Gabriel Zuchtriegel è il nuovo il direttore del Parco Archeologico di Pompei. Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Zuchtriegel, nato nel 1981 in Germania e attualmente direttore del Parco archeologico di Paestum, ha acquisito la cittadinanza italiana la scorsa estate. Succede a Massimo Osanna che guidato il sito di Pompei fino al settembre 2020 quando è stato nominato direttore generale Musei del Mibact. 

A scegliere Zuchtriegel, in una lista iniziale di 44 nomi poi scremati a dieci, è stata una Commissione guidata da Marta Cartabia, ministra della Giustizia, presidente emerita della Corte costituzionale e professoressa ordinaria di diritto costituzionale alla Bocconi, di cui hanno fanno parte: Luigi Curatoli, Generale dell’Arma dei carabinieri, già Direttore del Grande progetto Pompei; Carlo Rescigno, Accademico dei Lincei, professore ordinario di archeologia classica nella Università degli studi della Campania “L. Vanvitelli”; Andreina Ricci, già professoressa ordinaria di metodologia e tecnica della ricerca archeologica nell’Università di Roma “Tor Vergata”; Catherine Virlouvet, professoressa emerita nell’Università d’Aix-Marseille, già direttrice della École française di Roma. 

Zuchtriegel, sposato e con due figli, ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca a Berlino, Roma e Bonn, dove nel 2010 ha concluso un dottorato di ricerca sul sito laziale di Gabii nei pressi di Roma. È stato borsista dell’Istituto Archeologico Germanico e della Fondazione Alexander von Humboldt, che nel 2012 l’ha portato all’università della Basilicata (Matera) per un progetto di ricerca triennale sulla colonizzazione greca lungo la costa Ionica. Ha insegnato presso gli atenei di Bonn, Matera, Napoli “Federico II” e Salerno ed è autore di numerosi articoli e monografie, tra cui “Colonization and Subalternity in Classical Greece”, Cambridge University Press 2018.  Nel 2019, gli è stato riconosciuto il premio di Ravenna Festival. Nel 2015, ha collaborato nel “Grande Progetto Pompei” quale membro della Segreteria tecnica di progettazione. Da novembre 2015 dirige il Parco archeologico di Paestum, al quale nel 2020 si è aggiunto il sito di Velia, ambedue iscritti nella lista del patrimonio UNESCO. 

ZUCHTRIEGEL

“Questo incarico per me significa soprattutto guidare una squadra di altissimo livello, non solo per raccontare la bellezza, ma anche le eccellenze del Paese che è apripista nella tutela, nella fruizione inclusiva e nella ricerca. Questo è il compito per cui lavorerò e sono sicuro che la squadra vincerà”. Queste le prime parole del nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei, dopo l’annuncio della nomina dato dal ministro Franceschini. “Tanto è stato fatto tanto negli anni scorsi, ora bisogna continuare questo percorso virtuoso – ha spiegato Zuchtriegel -. I temi centrali saranno il lavoro con il territorio, con i siti minori e la buffer zone creata con il Progetto Grande Pompei. Poi c’è la questione di una tutela sempre più preventiva utilizzando nuove tecnologie come satelliti, droni e sensori. Importante sarà anche l’archeologica pubblica, attraverso la condivisione di ricerche in maniera digitale da condividere con il pubblico". 

"A Pompei si deve soprattutto conservare e valorizzare scientificamente quello che è stato scavato. E’ un patrimonio immenso, c’è tanto ancora da valorizzare nei depositi e nella parte già scavata. Iniziare nuovi scavi tanto per farli non sarà una priorità. Ma è chiaro che ci saranno scavi dove sarà necessario intervenire per motivi di conservazione e restauro", ha rimarcato Zuchtriegel che poi si è soffermato sulla necessità di "rinforzare gli aspetti dell’inclusione e dell’accessibilità, per coinvolgere un pubblico sempre più diversificato e utenti con disabilità che non devono mai essere messi al margine". 

FRANCESCHINI

“Pompei è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari. Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari e che sono motivo di orgoglio per l’Italia. Nel ringraziare il professor Osanna per il grande lavoro svolto in questi anni a Pompei faccio i più profondi auguri di buon lavoro a Gabriel Zuchtriegel che lascia un’esperienza estremamente positiva a Paestum per un lavoro entusiasmante: il più bel lavoro al mondo per un archeologo”, il commento di Dario Franceschini che ha aggiunto: "Zuchtriegel ha cambiato Paestum con l'aumento dei visitatori e la riapertura di molti luoghi. Il bilancio e' cresciuto moltissimo e anche Paestum e' diventata un modello di grande cambiamento. Oggi i suoi risultati sono a disposizione di Pompei". 

OSANNA

“Con emozione saluto oggi il mio successore, augurandogli un lavoro proficuo e appassionante - ha dichiarato Massimo Osanna, direttore uscente di Pompei, ora direttore generale dei Musei Mibact -. Lascio un luogo straordinario che è stato il mio mondo degli ultimi sette anni, a cui ho dedicato energie passione e impegno: sono felice di poterlo affidare nelle mani del nuovo direttore, nella consapevolezza che lascio Pompei in uno stato ben diverso da quello in cui l’ho trovato. Molto orgoglio, ma anche gratitudine per quanti hanno operato per la salvezza di uno dei siti archeologici più importanti del mondo, dal ministro Franceschini ai direttori generali del GPP a tutti i funzionari e il personale che mi ha accompagnato in questa grande sfida”. 

LAMPIS

"Sono tra i più ‘anziani’ dirigenti italiani del settore culturale, con un amore fortissimo per la cultura tedesca e la fissazione del dovere pubblico a promuovere le responsabilità nelle giovani generazioni. Provo quindi oggi una doppia gioia nell’apprendere della nomina di Gabriel Zuchtriegel (da mesi anche cittadino italiano) alla direzione di Pompei", scrive su Facebook l'ex direttore della Dg Musei del Mibact, Antonio Lampis. Zuchtriegel, spiega "è la scelta giusta, che premia oggettive capacità operative unite a quelle scientifiche e dà un segnale a quella generazione troppo spesso esculsa dalle grandi sfide e dalle cariche di vertice".

 

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