© COVER Credit: #CampDIGrano Media Team

Nel paradosso della contemporaneità, viviamo in una società interconnessa dove, alla crescita esponenziale delle opportunità di connessione e di trasmissione delle informazioni non corrisponde un analogo aumento delle opportunità di comunicazione, intesa come processo sociale di condivisione della conoscenza che implica pariteticità e reciprocità.

In “Societing 4.0” (sottotitolo: Oltre il marketing. una via mediterranea per la trasformazione digitale al tempo della pandemia), Alex Giordano racconta come un’economia “industriosa” possa giovarsi di queste connessioni, esperienze rilevanti soprattutto nella creazione di rapporti di scambio che vadano oltre il paradigma estrattivo del capitalismo contemporaneo, valorizzando la dimensione comunitaria e delle relazioni tra le persone.

L’importanza del capitale relazionale è uno dei valori centrali del paradigma mediterraneo generativo di innovazione sociale descritto nel libro, pubblicato da Egea nel mese di novembre dello scorso anno. Il valore della relazione e dell’intelligenza connettiva, recuperato nel web in virtù dei meccanismi comunitari innescati dalla collaborazione e dalla condivisione messi a frutto nel sistema di innovazione, è inteso come un fattore capace di produrre soluzioni cooperative, avvantaggiandosi dell’utilizzo e della sperimentazione di tecnologie aperte, quindi non proprietarie, che producano soluzioni utili a reti di imprese e/o a comunità.

Il neologismo adottato, Societing 4.0, si compone di due parti. La prima, Societing, connota la contrapposizione con il Marketing. Entrambi i termini contribuiscono a dare forma a modelli di sviluppo che appartengono a due epoche diverse. Con il 4.0 il riferimento si rivolge invece all’evoluzione dell’ecosistema dell’industria e ai processi di trasformazione digitale che li attraversano. All’impostazione di stampo tedesco dell’industria 4.0, Giordano, nel solco di Changemakers di Adam Arvidsson, contrappone un nuovo paradigma di "modernità industriosa", di ispirazione mediterranea, basata su un'imprenditorialità su piccola scala e sui beni comuni.

IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Il marketing nasce come parte di un nuovo modello industriale, quello che oggi spesso viene nominato la “seconda rivoluzione industriale”, nell’ambito della quale il marketing si è evoluto per fornire una soluzione istituzionale e soprattutto culturale al problema di sovrapproduzione, che risultava dalla trasformazione profonda delle tecnologie e delle forme organizzative della produzione industriale.

Il marketing, nato col compito di spianare la strada alla modernità consumistica, ha esaurito oggi la sua spinta propulsiva. Non solo, trasformando i gusti e le abitudini delle persone per renderli adatti alla società dei consumi, nell’antropocene della pandemia che stiamo vivendo, esso diventa uno strumento controproducente oltre che obsoleto: l’impronta dell'uomo sul pianeta rende ormai inaccettabile il marketing come disciplina per la crescita e l’espansione senza fine del mercato e dei consumi.

Il modello emergente dall’analisi di Societing 4.0 inquadra invece l’innovazione tecnologica a supporto dell’innovazione sociale all’interno di processi cooperativi e generativi che producano valore collettivo (soluzioni, nuove pratiche, data commons, ecc.). Questa impostazione si contrappone alla constatazione che i dispositivi tecnologici, utilizzati secondo il modello della Silicon Valley, possono distruggere la società e l’economia. Ciò che occorre, secondo l’autore, è un modello di società completamente differente che si inserisce in un nuovo modello di sviluppo. In questo processo di invenzione si inseriscono le tecnologie intese come “pharmakon”, cioè insieme il veleno e anche la cura possibile.

Nel nuovo paradigma socio-economico ecologico tratteggiato si afferma la centralità delle persone e delle comunità locali, “creando utili ponti tra faber e sapiens cioè tra quella tradizione che ci ha portato le ‘eccellenze’ sulle quali abbiamo creato il brand Made in Italy e l’innovazione verso soluzioni non convenzionali e più sostenibili. Questo non sarà solo wishful thinking, ma un'economia più labor-intensive, abbinata a una politica progressiva, potrebbe dare più peso ai lavoratori, in quanto il loro saper fare e il loro capitale umano sarà quell'ingrediente scarso che fa funzionare la combinazione fra macchinari versatili a basso costo e saperi e conoscenze open, liberamente disponibili.”

CHE COS’È SOCIETING 4.0

Societing 4.0 è un programma transdisciplinare di ricerca-azione per la social digital transformation che considera insieme l’innovazione sociale e l’innovazione tecnologica, sviluppando progetti e conoscenze teoriche, per un modello mediterraneo di innovazione. Societing 4.0 crea ponti tra discipline, attori, significati, metodi, territori, tradizione e innovazione generando idee, esperienze e soluzioni che possono produrre valore collettivo.

Societing 4.0 è anche un modello di cambiamento in cui Il Mediterraneo è assunto come: metafora-simbolo di una serie di valori (la lentezza, l’accettazione tragica del conflitto, la misura, la libertà, la biodiversità); metodo-polifonia (pluralismo, conflitto, confronto, mediazione); territorio-geografia (l’Italia-il Sud-Napoli e insieme uno spazio di scoperta, uno spazio non infinito, uno spazio di partenze e arrivi). Il Mediterraneo come prima rete internet della storia, crocevia di scambi culturali e interconnessioni.

Le comunità sono i luoghi e le relazioni; non sono solo e necessariamente quelle legate ad un territorio specifico ma anche le comunità intenzionali che si creano intorno ad interessi comuni e alla tutela di beni collettivi. In questo senso sono occasioni di opportunità e di nuova relazione (anche) tra la dimensione locale e quella globale. Investimenti in infrastrutture di connettività possono collegare i piccoli paesi al mondo globale, favorendo l'accesso ai digital commons così come a processi di collaborazione transnazionale. Ma da sole le infrastrutture tecnologiche non bastano se non poggiano su solide infrastrutture di relazioni.

I principi dell’azione di Societing 4.0, descritti estesamente nel testo, possono essere elencati sommariamente come segue: 1) l’orientamento a nuove forme di futuro; 2) la collaborazione; 3) l’incontro tra ricerca e azione; 4) l’apertura al cambiamento; 5) Ri-conoscere la situazione; 6) Ri-creare le situazioni; 7) l’abilitazione alla cura del bene comune; 8) lo stile artigianale; 9) le connessioni; 10) la maieutica.

RIMUOVERE GLI OSTACOLI ALLA SOCIETÀ INDUSTRIOSA

Societing 4.0 suggerisce di stimolare l’accesso popolare alle nuove tecnologie al di fuori delle grandi industrie (che fino ad ora sono state gli attori più interessati alla loro implementazione). Per fare ciò occorre favorire modalità sandbox di sperimentazione, sostegni all'imprenditorialità, facilitazioni in materia di accesso al credito e ai mercati che potrebbero stimolare una massiccia ondata di innovazione sociale.

Se pensiamo l’Industria 4.0 nell'ambito di un modello industrioso, le cose cambiano radicalmente. Perché questo modello di innovazione, che pone la trasformazione del tessuto sociale ed economico come una nuova fonte di bisogni ed opportunità, potrebbe offrire le nuove nicchie di mercato necessarie affinché queste tecnologie acquisiscano un reale valore produttivo.

In parallelo, il right to repair permetterebbe di superare il fatto che oggi viene messo il copyright sui mezzi di produzione. Ciò implica che dai programmi del nostro PC ai trattori, i proprietari dei macchinari non hanno il diritto di intervenire sui loro stessi macchinari ma devono affidarsi ad operatori ufficiali che spesso utilizzano pezzi di ricambi molto costosi.

L’ECONOMIA POST-COVID E IL MADE IN ITALY

Le tendenze che saranno esasperate dalla depressione post-Covid non sono nuove ma in atto da decenni. Già dagli anni ’70 abbiamo visto un continuo calo della profittabilità della produzione industriale e una conseguente finanziarizzazione dell’economia globale. Sempre di più i capitali disponibili tendono ad abbandonare investimenti nell’economia delle merci per indirizzarsi sui mercati finanziari dove le prospettive di guadagno possono essere più alte e soprattutto dove la liquidità è più alta (cosa importante in una situazione di crescente insicurezza).

L’Italia è conosciuta a livello internazionale come il paese delle eccellenze come il design, la moda, la meccanica e l’enogastronomia. Come affrontare una situazione dove il futuro non è semplicemente rischioso ma è radicalmente insicuro, impossibile da immaginare e da prevedere? La proposta di Societing 4.0 consiste nel cercare di realizzare sistemi economici e sociali che siano resilienti, o addirittura anti-fragili.

L’enfasi sulle eccellenze che ha marcato gli ultimi decenni di discussione sullo sviluppo economico in Italia è, secondo Giordano, il frutto di una mancanza di strategia, lasciando spazio a iniziative individuali e alle risorse culturali e territoriali già esistenti, senza poi badare molto a provvedere alla loro ricostruzione. Il Made in Italy non è sufficiente come fonte di ricchezza e sviluppo per tutto il Paese.

Le eccellenze italiane sono, infatti, un insieme di prodotti e di servizi grazie ai quali il nostro Paese tende a distinguersi dagli altri ed esprimono vocazioni storico-culturali-sociali che si fanno valore economico. Purtroppo, anche le eccellenze che funzionano sono spesso basate su processi produttivi “tossici” soprattutto perché non sono in grado di valorizzare il lavoro e le competenze delle persone e, in troppi casi, determinano condizioni di lavoro irregolari quando non illegali.

Un’economia che sia resiliente dovrà implicare una maggiore diversità delle attività produttive presenti sul territorio. Una politica economica resiliente potrebbe orientarsi verso lo scopo di tirare fuori queste forme di imprenditorialità allo scoperto, offrire forme di sussidio e sostegno, anche finanziario, e allo stesso tempo contrastare alcune forme di protezione delle proprietà intellettuali che risultano direttamente controproducenti.

Societing 4.0 indica un percorso mediterraneo all’innovazione a partire da una convinzione di fondo: che l’innovazione o è sociale oppure non è affatto. Diventa fondamentale riconoscere il patrimonio di conoscenze diffuse presenti nel sud d’Italia e il potenziale economico che esse rappresentano, con caratteristiche di inimitabilità e antifragilità che, specie in questa fase storica, mostrano i propri punti di forza in termini di qualità della vita e prospettive di prosperità inclusiva.

Questo approccio ben si presta a fornire una griglia metodologica per le pratiche di rigenerazione urbana a base culturale e offre una riconoscibilità a un insieme di pratiche e valori che rientrano nel solco della tradizione tutta italiana dell’economia civile. Tali strumenti di comprensione della realtà, per le loro caratteristiche, si prestano come dispositivi di intervento anche per le aree interne, rurali e montane, ponendo al centro la resilienza degli abitanti e la capacità di sviluppare soluzioni che valorizzino il genius loci. Su un piano teoretico, lo spunto ci permette di arricchire il nostro sguardo sulle dinamiche e retoriche dell’innovazione tecnologica, fornendoci preziose risorse di critica costruttiva.

ABSTRACT

Societing 4.0 is a transdisciplinary research-action program for social digital transformation, that considers social and technological innovation, developing both projects and theoretical knowledge for a Mediterranean model of innovation. It recognizes the variety of widespread knowledge in southern Italy and the economic potential they represent. In particular, the characteristics of inimitability and antifragility of the South of Italy, especially in this historical phase, are relevant resources in terms of quality of life and inclusive prosperity. To do this, we need cooperative and generative processes able to produce collective value (solutions, new practices, civic tech and data commons).

Leggi anche:

 

Articoli correlati