“Da circa otto anni l’Italia non adotta una vera e propria legge di riordino della professione di guida turistica. Per un Paese che vive di cultura e turismo, una nuova regolamentazione è essenziale: alle guide vanno riconosciute misure di tutela, salvaguardia e formazione. Avviare la riforma in questo momento è ancora più essenziale, viste le pesanti ripercussioni economiche subite dalla categoria con la pandemia”. Così il senatore Marco Croatti (M5S) presenta il disegno di legge appena depositato a Palazzo Madama che punta a “formulare i principi fondamentali di regolamentazione della professione lasciando alle Regioni la disciplina della materia nel rispetto degli stessi”. L’intervento del legislatore, sottolinea Croatti, “è inderogabile, considerato che la disciplina della professione delle guide turistiche è stata oggetto di numerosi tentativi di riforma o riparatori, anche a seguito degli interventi di recepimento delle disposizioni europee, che hanno generato caos e un’anarchia legislativa assoluta”.

Il ddl, suddiviso in due Capi, si compone di 13 articoli che delineano innanzitutto l’oggetto della professione di guida turistica, così come definito dall’articolo 2, alla quale è affidato il compito di illustrare, interpretare e valorizzare il patrimonio naturale, culturale, storico, paesaggistico, artistico e monumentale italiano, in correlazione anche ai contesti demo-etnoantropologico e enogastronomico che caratterizzano le specificità territoriali, dei quali trasmette al visitatore le caratteristiche, gli aspetti e i valori. 

L’articolo 4 istituisce l’albo professionale delle guide turistiche al quale possono iscriversi coloro che sono in possesso dei requisiti sanciti dallo stesso articolo. In particolare, propedeutico all’iscrizione all’albo professionale e all’esercizio della professione di guida turistica sarà il superamento dell’esame di abilitazione professionale, introdotto dall’articolo 5, secondo le modalità stabilite dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. L’esame potrà essere sostenuto dopo lo svolgimento dei corsi di formazione, a contenuto teorico e pratico, illustrati nell’articolo 6. 

L’articolo 7 è frutto delle difficoltà, che hanno incontrato ed incontrano le guide turistiche, consequenziali all’emergenza sanitaria ed economica causata dalla pandemia da Covid-19. “C’è bisogno di un codice Ateco solo per le guide turistiche - spiega Croatti - in quanto lo stesso porterebbe ad una veloce e precisa individuazione del numero e dei professionisti operanti nello Stato italiano”. L’articolo 8 attribuisce alle guide turistiche abilitate all’esercizio della professione il diritto all’ingresso gratuito in tutti i siti che costituiscono oggetto della professione.

L’articolo 9 introduce il criterio della proporzionalità tra la qualità e quantità della prestazione professionale e il compenso percepito per la stessa ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione. Il Capo II (con gli articoli dal 10 al 13) disciplina l’organizzazione e le funzioni del Collegio professionale nazionale e territoriale delle guide turistiche determinandone la composizione del Consiglio, le modalità di elezione, la durata della carica ed i relativi compiti.

 

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