Foto da Palazzo Chigi

“Le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri, musica, danza, tutto lo spettacolo dal vivo e ogni arte in generale. La cultura e tutte le attività vanno sostenute, il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. La perdita economica è ingente, ma ancora più grande sarebbe la perdita dello spirito”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella replica agli interventi in Senato sulla presentazione del programma di governo per la fiducia. 

“Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati, serve fare ancora di più – ha sottolineato Draghi -. Soprattutto occorre rinforzare le tutele dei lavoratori e va accolta l’opportunità del Next Generation per potenziare gli investimenti sul patrimonio culturale, sul capitale umano e sulle nuove tecnologie. Il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura in tutte le sue forme perché imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese”.

“L’Italia è una grande potenza culturale riconosciuta in tutto il mondo e anche per questo durante il G20 daremo grande importanza ai temi della cultura con un incontro dedicato”, ha annunciato Draghi.

“Stamattina – ha proseguito Draghi - ho accennato al fatto che alcune imprese non potranno riaprire dopo la pandemia, ma una che certamente riaprirà è il turismo, quindi sostenere e investire su questo settore non significa buttare i soldi perché quei soldi tornano indietro. Per un paese ad alta vocazione turistica come il nostro è una questione essenziale, vanno messe in campo misure che permettano alle imprese del turismo di non fallire e ai lavoratori di tutelare i livelli di reddito. Ovviamente l’uscita dalla pandemia è la migliore forma di sostegno ma quello che bisogna impedire in questo periodo è che le imprese falliscano, altrimenti si rischia di perdere un capitale che molto spesso è un capitale umano”.

Già nell'intervento della mattina, Draghi aveva fatto più volte riferimento al settore. La cultura, aveva rimarcato il premier, è tra i punti su cui investire per costruire opportunità per le nuove generazioni: dobbiamo fare “tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura”. Servono “risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere”. 

TRANSIZIONE CULTURALE

È necessario poi, parlando di scuola e formazione dei giovani, “investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo”. 

ITALIA GRANDE POTENZA CULTURALE

Il premier all’inizio del suo intervento aveva detto: “Siamo una grande potenza economica e culturale. Mi sono sempre stupito e un po' addolorato in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi, più generosi, più giusti nei confronti del nostro Paese”. 

TURISMO

Come detto, “nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche”. Per il presidente del Consiglio, “imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato”.

RECOVERY PLAN

Uno dei punti fondamentali su cui questo governo sta nascendo sono i fondi del Next Generation Eu. “Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente - aveva spiegato Draghi - saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale”. Il premier ha voluto riassumere l’orientamento del nuovo Governo rispetto a questo tema: “Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva. Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano”.

 

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