Mettere in rete i musei per migliorare l’offerta culturale e valorizzare l’intero territorio. Questo l’obiettivo del progetto Pollicinum, avviato lo scorso anno, incentrato sul Sistema Museale Provinciale del Polesine. I primi risultati sono stati illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa. “Abbiamo realizzato azioni per il rilancio del Polesine come destinazione culturale – ha spiegato Alberta Facchi, della Direzione regionale dei Musei - Obiettivo principale è stato mettere in rete tutti i 26 musei per creare un’offerta unica e colmare la parcellizzazione del materiale comunicativo, consolidando la presenza digitale. In collaborazione con Icom Triveneto – ha proseguito - abbiamo poi realizzato itinerari culturali destinati a pubblici diversi, compreso un tour game destinato alle scuole ed agli adolescenti”. Un lavoro di grande coordinamento tra tutte le realtà culturali ed istituzionali del territorio, iniziato con una prima fase di formazione. “Abbiamo iniziato con l’uniformare alcuni standard, come la formazione del personale sulla sicurezza e sul sistema museale nazionale – ha detto Daniele Ferrara, Direttore della Direzione regionale Musei Veneto – L’obiettivo era superare le gerarchie. Volevamo che il museo più grande e quello più piccolo raccontassero insieme un territorio dalle diverse angolazioni”.

Il progetto Pollicinum è stato finanziato nell’ambito del programma ministeriale MuSST#2, Museo e Sviluppo di Sistemi Territoriali, il cui intento è stato spiegato da Valeria Di Giuseppe Di Paolo, in rappresentanza della Direzione Generale Musei. “Con il programma MuSST#2 la Direzione Generale Musei ha inteso interpretare quello che è il nuovo ruolo assegnato alle Direzioni regionali Musei, quale perno delle strategie delle valorizzazioni territoriali nel processo di sviluppo culturale, economico e sociale dei territori”. Grande soddisfazione per i primi risultati raggiunti è stata espressa dall’assessore regionale alla Cultura, Cristiano Corazzari. “Sono orgoglioso perché il Polesine si pone come modello sperimentale da esportare a livello regionale ma anche a livello nazionale. Un concetto di collaborazione che rappresenta un esempio positivo, in particolare per un mondo come quello della cultura che oggi è in grande difficoltà”.

 

Articoli correlati