La temporanea chiusura di musei e mostre per tutelare la salute pubblica contro la diffusione del Covid-19 è una misura emergenziale che “non si sottrae al rispetto del principio di proporzionalità e non deve interamente sacrificare la fruizione dal vivo del patrimonio storico e artistico della nazione, nel doveroso bilanciamento con il diritto alla cultura” laddove la fruizione “possa essere assicurata da modalità, anche graduali e diversificate sul territorio nazionale a seconda delle varie aree di rischio o dei diversi luoghi di cultura, capaci di evitare efficacemente la diffusione del virus”. Il Consiglio di Stato, nel giudicare ‘improcedibile’ il ricorso del Codacons e del sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi contro la chiusura dei luoghi della cultura (il Dpcm impugnato ha già cessato i suoi effetti), si esprime a favore della necessità di bilanciare il diritto alla salute con quello alla cultura.

IL CODACONS

“Il Consiglio di Stato ribadisce l’importanza del ricorso di Vittorio Sgarbi e del Codacons, ritenendo valida la tesi circa il diritto dei cittadini alla cultura, e indica al Governo la strada da seguire per disciplinare le chiusure dei musei – afferma il Presidente Carlo Rienzi –. Attendiamo ora il prossimo Dpcm che dovrebbe riaprire i musei, e verificheremo assieme a Sgarbi la correttezza dell’operato del Governo sul fronte della cultura”.

IL TESTO DEL CDS

“La temporanea sospensione delle mostre e dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, di cui all’art. 101 del d. lgs. n. 42 del 2004, è una misura emergenziale che, pur nel costante monitoraggio dell’attuale grave situazione epidemiologica a tutela del diritto della salute quale interesse della collettività (art. 32 Cost.) contro il carattere particolarmente diffusivo del virus Sars-CoV-2, non si sottrae al rispetto del principio di proporzionalità e non deve interamente sacrificare la fruizione dal vivo del patrimonio storico e artistico della nazione (art. 9, comma secondo, Cost.), nel doveroso bilanciamento con il diritto alla cultura secondo la prospettiva costituzionalmente orientata a rimuovere tutti gli ostacoli di ordine sociale che impediscono il «pieno sviluppo della persona umana» (art. 3, comma secondo, Cost.), laddove questa fruizione possa essere assicurata da modalità, anche graduali e diversificate sul territorio nazionale a seconda delle varie aree di rischio o dei diversi luoghi di cultura, capaci di evitare efficacemente la diffusione del virus Sars-CoV-2”.

 

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