Riaprire i luoghi della cultura, creare un sottosegretariato al Ministero della Cultura con delega ai rapporti con l’Anci e gli enti locali, costituire un tavolo consultivo permanente con il dicastero del Collegio Romano. Sono le principali richieste avanzate al governo dagli assessori alla Cultura delle grandi città che si sono incontrati per fare il punto sul comparto cultura e presentare proposte di ripartenza condivisa. “Va garantita l’apertura dei luoghi della cultura nei fine settimana, nel rispetto delle norme e possibilmente con un protocollo unico e la costituzione di un tavolo permanente degli enti locali in dialogo con il ministero della Cultura”, hanno spiegato gli assessori riuniti in videoconferenza. "Nell’ambito del nuovo assetto di governo - hanno aggiunto, va creato al ministero della Cultura un sottosegretariato con delega ai rapporti con l’Anci e gli enti locali come già avvenuto in passato per il turismo. Questo consentirebbe di avere un riferimento per un dialogo costante in modo da garantire la concertazione di politiche culturali tra governo centrale e le città”. Gli assessori hanno inoltre auspicato la creazione di un fondo speciale per le città d'arte e hanno ribadito come sia fondamentale “tornare a dialogare con i cittadini per il diritto universale alla partecipazione culturale, assicurando fiducia al comparto e permettendo alle persone di tornare a lavorare”.

LEON (TORINO): ORA FASE NUOVA RICOSTRUZIONE PAESE A PARTIRE DA CULTURA

Per l’assessore alla Cultura di Torino, Francesca Leon “oggi si apre una nuova fase di lavoro, di ricostruzione del nostro paese a partire dalla cultura. Come ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi - ha spiegato Leon -, il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. Molto è stato fatto, serve fare ancora di più. Le città ci sono, gli assessori alla cultura hanno lavorato fuori dagli schemi durante questa pandemia perché è importante mettere le città al centro della ricostruzione”. 

Un anno fa, ha ricordato all'inizio del suo intervento Leon, “in questi giorni cominciavano le prime chiusure e subito dopo c’è stato il lockdown. Fin dall’inizio come assessori abbiamo sentito la necessità di confrontarci perché le amm comunali sono i primi terminali dove arrivano le istanze e i problemi del territorio. Non potevamo esimerci dal riportare al governo quello che stavano vivendo i nostri territori”. Leon ha poi sottolineato gli aspetti su cui gli assessori hanno lavorato insieme. “Il primo problema enorme su cui abbiamo lavorato è stato il lavoro e i lavoratori che dovevano essere raggiunti dai ristori, un mondo fragile che andava raggiunto a tutti i costi. Abbiamo bussato a tutte le porte per portare le voci del nostro territorio. Abbiamo lavorato sulla necessità di sostenere non solo le grandi istituzioni. Abbiamo interloquito con il Mibact (che va ringraziato per questo) per arrivare fin dove il ministero non era riuscito ad arrivare fino a quel momento”. 

MARASCA (ANCONA): ASSESSORI SONO “MICROSCOPI” AL SERVIZIO DEL GOVERNO

“Le realtà cittadine conoscono fino in fondo quello che fa veramente cultura, il grande fermento che c’è intorno a questo comparto. Siamo dei ‘microscopi’ al servizio del governo e degli enti che non possono arrivare al nostro livello di dettaglio”. Lo ha detto Paolo Marasca, assessore alla Cultura del Comune di Ancona, nel corso dell’incontro tra gli assessori delle grandi città per fare il punto sul comparto cultura e presentare proposte di ripartenza condivisa. “I Comuni sviluppano una percentuale spaventosa dell’attività culturale del Paese e quindi di fronte alla pandemia abbia capito che era necessario entrare in contatto tra noi. Abbiamo nelle nostre città la responsabilità di un patrimonio e una capacità produttiva culturale spaventosa”, ha aggiunto Marasca.

DEL CORNO (MILANO): SERVE RIAPRIRE LE ATTIVITÀ CULTURALI, COMINCIARE DAI WEEKEND

Secondo l’assessore alla Cultura di Milano, Filippo Del Corno, “una ripresa è possibile, anzi è necessaria. Vogliamo chiedere una ripresa programmata, ordinata e non reversibile di tutte le attività culturali del Paese”. Per Del Corno, “un primo atto potrebbe essere quello di estendere anche ai weekend l’apertura degli istituti e luoghi della cultura”. Quello “che noi proponiamo è che tutti i luoghi della cultura riaprano in maniera programmata, con il giusto e dovuto anticipo, con una gradualità e non più frammentabile come determinato dalle fasce di rischio diversificato tra regioni”.

I luoghi della cultura sono i più sicuri, ha assicurato Del Corno. “L’assenza dell’esperienza culturale sta rischiando di diventare una condizione cronica. E questo è un enorme pericolo per la tenuta sociale e per la coesione delle nostre comunità. Per questo rimarchiamo l’urgenza di provvedimenti e scelte che diano il giusto significato alla partecipazione culturale”. “Siamo certamente rinfrancati dalle parole che Draghi ha espresso nella sua replica al Senato - ha concluso Del Corno -. Ma vogliamo sottolineare un altro aspetto: la partecipazione culturale è un diritto inalienabile e che tiene insieme le società democratiche”.

PALAZZI (MANTOVA): POTENZA CULTURALE ITALIANA È DATA DALLE CITTÀ

Per Mattia Palazzi, sindaco di Mantova e delegato alla Cultura Anci, “il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel discorso in Senato ha associato la parola potenza alla cultura. E’ una rappresentazione forte e positiva, ma la potenza culturale italiana è data dalla capacità culturale delle città. Quindi c’è bisogno di costruire un patto costante tra gli assessori perché non si tratta solo di ripartire, ma bisogna inventarsi una nuova ripartenza”. “Il settore culturale rappresenta la leva di molti processi nei Comuni: la rivitalizzazione dei centri storici, il lavoro nella periferia, il lavoro di promozione delle città. Quando si chiede la ripartenza è perché si è consapevoli che la leva della cultura rappresenta per le città uno snodo economico fondamentale”, ha sottolineato Palazzi che ha aggiunto: “E’ stato importante il blocco dei licenziamenti, ma non ha toccato i contratti a tempo determinato e le prestazioni occasionali che sono i contratti che vanno per la maggiore nel settore della cultura e della creatività”.

DE MAJO (NAPOLI): SERVE TAVOLO PERMANENTE CON IL MINISTERO

Eleonora De Majo, assessora alla Cultura del Comune di Napoli, ha aggiunto: "È stato un anno di pandemia, di chiusure costanti per il comparto culturale. Siamo adesso in una fase di lockdown totale della cultura. Tutto è chiuso: cinema, teatri, pubblico spettacolo. Sono aperti i musei, ma lo sono solo durante la settimana. Questo ci impone una riflessione che guardi alla ripartenza e al rilancio. Siamo sentinelle dei territori, siamo uno strumento particolarmente utile. I nostri Municipi, i nostri assessorati, sono dei front office. Sono convinta che i comuni sono le fondamenta dell’infrastruttura democratica del nostro Paese. E in una fase così importante è fondamentale prendere parola tutti insieme. Chiediamo per questo il coinvolgimento in un tavolo consultivo permanente con il nuovo Ministero della Cultura. Possiamo essere utili per la ripartenza e la riprogrammazione".

SACCHI (FIRENZE): GOVERNO ISTITUISCA TAVOLO CONSULTIVO CON COMUNI

L’assessore alla Cultura di Firenze, Tommaso Sacchi, ha ribadito la richiesta già avanzata dalla collega di Napoli: “Chiediamo al governo e al ministro della Cultura Dario Franceschini di costituire un tavolo consultivo permanente con i 12 assessori della cultura delle grandi città”. Sacchi ha poi ricordato come in questi mesi “il nostro lavoro ha dato vita a un tavolo che vorremmo tenere permanente, perché vorremmo che la pluralità di sguardi e prospettive da parte delle dodici città  accompagnasse il nostro mandato e quello del governo. Vorremmo un tavolo permanente e per questo ci rimettimano nelle mani del governo e di Franceschini affinché costituisca in maniera permanente questo tavolo di consultazione. Esso potrà essere uno straordinario strumento per raccogliere sollecitazioni da tante città italiane e straniere”.

Pur da provenienze diverse, ha ricordato Sacchi, “abbiamo avuto a cuore l’uscita da questa crisi affrontandola insieme per il bene delle città e del Paese. Draghi ha toccato temi che riguardano molto il nostro percorso: la cultura va sostenuta, le restrizioni hanno messo a dura prova i luoghi della cultura e poi ancora la cultura è imprescindibile, agire da subito anche attingendo al Next Generation Eu”.

PIERUCCI (BARI): RIAVVIARE SUBITO LA CULTURA CON PROTOCOLLI

L'assessora alla Cultura di Bari, Ines Pierucci, ha spiegato che “la pandemia ha sottolineato che lo spettacolo dal vivo è un settore economico e professionale. I dati racconteranno sicuramente una disastrosa riduzione del fatturato. Adesso ci interroghiamo come si produrrà cultura, come si farà assembramento, con quali protocolli". "Si può pensare che nell’ambito della conversione in colori, che ha caratterizzato le regioni, invece della chiusura si applichi un restringimento con protocolli specifici - ha proseguito l'assessora Pierucci -. A seconda della riduzione del numero degli ingressi e delle norme da rispettare, si potrebbe consentire, ad esempio, l’estensione dell’orario. Ci sono nuove sperimentazioni in Europa, come la somministrazione di tamponi prima dell’evento. Bisogna ragionare in termini pratici su come riavviare nell’immediato la cultura con la primavera che è alle porte”.

PIRODDI (CAGLIARI): EMERSA FRAGILITÀ DEL SISTEMA CULTURA

Per Paola Piroddi, assessora alla Cultura del Comune di Cagliari, “dalla Sardegna abbiamo sentito ancora più forte l’isolamento durante il periodo di lockdown. La condivisione con i colleghi delle altre città ci ha consentito di rimanere collegati con il resto dell’Italia". "In questo periodo è emersa tutta la fragilità del sistema cultura - ha aggiunto Paola Piroddi -. Un sistema invisibile, fatto da tante professionalità che non avevano voce. Speriamo che il Ministro Dario Franceschini, che ci ha già ascoltato con pazienza, dia seguito a questo ascolto dei territori. Da questo confronto è partita una grande indagine sul sistema culturale. Abbiamo scoperto tante professionalità che si sono trovate dall’oggi al domani in una situazione devastante e che sono sopravvissute solo grazie ai sostegni del Governo".

 

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