© Wikimedia, Frontespizio de De morbo gallico, Venetiis, 1566

L’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, forte di una tradizione che risale al XVI secolo, conserva un ricco patrimonio storico e può contare su di un gruppo di professionisti attivo nella ricerca scientifica. Al fine di valorizzare questa ricchezza di capitale umano e non solamente storico-artistica – composta da oltre 1800 libri, dei quali oltre 700 antichi [1], da numerosi vasi utilizzati in farmacia, dai ritratti e dai busti dei benefattori, nonché di edifici sanitari novecenteschi, frutto della creatività degli architetti Arnaldo e Ignazio Gardella – l’azienda ha deciso di avviare un progetto di collaborazione con la comunità di Wikimedia, l’insieme degli utenti che fa capo a Wikipedia e agli altri siti collegati all’enciclopedia libera. A tal fine, metterà a disposizione, nel corso del tempo, una serie di risorse con licenze libere e accessibili a tutti.

La collaborazione fra l'azienda ospedaliera e Wikimedia è stata formalizzata alla fine del 2020 ed è diventata operativa da poco. Due gli obiettivi principali dell'iniziativa. Da un lato, contribuire ad accrescere l’affidabilità dell'enciclopedia libera, grazie alle fonti attendibili e autorevoli dell'azienda, e, dall'altro, rendere disponibile un patrimonio di conoscenza nell’ambito della cura e della cultura ad essa collegata a un pubblico vasto e non specializzato [2].

Si tratta della prima collaborazione ufficiale in Italia avviata da un’istituzione sanitaria con la comunità di Wikimedia.

Il valore di questo progetto, che rientra in quello più vasto di Wikipedia chiamato “Glam” (Gallerie, biblioteche, archivi e musei) dedicato alla valorizzazione degli istituti culturali, è rappresentato dalla possibilità di rendere accessibile a una vasta platea il patrimonio storico e culturale dell'ospedale, grazie alla condivisione di fonti bibliografiche e immagini, attraverso una versione in lingua italiana in un primo momento e, poi, in futuro, anche in inglese.

Da alcuni anni, infatti, il mondo degli istituti culturali e quello dell’enciclopedia libera Wikipedia hanno instaurato un dialogo che arricchisce entrambe le realtà: Wikipedia e i suoi progetti collegati vedono crescere la quantità e la qualità dei loro contenuti e delle loro fonti, mentre le istituzioni culturali godono di una visibilità, con conseguenti ricadute sulla valorizzazione delle loro collezioni, che difficilmente riuscirebbero a ottenere in autonomia. Mai, fino ad oggi, questa collaborazione si era ampliata ai patrimoni ospedalieri.

Grazie alle risorse condivise dal Centro di Documentazione dell’azienda ospedaliera alessandrina e dall’Ufficio Comunicazione, l’iniziativa vuole contribuire al miglioramento delle voci di Wikipedia, aprendosi alla filosofia open science, open access e open content, e assicurando al contempo la diffusione di informazioni mediche verificate e autorevoli, in modo particolare in questo periodo dominato dall’infodemia. L’Azienda ospedaliera, in cambio, può beneficiare della capillarità e della larga diffusione delle risorse culturali aperte garantite dall’enciclopedia, valorizzando così anche la produzione scientifica aziendale insieme al proprio patrimonio.

Il team dell’azienda ospedaliera alessandrina che ha dato vita al progetto è tutto al femminile. Per Federica Viazzi, laurea in conservazione dei beni culturali all'Università di Pavia, esperienze all'archivio storico Olivetti, alla British Library di Londra e alla società cooperativa Arca, l'esperienza non è nuova. Nel precedente ruolo di responsabile per i metadati strutturali alla biblioteca digitale della Fondazione Beic (Biblioteca europea di informazione e cultura) di Milano ha infatti contribuito allo sviluppo del progetto Glam in collaborazione con Wikimedia Italia. E adesso è impegnata nello sviluppo di quello dell'ospedale di Alessandria. Nel gruppo di lavoro, insieme a lei, sono coinvolte anche Mariasilvia Como dell'Ufficio comunicazione e Mariateresa Dacquino, dirigente dell'Ufficio Comunicazione / Infrastruttura Ricerca, Formazione, Innovazione.

È un progetto innovativo che unisce sfide tecnologiche e opportunità offerte da internet per mettere a disposizione di tutti sia tematiche inerenti al patrimonio storico, sia concernenti la produzione scientifica attuale. Produzione che sta progressivamente aumentando sul fronte della ricerca e della clinica in vista della candidatura a IRCCS (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) per le patologie ambientali e il mesotelioma dell’ospedale di Alessandria.

Il citato Centro Documentazione (Biblioteca Biomedica) dell’Azienda Ospedaliera assicura l’accesso all’informazione scientifica - sia al personale interno, sia agli utenti per ragioni di studio e ricerca - e assume, con questo progetto, un nuovo ruolo. Negli stessi locali al primo piano dell’ospedale civile di Alessandria che lo ospitano è attiva, inoltre, la Biblioteca, gestita in collaborazione con l’associazione “Amici della Biblioteca di Alessandria”, in cui sono disponibili libri di lettura a scopo ricreativo, che possono essere richiesti in prestito da degenti, parenti, personale dipendente, collaboratori e visitatori, in un’ottica che vede le medical humanities sempre più al centro delle politiche sanitarie.

L’attivazione di questa iniziativa si deve, dunque, alla competenza di bibliotecari biomedici, forti di una serie di conoscenze scientifiche, talvolta costruite sul campo, che esulano dai consueti curricula biblioteconomici e che si aggiungono alle capacità di recupero e selezione delle informazioni tipiche della professione, che possono portare un grande valore aggiunto alla qualità delle voci presenti in Wikipedia, soprattutto quelle relative a temi delicati come quelli di ambito sanitario. Certamente per un’istituzione sanitaria si presenta come un progetto singolare: apre la strada a un tipo di collaborazione “poco ortodossa” e ancora mai sperimentata, ma facendo sì che l’enciclopedia libera diventi un veicolo sempre più affidabile e di qualità.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] L'ospedale di Alessandria conserva volumi che testimoniano l’evoluzione delle conoscenze mediche e chirurgiche a partire da quelle classiche di Ippocrate, Celso, Galeno e Avicenna fino alle teorie in auge nel ‘600 e ‘700 passando per le historiae morborum medioevali, le raccolte di aforismi e le sentenze del ‘500.

[2] La messa a disposizione di informazioni avviene attraverso la donazione di contenuti e immagini di qualità da pubblicare su Wikimedia Commons con licenza creative commons By-Sa o nel pubblico dominio.

 

Elena Franco (Torino 1973), è architetto e si occupa di valorizzazione urbana e del territorio. È autrice di articoli e saggi sul tema della rivitalizzazione urbana e partecipa a convegni e workshop in Italia e all’estero. La fotografia – di documentazione e ricerca – occupa gran parte della sua attività. Fra i suoi principali progetti fotografici si ricorda “Hospitalia. O sul significato della cura”, in corso dal 2012. Collabora con Il Giornale dell’Architettura.

ABSTRACT

The GLAM-WIKI project supports cultural institutions who want to work with Wikimedia to produce open-access, freely reusable content for the public. For first time in Italy a hospital collaborates with Wikimedia in a Glam project: the hospital is “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” in Alessandria. The value of this collaboration is twofold. For the hospital it is important to preserve and to valorize its cultural and artistic heritage as well as its research activities. For Wikipedia it is a way to ensure a high level of quality information in the medical field.

 

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