L’AGTA, Associazione Guide Turistiche Abilitate, commenta "con rabbia e sconforto" la riapertura dei musei, dopo 3 mesi di chiusura. "Da parte delle guide turistiche i motivi di gioia sono pochi - spiega Isabella Ruggiero, la presidente di AGTA - Innanzitutto c’è da sottolineare che la riapertura riguarda solo alcune città e solo alcuni siti. Se a Roma hanno aderito la maggioranza dei musei, a Venezia continuano ad essere chiusi i Musei Civici (che includono anche Palazzo Ducale) per decisione della Fondazione omonima e del Sindaco Brugnaro. Così come rimangono chiusi, per decisone (legittima) dei diversi organi di competenza, tutti i maggiori monumenti di Ravenna, che afferiscono alla Diocesi; e a Parma il complesso di Piazza Duomo. E così in tante altre città d’Italia. In secondo luogo - prosegue Ruggiero - laddove la riapertura avviene, è solo dal lunedì al venerdì. E ovviamente non certo di sera. Senza il turismo straniero, che è inesistente al momento, e senza il turismo italiano, reso impossibile dal divieto di spostamento tra regioni, e infine senza neanche il turismo scolastico, ancora bloccato, solo i residenti e gli abitanti dei comuni limitrofi possono fruire dei musei; tutte persone che in genere lavorano nei giorni feriali. A chi è rivolta dunque tale apertura? Riaprire solo dal lunedì al venerdì rende estremamente difficile la visita al pubblico e quasi impossibili le visite guidate. In tutti questi mesi, tra le circa 25.000 guide di tutta Italia, solo una percentuale limitatissima è stata in grado di svolgere qualche tour: le guide (spesso organizzate in associazioni culturali) che organizzano visite per i residenti e che tradizionalmente le svolgono il sabato e la domenica. Evidentemente dovremo continuare a proporre itinerari esterni e passeggiate, visto che i musei è come se non esistessero negli unici giorni in cui la gente potrebbe andarci". 

"Dispiace constatare che, nella totale inattività di 25.000 persone, non si cerca neppure di favorire un minimo di ripresa con scelte logiche e di buon senso, che potrebbero attivare il turismo locale e di prossimità. Non a caso, i Musei Vaticani, che già lo scorso anno si erano distinti per una intelligente strategia di riapertura, favorendo al massimo le visite pur nel pieno rispetto delle norme sanitarie, abbiano deciso di aprire dal lunedì al sabato (la domenica sono sempre stati tradizionalmente chiusi comunque). Già varie guide di Roma stanno proponendo visite guidate ai Romani nelle prossime date di sabato. Da non dimenticare che nei fine-settimana il traffico è minore, quindi l’apertura sabato e domenica aiuterebbe a distribuire i flussi. E che tutti i musei - conclude - sono comunque contingentati, quindi non c’è pericolo di folla (anche se sembra ridicolo anche solo sottolinearlo)".  

Conclude Ruggiero: "Siamo felici che i luoghi della cultura siano riaperti, indipendentemente dalla considerazione di chi possa entrarci. Perché costituiscono il patrimonio culturale della nazione e dell’umanità e come tali devono poter essere fruiti. Appartengono a tutti i cittadini e devono poter essere aperti per studio, per interesse, o anche solo per “amore” del bello, dell’arte e della storia. Però non ha senso che, una volta finalmente decisa la riapertura, la si programmi nei giorni sbagliati in cui, lo capisce chiunque, quasi nessuno al momento può goderne. Anche perché tutto questo ha dei costi, per i concessionari che gestiscono i siti e soprattutto per lo Stato che non guadagna dai biglietti. Si tratta quindi di scelte che penalizzano anche le casse pubbliche. Chiediamo che le norme siano cambiate al più presto e che si passi all’apertura dal venerdì al sabato, se per l’intera settimana non è possibile: meglio questi 3 giorni piuttosto che 5 feriali."

 

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