Il Recovery potrebbe rappresentare una grande opportunità per tre aspetti: la ristrutturazione innovativa e tecnologica dei teatri; ridare slancio all’occupazione; riequilibrare il divario territoriale tra Nord e Sud. Lo ha detto Francesco Giambrone, presidente dell’Anfols (l'associazione che raccoglie le Fondazioni lirico-sinfoniche), nel corso dell’audizione in commissione Cultura del Senato sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “La pandemia ha svelato il ritardo tecnologico dei nostri teatri. C’è un gap digitale da colmare e il Recovery offre l’occasione per dotarli di una infrastruttura digitale adeguata– ha osservato Giambrone -. Questo investimento avrebbe ricadute anche in termini di occupazione, perché sarebbe importante avere giovani esperti in tecnologia e digitale che ci aiuterebbero ad accompagnare i teatri verso il futuro”. 

Parallelamente, ha aggiunto il presidente dell’Anfols, “con il Recovery si potrebbe intervenire anche nella formazione di nuove generazioni esperte non nel digitale ma nei grandi antichi mestieri del teatro che tramandiamo da secoli nel mondo: macchinisti, truccatori, sarti, scenografi, falegnami e tanti altri. E’ un aspetto che può rappresentare un riscatto per i territori e dare speranza ai giovani”. Con il Recovery insomma, ha concluso Giambrone, “potremmo da una parte valorizzare le storiche potenzialità e competenze dei teatri italiani e dall’altra renderli finalmente adeguati al futuro”. 

 

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