamo previsto per il 16 marzo l’apertura della Domus Aurea. Entro la fine del mese dovremmo finire parte dell'allestimento, mentre i lavori della passerella disegnata da Boeri si concluderanno a metà febbraio”, ha annunciato Alfonsina Russo.

IL MUSEO DIFFUSO

Dal momento della sua istituzione il PArCo ha avviato un piano di aperture di siti e monumenti non godibili finora, con il risultato di accrescere notevolmente le superfici visitabili. Si può calcolare un incremento di circa 23.000 mq, per oltre 36 ettari di superficie visitabile per i soli Foro Romano e Palatino. Questo lavoro ha comportato una intensa riqualificazione del paesaggio, oltre a un forte impegno rivolto al restauro di porzioni del patrimonio chiuso al pubblico. L’obiettivo complessivo di questa attività è di proporre al pubblico un museo diffuso nel perimetro del PArCo, con un sistema di “unità narrative”, di “luoghi” del racconto in grado di rendere sempre vivo e ancor più coinvolgente il “dialogo” tra i singoli monumenti, con reperti finalmente contestualizzati, e un pubblico che si vuole sempre più consapevole dei valori che il patrimonio culturale esprime.

Tale strategia consente peraltro di diversificare notevolmente i percorsi tematici, anche al fine di evitare concentrazioni di pubblico in determinati punti del PArCo. Quello dei percorsi diversificati è stato uno degli obiettivi strategici già nei primi due anni di vita del PArCo, nel 2018/2019, con la riapertura del clivus ad Carinas, una delle più antiche strade di Roma che, sin dall’età arcaica, congiungeva il colle Oppio all’area del Foro Romano, continuando ad essere utilizzata fino al tardo Medioevo.

Nel 2021 il clivus sarà percorribile dalla via Sacra fino al Templum Pacis, raggiungendo via dei Fori Imperiali e costeggiando gli Horrea Piperataria, gli antichi magazzini in cui venivano conservate le spezie, obliterati, ma non distrutti, per la costruzione della basilica di Massenzio; all’interno degli Horrea, un progetto di fruizione prevedrà un racconto multimediale che attraversa circa quattro secoli di storia: da Augusto a Massenzio.

Altri luoghi di grande fascino sono oggi godibili, per esempio quelli legati all’itinerario dedicato alla dinastia fondata dall’imperatore venuto dall’Africa, Settimio Severo, come le cosiddette Terme di Elagabalo alle pendici nord orientali del Palatino, la sala dei Capitelli nello Stadio Palatino, le arcate severiane sul colle Palatino.A un ulteriore approfondimento delle dinamiche economiche, politiche e religiose in un cruciale periodo dell’Impero, tra la dinastia giulio-claudia e Adriano, sarà destinato l’allestimento dei suggestivi ambienti che si aprono lungo il clivus Victoriae, un altro degli assi viari antichi sul fronte settentrionale del Palatino, che solca la Domus Tiberiana, chiusa al pubblico da oltre cinquant’anni.

Nel 2021 una esposizione permanente in alcuni ambienti della Casa delle Vestali racconterà la storia del più antico sacerdozio femminile, istituito dal secondo re di Roma Numa Pompilio, quello delle Vergini Vestali cui era stato assegnato il compito di curare il tempio di Vesta in cui era custodito il fuoco sacro della città.

Infine, sempre nel 2021, nei locali dell’ex convento di Santa Francesca Romana, attualmente in corso di restauro, saranno allestite alcune sale dell’originario Antiquarium del Foro per ospitare la mostra che sarà dedicata a Giacomo Boni, personaggio eclettico e primo Direttore del Foro Romano-Palatino.

SOCIAL E APP

Nel processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione del PArCo, la crescita esponenziale di utenti digitali, intesi come coloro che puntano a conoscere da remoto la storia dei luoghi, delle collezioni, delle attività, deve ricevere un’attenzione particolare, diretta a fornire al cittadino, come al turista, gli strumenti per essere non solo consumatore, ma anche produttore della propria esperienza culturale. Per raggiungere l’obiettivo è stato aggiornato il sito web, che si è aggiunto a tutti gli effetti come “Quinto sito” del PArCo, assieme a Foro Romano, Palatino, Colosseo, Domus Aurea e che ora consente di esplorare questi straordinari complessi anche online attraverso una serie di approfondimenti in grado di fornire contributi culturali a 360°, rilanciati poi sul canale Youtube e sulle pagine social del PArCo: dai Mirabilia, che presentano una selezione dei capolavori del cuore di Roma antica, alle collezioni permanenti del Museo Palatino e dell’allestimento “Il Colosseo si racconta”; dai percorsi tematici sino alla presentazione dei cantieri di restauro.

Un’altra app, realizzata in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica e con il contributo della Q8 nell’ambito delle celebrazioni dei 300 anni dalla nascita di Giambattista Piranesi, architetto, archeologo, noto in tutto il mondo per le sue incisioni, consente l’esplorazione virtuale di un’ampia selezione delle vedute dedicate ai monumenti del PArCo, diventate presto nel Settecento le icone per antonomasia dei monumenti di quella Roma non ancora del tutto sparita, così com’era vista e vissuta dai viaggiatori dell’epoca.

PARCO GREEN

Per il 2021 è allo studio la fattibilità di alimentare con energia solare una parte degli impianti elettrici degli edifici del PArCo. Il “PArCo Green” coinvolge anche le attività di restauro: infatti nel restauro dell’arco di Settimio Severo, su iniziativa del restauratore Alessandro Lugari, sarà sperimentato il processo di ristabilimento della coesione con bio-consolidamento tramite batteri carbonatogeni. Il sistema sviluppato dall’Università di Granada, in particolare, non richiede l’applicazione di microrganismi ma si basa sull’utilizzo del formulato Mixostone, in grado di stimolare l’attività calcinogenica degli ecosistemi microbici che spontaneamente s’instaurano nei materiali lapidei. Tale metodo di bioconsolidamento è potenzialmente più agevole nell’uso rispetto a quelli che richiedono l’applicazione di batteri e interpreta al massimo il criterio ecologico del biorestauro in quanto permette di ottenere il risanamento della pietra sfruttando il potenziale metabolico intrinseco del materiale. Infine il “PArCo green” coinvolge anche la didattica e la comunicazione: il progetto sarà presentato alla prossima Borsa Mediterranea del turismo Archeologico di Paestum, prevista per aprile 2021.

 

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