Istituzionalizzare il ruolo dei Restauratori di Beni Culturali attraverso la creazione di un apposito Albo professionale, con la parametrazione dei compensi spettanti per gli interventi secondo i criteri di equità e proporzionalità, garantendo “l’uscita dal ‘limbo’ normativo di questa categoria, sempre a metà strada tra la collaborazione autonoma e la promessa di una stabilizzazione all’interno della Pubblica Amministrazione”. Questo l’obiettivo della proposta di legge “Istituzione dell'Albo nazionale dei restauratori di beni culturali e disposizioni in materia di determinazione dei compensi per le prestazioni professionali” presentata negli scorsi giorni dal deputato Germano Racchella (Lega), componente della commissione Cultura di Montecitorio.

“I restauratori di Beni Culturali – spiega Racchella - sono una categoria di eccellenza italiana, per lo più dimenticata. L’Italia possiede circa 2/3 del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico del pianeta, e la cura di questo immenso patrimonio è stata – in molti casi – frammentata e lasciata all’iniziativa di pochi amministratori locali illuminati, alla passione dei singoli studiosi e ricercatori, che hanno saputo conservare l’eredità della nostra Storia millenaria; in questo senso, il perfezionamento tecnico della categoria dei Restauratori è andato di pari passo con l’evolversi della Scuola di Alta Formazione del Mibact, un vero e proprio fiore all’occhiello, invidiato ovunque nel mondo e in grado di formare coloro i quali – approcciandosi ad un manoscritto, un monumento, a un dipinto – sappiano esattamente come intervenire per la manutenzione, per il restauro e, quando possibile, anche per il recupero dell’originale trattato”.

La pdl, composta da 4 articoli, stabilisce che si intendono per “Restauratori di Beni Culturali” solo coloro i quali siano in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 29 del Codice dei Beni culturali. All’interno dell’Albo Nazionale dei Restauratori si possono iscrivere automaticamente tutti coloro i quali siano in possesso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali abilitante alla professione di restauratore di beni culturali (classe LMR/02) o titoli equipollenti, conseguita presso Scuole di Alta Formazione del Mibact, Università, Accademie di belle arti e altri soggetti pubblici e privati accreditati presso lo Stato, abilitati ope legis all'esercizio della professione. Nell’Albo Professionale hanno altresì diritto d’iscrizione, previo esame di ammissione, coloro i quali non siano in possesso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali abilitante alla professione di restauratore di beni culturali ma siano inseriti negli elenchi restauratori di Beni Culturali tenuti dal Mibact.

 

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