Un incontro con gli operatori economici e i cittadini di Ventotene per illustrare il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano, un nuovo momento del processo di ascolto della cittadinanza avviato nei mesi precedenti dalla commissaria del Governo, Silvia Costa, che ha nuovamente raccolto intorno ad un tavolo “virtuale” tutti gli attori protagonisti del progetto di rinascita dell’ex carcere. “Un progetto che è integrato, partecipato ed europeo, per questo vogliamo mantenere fede all’impegno di coinvolgimento, partecipazione e restituzione che abbiamo preso con voi”, ha esordito la commissaria aprendo l’incontro rivolgendosi alla comunità di Ventotene. “Dobbiamo avviare una riflessione che coinvolga gli operatori dell’isola e non far cadere dall’alto nulla; un lavoro di co-progettazione e di individuazione di quali sono gli strumenti più opportuni con i quali la regione vi può accompagnare”, ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo economico della regione Lazio, Paolo Orneli.

Tra i principali temi toccati – oltre all’opportunità di fare rete e networking - si è da più parti sottolineata la necessità di destagionalizzare i flussi e puntare su un turismo culturale. “Bisogna cercare di lavorare con flussi culturali sui mesi di marzo, aprile, maggio e ottobre”, ha evidenziato l’economista Alessandro Leon. “Un modello che funziona molto bene se siamo in grado di attirare le persone in quei mesi, se invece le attirassimo d’estate, il progetto allora avrebbe difficoltà perché costerebbe molto gestire più persone di quante già arrivano”. Gli ha fatto eco l’ex direttrice del Parco archeologico di Ostia Antica – da pochi giorni entrata nel team della commissaria – Mariarosaria Barbera: “Il segreto è incrementare il turismo destagionalizzandolo, cioè non far confluire altre masse di turisti nei soliti due mesi e mezzo estivi, ma attrarre visitatori meno interessati all’aspetto balneare”.

Silvia Costa: comunità locale coinvolta nel progetto

“La più grande soddisfazione ad oggi è di avere salvaguardato le risorse che altrimenti rischiavano di essere perse; il Governo precedente ha voluto fortemente rilanciare un progetto che rischiava di essere dimenticato. Da giugno abbiamo approvato il cronoprogramma e abbiamo cercato di accelerare tutti i processi; abbiamo avviato a novembre i lavori in somma urgenza per intervenire su quelle parti a rischio crollo imminente e Invitalia ha già predisposto il progetto per l’approdo, che è la sfida più complessa”, ha ricordato la commissaria Silvia Costa aprendo il workshop.

“Quello che abbiamo voluto fare è lavorare coinvolgendo la comunità locale e la community più ampia che afferisce – anche per via della vocazione europeista - a Ventotene; abbiamo messo in campo partenariati già molto importanti con il Mibact, con l’Unione per il Mediterraneo, con l’Università di Roma Tre e con gli Archivi di Stato. Ora vogliamo avviare una fase ulteriore che è quella di un’interlocuzione più forte con i comuni della costa e con l’arcipelago e rafforzare la dimensione europea e mediterranea del progetto”. La Costa sottolinea l’approccio innovativo nel “non avere un approccio lineare, temporale – questo non è possibile – ma un approccio volutamente ‘circolare’, con un forte coinvolgimento degli operatori locali e dei giovani imprenditori, della comunità culturale e artistica, per coinvolgerli al tavolo di questo processo”.

Santomauro (Ventotene): Sfida vinta, è sogno che si avvera

Il progetto sull’ex carcere borbonico di Santo Stefano “è una sfida vinta, soprattutto dal punto di vista dei tempi perché il cronoprogramma è stato rispettato: siamo in prossimità dell’indizione del bando per la gara d’appalto di messa in sicurezza. Qualche anno fa l’idea sembrava sfumata, per cui oggi stare qui a parlare di una partenza reale è un sogno che si avvera”, sottolinea Gerardo Santomauro, sindaco di Ventotene (Latina), nel corso della presentazione del progetto di recupero e valorizzazione dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano.

Santomauro plaude alla scelta della commissaria Costa “di aver voluto sempre coinvolgere la cittadinanza nella realizzazione di un progetto partito dal basso, non calato dall'alto, che cambia la storia di Ventotene e Santo Stefano”. Ad esempio, a Ventotene “sta andando avanti il processo di innovazione con l’estensione della fibra in tutta l’isola”. Il progetto, spiega il sindaco, “è in divenire: il tavolo Cis costituisce l’occasione per fare altri accordi bilaterali, con tutti i soggetti coinvolti nel tavolo istituzionale permanente, in modo da far affluire risorse aggiuntive a Ventotene”. Santomauro ha infine ricordato il fondamentale apporto di Invitalia e Lazio Innova “per sostenere le iniziative imprenditoriali che nasceranno sull’isola” e si è detto certo che “anche la Regione Lazio darà il suo sostegno”.

Orneli (Lazio): nomina Silvia Costa garanzia che Stato fa sul serio

“È passato un po’ di tempo da quando ho incontrato l’ecosistema di Ventotene, un ecosistema fatto di tanti soggetti che hanno immaginato che Ventotene può essere un luogo che progetta e costruisce un nuovo modello di sviluppo, più sostenibile e a misura d’uomo. È opportuna ora una riflessione collettiva su come questo ecosistema possa essere accompagnato a progettare un riposizionamento competitivo, che ci renda pronti per quando terminerà l’emergenza pandemica”, ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Paolo Orneli. “Sogno che dopo la pandemia si arrivi a un punto in cui tante regioni europee manderanno gli studenti delle loro scuole a Ventotene a studiare dove è nata l’Europa e come l’Europa serve per cambiare la vita dei cittadini”, ha aggiunto l’assessore.

“La nomina di Silvia Costa è garanzia che lo Stato fa sul serio e che si realizzerà un grandissimo investimento pubblico per recuperare un pezzo di patrimonio non solo di Ventotene ma dell’umanità, che riconnette l’isola alla sua dimensione identitaria di luogo in cui è nata l’Europa. La Regione Lazio è all’avvio di una nuova programmazione europea, che metterà in campo circa 7 mld di investimenti e misure a sostegno delle imprese, un contenitore pieno di opportunità e molto concreto. Dobbiamo avviare una riflessione che coinvolga gli operatori dell’isola e non far cadere dall’alto nulla; un lavoro di co-progettazione e di individuazione di quali sono gli strumenti più opportuni con i quali la regione vi può accompagnare”. Orneli sottolinea quindi la necessità di “lavorare alla destagionalizzazione, a una più forte centralità del turismo culturale e a un recupero di numeri significativi di presenza degli studenti che vengono a Ventotene. C’è poi l’elemento di come l’innovazione può aiutare ad esempio le reti d’impresa e l’ecosistema a riposizionare la propria offerta”. Orneli ha concluso assicurando che “supporteremo con tutti gli strumenti e azioni possibili, il processo di riqualificazione di Ventotene per uno sviluppo competitivo, in linea con le direttive date anche dal presidente Draghi per l'impulso al turismo".

Barbera: Puntare su turismo di qualità destagionalizzato

Al turismo essenzialmente balneare delle isole di Ventotene e Santo Stefano “ne va affiancato uno di tipo ‘alto’, cioè interessato agli aspetti culturali, ambientalisti, paesaggistici, storici e archeologici”, ha dichiarato Mariarosaria Barbera, ex direttrice del Parco archeologico di Ostia Antica. “Il segreto è incrementare il turismo destagionalizzandolo – ha spiegato Barbera -. Cioè non far confluire altre masse di turisti nei soliti due mesi e mezzo estivi, ma attrarre visitatori meno interessati all’aspetto balneare. Insomma, serve puntare su un turismo di qualità con offerte sventagliate nel tempo”.

Invitalia: fondamentale lavorare tutti insieme

“È fondamentale fare networking e lavorare tutti insieme per riuscire ad aumentare le probabilità di successo e la qualità del lavoro che si svolge. È fondamentale che un’agenzia che fa sviluppo dialoghi in maniera costruttiva con tutti i soggetti e con tutti gli attori dell’ecosistema”, ha evidenziato Massimo Calzoni (Sistema Invitalia Startup e Servizi per l’Imprenditorialità).

Barni: migliore forma di impresa è la cooperativa di comunità

“Credo che la parola cooperazione sia la parola chiave che ha segnato questa fase progettuale e che dovrà segnare anche la fase successiva di implementazione e di gestione della messa a valore di questo patrimonio”, ha evidenziato Giovanna Barni (Culturmedia Lega Coop). “La migliore forma di impresa che si può immaginare è sicuramente la cooperativa di comunità, una cooperazione nata tra i cittadini - che trova un grandissimo gradimento da parte dei giovani - che si mettono insieme per curare e mettere a valore i beni comuni del proprio territorio per ricavare benefici per la comunità intera”.

Morabito (Enea): creare un centro di competenza sulla crescita ‘blu’

“Questa mission è incardinata sui concetti di Europa, di Mediterraneo, di patrimonio storico-politico-culturale da ricordare - e quindi memoria - ma anche da valorizzare - e quindi futuro”, ha ricordato Roberto Morabito (Enea). “Il progetto è incentrato sul recupero della struttura carceraria e qui Enea può intervenire a supporto delle scelte tecnologiche; ma altrettanto fondamentale sono gli usi finali che si deciderà di fare di questo complesso e soprattutto della loro fruizione. Si potrebbe avviare un discorso per realizzare sull’isola un centro di competenza internazionale sulla crescita ‘blu’ e sull’economia del mare. Un centro di competenza che veda il coinvolgimento di tutti gli altri attori della comunità scientifica, a partire dalle università. Un centro di competenza che funga da centro scientifico di eccellenza e che sia di supporto alle imprese”.  

IL CONCEPT DEL PROGETTO

Il progetto sarà integrato e comprenderà Santo Stefano e Ventotene: riguarderà i valori dell’Europa e il futuro del Mediterraneo. Temi centrali saranno i diritti umani e il Mediterraneo come patrimonio culturale vivente. Sarà un polo di produzione e attrattività turistico culturale ed educativa (Memoria, Arte, Meditazione, Paesaggio, Natura, Esperienza di pratica della cittadinanza), un luogo di studi europei e un luogo in cui si applicheranno buone pratiche di sostenibilità insulare. Vi è una differenza tra ciò che si farà a Santo Stefano e ciò che si farà a Ventotene: Santo Stefano sarà un simbolo, un luogo di meditazione e di ospitalità leggera; Ventotene sarà un luogo dove si potrà sviluppare più densamente l’attività di ospitalità per i flussi più importanti e un’attività pratica legata sia alla dimensione formativa che alla dimensione di sperimentazione per esempio su pratiche agrarie e di sostenibilità ambientale.

LE FUNZIONI DI VALORIZZAZIONE E IL MUSEO

La visita al carcere sarà uno dei punti fondamentali, poi ci saranno una serie di servizi aggiuntivi (dalla ristorazione ai trasporti) per un’esperienza di visita competitiva. Il Museo sarà dedicato alla prima parte al progetto architettonico originario, una parte dedicata alla vita del carcere, un’area legata al progetto Perucatti. Sarà un museo di documentazione: biografie dei detenuti, fotografie, vita quotidiana, le origini e l’utopia. Le identità e le esperienze umane che hanno abitato questo luogo e lo hanno segnato saranno restituite nella parte museale anche per esempio mediante una app di realtà aumentata.

VISITA PANOTTICO

Il recupero degli spazi del panottico potrà prevedere interventi “leggeri” in grado di recare traccia della stratificazione del tempo e degli eventi, mantenendo l’aura del luogo, il dolore e la rovina, salvaguardando la natura dei luoghi e la stessa forza di rammemorazione. Si prevede in quest’area di realizzare una installazione artistica che deve interagire organicamente con il lavoro di salvataggio e conservazione del monumento e orientare lo sguardo del fruitore in direzione di contemplativa e critica.

I VOLUMI DI PUBBLICO ATTESI A SANTO STEFANO

Visite al carcere e all’isola: Circa 36.000 visitatori annui, di cui oltre 10.000 turisti aggiuntivi, tenendo conto dei vincoli di accesso all’area marina ed alla riserva, dalle giornate annue navigabili e dalle caratteristiche tecniche dell’approdo. Tali vincoli hanno fissato in 280 persone/giorno il numero di accessi all’isola. Tale previsione costituisce un minimo che potrà essere superato, specie per eventi serali, in base ad accordi con gli enti preposti.

Eventi/spettacoli: circa 5.400 spettatori paganti annui stimati su un’ipotesi di n. 180 spettatori per evento per n. 30 eventi annui.

Visite guidate: circa 7.200 utenti annui, pari al 20% dei visitatori complessivi al carcere.

Alta formazione: circa 500 utenti annui, divisi in 25 gruppi.

Gruppi scolastici/associativi: circa 800 utenti annui divisi in 40 gruppi.

Convegnistica: convegni con pernottamento ospiti

L’INTEGRAZIONE CON VENTOTENE

Lo scenario di valorizzazione del Complesso di S. Stefano determinerà l’acquisizione di servizi e professionalità in gran parte locali (oltre 1,1 milione di euro annui di servizi esternalizzati) con un possibile impatto positivo anche in termini di ripopolazione dell’Isola di Ventotene nei mesi non estivi. Si stima che la gestione del Complesso produrrà un’occupazione diretta derivante dai servizi esternalizzati pari a circa 41 unità di lavoro equivalenti (oltre alle 7 unità previste nell’organico del soggetto gestore). Parte dell’offerta culturale e formativa del Complesso di S.Stefano (eventi, spettacoli, alta formazione, residenze artistiche, convegni, ecc.) si articolerà anche sull’Isola di Ventotene attraverso la collaborazione con le associazioni e organizzazioni locali.

Mediante appositi accordi, il Complesso di S.Stefano potrà divenire un elemento attrattore aggiuntivo nell’ambito dell’offerta attuale di attività e servizi promossa dagli operatori culturali, turistici e sportivi di Ventotene (integrazione con offerta già esistente di campi scuola, attività culturali e sportive). Specifiche politiche di integrazione dell’offerta con il Comune di Ventotene potranno inoltre riguardare il circuito delle risorse museali, archeologiche e ambientali dell’Isola.

Ventotene costituirà il punto di ingresso dei flussi di visita al Complesso carcerario. Questo elemento, sulla base delle previsioni di domanda futura attesa, determinerà un incremento dei flussi in arrivo a Ventotene (solo in parte di natura escursionistica). L’isola presenta già oggi evidenti segnali di congestionamento nei mesi estivi (durante i quali si superano già oltre 1.600 presenze turistiche giornaliere). E’ importante perciò evitare il peggioramento eventualmente prodotto dal progetto attraverso apposite politiche di regolamentazione dell’accesso a S.Stefano (visite su prenotazione con massimale giornaliero). Per massimizzare i benefici del progetto è necessario inoltre approntare strategie di comunicazione volte a privilegiare l’attrazione di target non balneari destagionalizzando i flussi nei mesi primaverili e autunnali

I TRE ASSI TEMATICI DEL PROGETTO

L’Asse storico-culturale: Santo Stefano sede di Alta formazione, Ricerca, partenariati e attività con Istituzioni europee, euromediterranee, nazionali e regionali. Nel Panopticon, spazi espositivi/esperienziali/immersivi, dedicati al periodo romano, medievale, borbonico, risorgimentale, al sistema carcerario-confino e reclusione, a storie di pena e riscatto, al direttore Perucatti, ai diritti umani come pietra d’angolo della UE, alle politiche UE a sostegno di democrazia, libertà di espressione, diritti umani. Con gli occhi dell’arte: concorso di idee per opere artistiche emblematiche del genius loci. Residenze di Alta formazione ed artistiche. Riqualificazione del Cimitero, luogo della memoria. Cantieri archeologici nell’area romana e medievale. Partecipazione al Progetto sui luoghi del confino in Europa.

L’Asse ambientale-naturalistico e Sostenibilità: In linea con l’Agenda 2030 dell’ONU e il New Green Deal della Ue, ma anche con la visione della Enciclica “Laudato Sì” , Santo Stefano in collaborazione con l’isola di Ventotene, può diventare sede di Alta formazione, Ricerca, partenariati e attività con Istituzioni europee, euromediterranee, nazionali e regionali. Centro sulla biodiversità, studi sulla fauna marina, documentazione internazionale sulle migrazioni degli uccelli. Centro multistakeholders di coordinamento e formazione sullo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo.Orto botanico. Partecipazione al Mediterranean Hub for climate change and capacity bulding con UPM, UNDP, Ciehyam di Bari. Punti di osservazione dell’avifauna e di educazione ambientale. Ripristino e manutenzione di sentieri, muretti a secco, valorizzazione di specie animali e vegetali alloctone e invasive.

L’Asse europeo Euro-mediterraneo: Nell’ex caserma e casa del direttore: Seminari, Alta formazione, Residenze di Istituzioni europee, nazionali e internazionali su base di accordi multiannuali. Label europeo, Cammino dei padri fondatori/madri fondatrici d’ Europa, Corsi di public history. Crescita e sostenibilità ambientale, le aree interne e i modelli di sviluppo economico -con Unione per il Mediterraneo, UE e OCSE- Leed. Progetto Piccole isole del Mediterraneo.

 

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