“L’intenzione del ministro Franceschini e del governo è rilanciare Cinecittà in un posizionamento internazionale anche dal punto di vista dei fatturati. C’è l’impegno perché venga potenziata e messa in condizioni di svolgere il proprio ruolo storico in modo da crescere ancor di più e diventare uno dei poli di attrazione europei nel comparto audiovisivo”. Lo ha detto Nicola Borrelli, direttore generale Cinema del Ministero della Cultura, nel corso del webinar “Cinecittà bene comune del cinema italiano” organizzato dall’Anac (Associazione nazionale autori cinematografici). 

“Il brand Cinecittà è fortissimo e ambitissimo con offerte molto rilevanti – ha sottolineato Borrelli -. Cinecittà è tornata completamente in mano pubblica, le professionalità sono state conservate ed è stato un miracolo. Il merito va dato al Ministero della Cultura che ha fatto il possibile e l’impossibile esponendosi anche a critiche per evitare la dispersione del patrimonio professionale”. 

La legge di Bilancio ha trasformato Cinecittà in S.p.a. e ha disposto un aumento di capitale consistente. “Ora va gestito un rilancio ambizioso che parta da queste direttrici – ha rimarcato Borrelli -: il problema della mancanza di spazi, l’aumento delle capacità produttive e dell’adeguamento tecnologico, la messa in sicurezza e la valorizzazione del patrimonio Luce, la formazione professionale, l’efficientamento energetico e la riqualificazione del sito. Il momento è fluido in senso positivo, stiamo ragionando su tutte le osservazioni e i suggerimenti che sono venuti dal settore e così faremo in futuro”. 

Riguardo il Recovery, Borelli ha osservato: “Il Pnrr è uno strumento formidabile, ma adesso abbiamo il tema della trattativa da gestire con l’Europa sugli aiuti di Stato. Abbiamo ottimi argomenti per giustificare un intervento massiccio da parte pubblica in un comprensorio così importante, ma ci sono incognite che non governiamo direttamente”. In merito alla possibilità che Cassa depositi e prestiti entri nella compagine societaria di Cinecittà insieme ai ministeri della Cultura dell'Economia, Borrelli ha commentato: “Qualunque cosa accada la maggioranza sarà in mano al MiC e al Mef”. 

 

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