È passato un anno dall’avvio del progetto “Musei tra Adige e Po”, unico rappresentante il Nord Italia tra quelli che la Direzione Generale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha selezionato nell’ambito della seconda edizione di MuSST - Musei e Sviluppo Sistemi Territoriali. Il 30 gennaio 2020 a Rovigo il MuSST ha avuto il suo battesimo ufficiale con l’evento pubblico in cui la Direzione Regionale Musei del Veneto (MiBACT), la Regione del Veneto, la Provincia di Rovigo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo hanno sottoscritto una intesa per la valorizzazione partecipata del patrimonio culturale del Polesine e la promozione di progetti di sviluppo locale.

Nonostante il blocco delle attività che, come noto, ha ampiamente colpito il settore della Cultura a causa delle restrizioni imposte dal contenimento della pandemia, i sottoscrittori dell’intesa sono comunque riusciti a rendere partecipata l’organizzazione delle iniziative che erano state programmate e che qui ripercorriamo. Dopo il formale insediamento il 22 settembre del Comitato di Pilotaggio del MuSST, composto dai rappresentanti di ciascun ente sottoscrittore dell’Intesa, che ha avallato le prime azioni e individuato i primi soggetti da coinvolgere, Il 10 novembre, nella riunione aperta ai principali stakeholder del Polesine il Comitato ha raccolto la partecipazione di oltre 15 soggetti, un numero che rappresenta il raggiungimento del primo obiettivo del progetto: far cogliere alla platea più ampia possibile di portatori di interesse quale straordinaria opportunità sia quella di avere una rete estesa di soggetti che ragionano sullo sviluppo del territorio a partire da un patrimonio culturale, naturalistico e ambientale che racconta l’unicità del Polesine.

Punto di forza dell’intero percorso del MuSST Veneto è aver mantenuto l’approccio partecipativo che ne aveva caratterizzato la fase progettuale. Se, infatti, nella stesura iniziale del progetto erano stati coinvolti in via preventiva diversi soggetti del territorio per capire dai diretti interessati quali fossero i bisogni e le azioni necessarie a valorizzare il patrimonio culturale polesano, la fase realizzativa è stata caratterizzata in tutti i momenti da una condivisione ampia di obiettivi e metodi, con i soggetti finanziatori, con i soggetti delle azioni, con i partner istituzionali e con gli stakeholder. I momenti di confronto collegiali, tenutisi necessariamente online, sono stati preziosi momenti di costruzione di una rete e di una consapevolezza diffusa su quanto sia delicato il patrimonio e quanto vitale la sua valorizzazione, che non può essere fatta come un mosaico in cui ogni tessera è autonoma ma ha bisogno di un disegno generale per far sì che le parti ottengano maggiore forza dall’insieme. Ed è quello che è accaduto in Polesine negli ultimi mesi.

Mentre il Covid imperversava chiamando tutta l’Italia a ridurre ogni contatto in presenza per impedire il dilagare del contagio, attraverso il MuSST i soggetti sottoscrittori dell’intesa hanno gettato le basi per una migliore tenuta del sistema culturale qualificando – attraverso specifici corsi online sulla sicurezza, di primo soccorso, di inglese per l’accoglienza del pubblico – gli operatori e i responsabili dei musei non solo rafforzando le loro competenze tecniche ma anche, e soprattutto, lavorando sullo sviluppo di competenze trasversali come la comunicazione, la collaborazione fra enti e la capacità di superare la logica individuale per lavorare in rete: solo superando la competizione e agendo per la cooperazione si potenzia la forza dell’offerta culturale e turistica polesana. Esempio cardine di questo ultimo aspetto è il percorso che ha coinvolto le cinque ditte che attualmente si occupano delle attività di education all’interno dei musei del Sistema Museale Provinciale del Polesine. Grazie alla partecipazione ad un interessante corso ideato specificamente per loro, gli operatori didattici hanno saputo lavorare assieme per immaginare percorsi alternativi di fruizione del patrimonio culturale del Polesine, superando le tradizionali impostazioni dei percorsi educativi limitati all’interno di un museo o di una porzione di territorio.

Si è così gettato il seme per una svolta concettuale e operativa che porterà a considerare il Polesine non come un sistema di musei ma come un unico museo, il MUSEO POLESINE. Questo approccio metodologico promosso dal MuSST ha caratterizzato anche l’estesa attività di ricerca, documentale e visuale, attivata in questi mesi e che ha saputo far emergere prospettive diverse sul territorio per creare una convergenza comune coinvolgendo soggetti diversi: dal CPPSAE ad ICOM, dal Rovigo Convention Bureau Center a un collettivo di giovani creativi e videomaker. Le diverse iniziative che sono state messe in cantiere per tutto il 2020 mirano a far emergere il valore del patrimonio polesano, colmando la distanza fra l’immagine percepita generalmente del Polesine e la reale ricchezza e varietà delle sue espressioni artistiche, etnografiche, archeologiche e storiche.

Obiettivo della prossima annualità di progetto è che i musei del Sistema museale Provinciale del Polesine possano essere i protagonisti della valorizzazione partecipata di questo straordinario territorio che, a seguito dell’emergenza Covid, assumerà i tratti di una vera e propria ripartenza in cui i musei avranno il ruolo di moltiplicatori di idee, di sinergie e risorse verso il territorio, avviando un positivo percorso di crescita culturale ma anche economica che potrebbe essere da modello per tutto il Veneto.

 

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