“L’Unione europea è fortemente impegnata a proteggere il patrimonio culturale in tutto il mondo e ha sottolineato l'importanza di preservare e ripristinare il patrimonio culturale e religioso nel Nagorno-Karabakh e nelle zone limitrofe. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura sta preparando una missione di valutazione iniziale nel quadro della convenzione dell'Aia del 1954”. Lo ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera europea e vicepresidente della Commissione Ue, Josep Borrell, rispondendo a un’interrogazione scritta dell’europarlamentare della Lega, Marco Dreosto, che chiedeva, tra l’altro, se l’Unione intendesse intervenire sul governo dell'Azerbaigian per “evitare che si ripetano e perpetuino le distruzione di monumenti armeni nelle zone conquistate”. L’Ue “sostiene la missione dell’Unesco per stabilire una prima valutazione fattuale del patrimonio culturale nella regione e, in una fase successiva, prevede di sostenere la conservazione, il ripristino e la riabilitazione del patrimonio culturale attraverso il trasferimento di conoscenze e competenze”, prosegue Borrell ricordando che secondo la risoluzione 2347 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, “gli attacchi illeciti contro siti ed edifici dedicati al culto, all'istruzione, all'arte, alla scienza o a scopi umanitari, nonché a monumenti storici, possono costituire un crimine di guerra e gli autori di tali attacchi devono essere assicurati alla giustizia”.

IL CESSATE IL FUORO E LA FINE DEL CONFLITTO

L’Unione europea, sottolinea poi l’Alto rappresentante per la politica estera europea, “accoglie con favore la cessazione delle ostilità. Ha esortato tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco per evitare ulteriori perdite di vite umane e ha chiesto di far luce sugli eventuali crimini di guerra commessi. La cessazione delle ostilità è solo un primo passo per porre fine all'annoso conflitto. L'Ue ribadisce il suo pieno sostegno al gruppo di Minsk dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa guidato dai suoi co-presidenti al fine di perseguire una soluzione globale e sostenibile del conflitto, anche per quanto riguarda lo status del Nagorno-Karabakh”. L’Unione, conclude Borrell, “è pronta a contribuire ai loro sforzi anche attraverso il sostegno alla stabilizzazione, al ripristino postbellico e alle misure volte a rafforzare la fiducia, per aiutare a creare le condizioni per un ritorno sicuro e dignitoso delle popolazioni sfollate alle loro case”.

 

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