A un anno dalla chiusura di musei, biblioteche, teatri e cinema, l'associazione Mi Riconosci, attiva dal 2015 per chiedere più dignità per il settore culturale, lancia un'inchiesta per conoscere le condizioni, le speranze e le paure di chi opera, o vorrebbe farlo, nell'ambito dei beni culturali, attraverso un questionario compilabile online. Il questionario si suddivide in una serie di sezioni: per lavoratori dipendenti e autonomi, responsabili di attività culturali, per chi si sta ancora formando o ha terminato da poco il suo percorso di studi, per persone che già prima della pandemia erano alla ricerca di lavoro. Le domande spaziano dalle conseguenze del lockdown sulla propria vita e il proprio lavoro, fino alla soddisfazione per quanto riguarda il comportamento dello Stato o del datore di lavoro o alla difficoltà di svolgere stage e tirocini. “Conosciamo i grandi numeri, sappiamo quanti miliardi sono stati persi, ma non conosciamo le storie, le condizioni di chi ha subito le conseguenze non solo della pandemia, ma anche di una gestione politica che ha messo in secondo o terzo piano il settore culturale. Il questionario punta a raccogliere questi dati inediti” spiega Rosanna Carrieri, attivista di Mi Riconosci e tra le autrici dell’inchiesta. Pubblicato online nella serata del 23 febbraio, il questionario ha raggiunto le 500 risposte in poche ore. 

 

Articoli correlati