I resti di VIlla Giulia a Ventotene - foto dal sito del Comune di Ventotene (LT)

Al Teatro Argentina di Roma torna “Luce sull’archeologia”, il percorso che da sette edizioni si snoda cronologicamente tra la storia di Roma e del mondo romano. Questa nuova edizione sarà dedicata al tema “Da capitale di un impero all’ultima Roma antica. Paesaggi urbani, trasformazioni sociali e culturali”: un percorso tematico e cronologico nella storia, nell’archeologia e nella storia dell’arte per far luce ed approfondire l’ultima fase dell’impero romano e sull’età tardoantica (circa. IV-VI secolo), segnato dall’ascesa del cristianesimo e la sua graduale fusione con la tradizione pagana.

Protagonista del primo appuntamento - domenica 7 alle 11 - sarà Mariarosaria Barbera, già Soprintendente per l’archeologia a Roma, ex direttrice del Parco archeologico di Ostia Antica e da pochi giorni entrata – pro bono - nella squadra del commissario straordinario del Governo per il recupero e la valorizzazione dell’ex Carcere borbonico dell’isola di S. Stefano-Ventotene, Silvia Costa. Tema del suo intervento sarà proprio “Il potere imperiale tra Augusto e Domiziano e l’esilio delle donne all’opposizione”, nel corso del quale la Barbera racconterà la storia di sette donne importanti e “scomode” dell’antica Roma che in tempi diversi sono state mandate in esilio proprio a S.Stefano-Ventotene.

“Sono lieta e onorata di essere stata chiamata a far parte del team del Commissario” ha commentato ad AgCult Mariarosaria Barbera. Un incontro quello con Silvia Costa che risale al periodo della direzione del Parco archeologico quando Ostia Antica ricevette il Marchio del patrimonio europeo. Un riconoscimento per il quale oggi è in corsa anche Ventotene. E, come detto, Ventotene era luogo di confino per “quella fascia debole della società romana che erano le donne” e di cui Barbera parlerà domenica nell’ambito dell'iniziativa che affronta luci e ombre del potere romano. “Tratto in forma sintetica le storie di donne condannate alla ‘relegatio ad insulam’ dopo aver subito accuse sessuali, la scorciatoia più comoda per camuffare condanne politiche”. 

“E’ questo un tema - spiega la commissaria Costa - che con la professoressa Barbera abbiamo la volontà di approfondire anche con ulteriori ricerche e la valorizzazione delle preziose testimonianze storiche presenti sulle due isole, come la Villa Giulia e siti ancora da scavare sull’isola di Santo Stefano. Colgo  l’occasione per ringraziare la prof. Barbera di aver accettato di collaborare con il progetto che sto seguendo come Commissario straordinario per il recupero dell’ex carcere dell’isola di Santo Stefano/Ventotene, insieme alla Soprintendente Paola Refice e al Comune di Ventotene”.

 

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