Giusy Sica, classe '89, è salernitana d'origine ma viaggiatrice europea per "legittima difesa". Fra i molteplici campi che la vedono impegnata, alcuni dei più caratterizzanti sono quelli dell'empowerment femminile (al di là di un femminismo sterile e di maniera), dell'imprenditoria culturale e creativa, della tutela e della valorizzazione dei sistemi dei beni culturali, materiali ed immateriali. L’esperienza e la curiosità maturata all’interno di vari team e progetti, l’hanno portata a fondare nel 2018 Re-Generation (Y)outh Think tank: un network indipendente di donne italiane che punta all'empowerment politico, sociale, economico e culturale delle giovani donne attraverso la sostenibilità, la rigenerazione culturale, l'innovazione e la formazione continua. Tra i vari riconoscimenti ottenuti a livello nazionale ed europeo, il team è stato selezionato per l'European Youth Event (edizione 2018 e 2020) ed incluso come unico italiano nella relazione finale "Speak up Europe! -100 idee per un futuro migliore”. Sia in quanto founder e team-leader sia in quanto responsabile scientifica di Women In Culture, è stata citata a riconoscimento del suo impegno ed ambizione dalle maggiori testate italiane. Re-Generation (Y)outh Think tank è stato inserito da Cosmopolitan e dal Sole 24 Ore come modello e buona prassi per il nuovo concetto “south working”, in connessione alle ultime vicende legate al covid-19, grazie al suo lavoro di networking e di divulgazione. 

Scelta tra le più giovani fondatrici di realtà innovative da Donna Moderna nel luglio 2020, nell’ottobre 2020 D-Repubblica l’ha inserita tra le 50 donne più influenti dell’anno, il settimanale F di Cairo Editore, l’ha inserita nella lista delle 100 donne al mondo più significative per il 2020 (accanto a nomi dal calibro della vice presidente americana Kamala Harris). Dopo Bruxelles è iniziato un percorso di crescita e maturazione: il Think tank ha deciso di continuare a lavorare sui propri assi portanti: la cultura, l’innovazione sociale, l’educazione e le questioni di genere. L’avvento del Covid ha fermato le attività in presenza ma ha spinto a riconsiderare il modo di fare ricerca e restituzione per la comunità: sono nate così nuove forme che tutt’oggi portano avanti: Economic pills, dove viene raccontata “economia” in pillole; Check to check dove si dà voce non solo ai progetti di impatto sociale, culturale e tecnologico ma soprattutto alle persone che vi sono dietro; Social pills dove sono approfonditi temi legati alla sostenibilità, all’educazione e il all’utilizzo della tecnologia nel quotidiano.

Uno dei format ai quali Re-Generation (Y)outh tiene di più è Women in Culture Talk, una serie di chiacchierate serali con donne che si sono contraddistinte nel settore culturale negli ambiti più disparati (arte, archeologia, letteratura, poesia, musica, creatività urbana, editoria, ecc.). Queste chiacchierate saranno il filo conduttore alla seconda edizione di Women In Culture, che permetterà alle start-up con una rappresentanza al 70% femminile e che operano nel settore della cultura e del turismo di accedere a un percorso di formazione e a un investimento. Il nuovo anno aprirà a nuove collaborazioni e a una call to action che sarà lanciata a breve. “Siamo molto contente perché per la prima volta un progetto che punta a rigenerare i territori, attraverso la cultura, la sostenibilità e l’empowerment è arrivato in contesti che non ci aspettavamo, ci tengo a dire che siamo un think tank perché facciamo ricerca all’interno con un apparato scientifico solido e siamo un ambiente lavorativo sano e collaborativo. Siamo effettivamente un serbatoio di pensiero e studio”, afferma Giusy Sica.

 

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