L’Italia è una grande potenza culturale e dobbiamo essere più orgogliosi, più generosi, più giusti nei confronti del nostro Paese. Anche per questo, occorre investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. E nel farlo non bisogna dimenticare che anche il turismo (il cui modello di crescita dovrà cambiare) vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato. Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato di formare il nuovo governo dopo il Conte II, si è presentato di fronte al Senato per chiedere la fiducia e ha toccato anche temi che interessano i settori della cultura e del turismo. 

Pur non avendo dedicato un capitolo specifico alla cultura e ai lavoratori di un comparto duramente colpito dalla pandemia, il premier ha fatto più volte riferimento al settore nel corso del suo intervento in aula a Palazzo Madama. La cultura, ad esempio, è tra i punti su cui investire per costruire opportunità per le nuove generazioni: dobbiamo fare “tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura”. Servono “risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere”. 

TRANSIZIONE CULTURALE

È necessario poi, parlando di scuola e formazione dei giovani, “investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo”. 

ITALIA GRANDE POTENZA CULTURALE

Il premier all’inizio del suo intervento ha detto: “Siamo una grande potenza economica e culturale. Mi sono sempre stupito e un po' addolorato in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi, più generosi, più giusti nei confronti del nostro Paese”. 

TURISMO

Come detto, “nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche”. Per il presidente del Consiglio Mario Draghi, “imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato”.

RECOVERY PLAN

Uno dei punti fondamentali su cui questo governo sta nascendo sono i fondi del Next Generation Eu. “Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente - ha spiegato Draghi - saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale”. Il premier ha voluto riassumere l’orientamento del nuovo Governo rispetto a questo tema: “Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva. Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano”.

 

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