Il prossimo Governo punti sulla cultura, valore che tutto il mondo ci riconosce e “punta di diamante” per la rinascita del Sud, favorendo la costruzione di filiere culturali e turistiche e insistendo sulla necessità di fare rete, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. In attesa che il premier incaricato Mario Draghi sciolga la riserva e annunci la nuova squadra di Governo, l’attuale sottosegretaria al Mibact, Anna Laura Orrico, ripercorre con AgCult alcuni tra i temi principali affrontati in quest’ultimo anno e mezzo al Collegio Romano. Partendo dai Borghi (“Molto di più di una meta turistica”) per arrivare all’imprenditorialità (“Bisogna creare un contesto favorevole alle imprese che nascono nel mondo della cultura”).

BORGHI IN FESTIVAL

Il tema dei borghi, spiega la Orrico, “deve essere sganciato dal solo tema del turismo: i borghi, e lo dimostra il programma Borghi in Festival, sono molto di più di una meta turistica. Sono senza dubbio un anello centrale per costruire un modello di turismo sostenibile, ma negli ultimi anni sono diventati spazi di sperimentazione di tante dinamiche interessanti proprio nella costruzione di un modello di sviluppo che punta sull’individuazione di alcuni asset strategici nei territori e da quell’asset prova a costruire una serie di attività imprenditoriali che si trasformano anche in strumenti per generare nuove forme di welfare di comunità”.

L’esperienza degli alberghi diffusi, per esempio, “è l’ennesima testimonianza che i borghi nono sono solo turismo, perché un albergo diffuso per nascere ha bisogno di una comunità che si attiva. Quindi, anche nell’ottica degli investimenti previsti dal Recovery Plan, bisogna insistere molto sulle capacità dei nostri borghi di sperimentare in chiave innovativa nuovi modelli di fare impresa e di sopperire a quelle che sono le inefficienze del sistema”.

RILANCIO DEL SUD

Altro tema molto caro alla sottosegretaria è la cultura come strumento per il rilancio del Mezzogiorno. “Penso che il Sud stia dimostrando che la cultura può essere la punta di diamante di una rinascita e di un riequilibrio del gap che esiste con il Nord e il Centro; lavorare sui centri storici e sui borghi può essere la linea direttrice su cui il prossimo Governo dovrà puntare per realmente dare una spinta concreta al Sud. In tutti questi anni è infatti mancata una visione strategica e una visione interregionale, perché la logica che andrebbe adottata è quella di costruire delle filiere, filiere culturali e turistiche, ed è quello che ho provato a fare lavorando su quattro centri storici attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo. Lavorando su questi dossier ho insistito molto affinché all’interno di ogni investimento ci fosse un’attenzione sul tema dell’imprenditorialità e delle professionalità legate alla cultura, quindi della formazione delle nuove generazioni o di chi magari ha perso il lavoro. Ho chiesto che le amministrazioni locali dialogassero con le università del proprio territorio per realizzare all’interno di questi centri storici degli incubatori e degli acceleratori d’impresa perché non bastano i finanziamenti per fare imprese, soprattutto nel Sud Italia: ci vuole soprattutto formazione, che deve creare quella cultura del fare impresa e del lavoro che spesso manca a certe latitudini. Bisogna creare un contesto favorevole alle imprese che nascono nel mondo della cultura”.

CULTURA CREA

Infine focus su Cultura crea (il programma di incentivi promosso dal Mibact per sostenere le micro, piccole e medie imprese della filiera culturale e creativa del Mezzogiorno, ndr), “una misura agevolativa molto importante, alla quale però non sempre le imprese sono riuscite ad accedere, tanto che a fine 2020 erano ancora disponibili risorse per circa 60 milioni di euro”, sottolinea la Orrico. “Nella mia esperienza personale ho avuto modo di capire che ci sono tante cose che non permettono a una misura come questa di espletare tutto il potenziale che ha. Ci sono infatti dei paletti che, se possono valere nel mondo delle imprese tradizionali, non hanno la stessa valenza nel mondo della cultura. Le imprese in questo settore hanno bisogno di tempo per consolidarsi, per aggredire un mercato sempre più globale. Abbiamo quindi cercato di favorire anche qui la logica della filiera e della rete, i cosiddetti distretti culturali che nel Nord Italia hanno funzionato bene”.

“Altra innovazione che abbiamo voluto inserire è la formazione e l’accompagnamento: abbiamo bisogno, soprattutto nel Sud Italia, di creare le competenze per fare impresa. Dobbiamo creare la cultura d’impresa, cultura del lavoro e soprattutto creare la consapevolezza che attraverso la cultura possiamo fare impresa ovunque perché siamo impregnati di patrimonio culturale materiale e immateriale, attraverso la creatività e l’applicazione delle tecnologie veramente possiamo costruire un nuovo modello di sviluppo economico soprattutto nelle regioni del Sud. Su questo il futuro Governo dovrà insistere molto, non dimenticando che il valore emblematico che tutto il mondo riconosce all’Italia è la cultura, il nostro saper essere, il nostro saper fare, la nostra intelligenza creativa e la nostra capacità di aver saputo tutelare e conservare tuto questo, anche proiettandolo verso il futuro”, conclude la sottosegretaria. 

 

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