© Photo by Markus Spiske on Unsplash

La cultura, seppur piegata oggi dalla crisi pandemica, è una risorsa cardine per le grandi sfide di ridefinizione di ogni sistema in un’ottica di sviluppo sostenibile. A seguito del successo della chiamata (ancora aperta) di Letture Lente, la rubrica di approfondimento culturale di AgCult, sull’eguaglianza di genere (uno dei 17 SDGs dell’ONU), che sta producendo una generosa risposta di pensiero che diventa azione, lanciamo un secondo invito, volto a raccogliere riflessioni sul contributo della cultura per affrontare la crisi climatica e ambientale. La chiamata, in parte a invito, è aperta a quanti desiderano dare il proprio contributo al dibattito attraverso la presentazione di un abstract (1.000 battute, spazi inclusi), accompagnato dal proprio curriculum vitae, entro il 30 aprile 2021. La consegna dei contributi ammessi (7.000 battute, spazi inclusi) andrà fatta entro il 30 giugno 2021. Saranno pubblicati su Letture Lente i contributi via via accolti dal comitato dei curatori della rubrica, con il coinvolgimento dell’inspiring commitee e di Michela Rota, architetta attiva su ricerche e pratiche inerenti la sostenibilità nel settore culturale e museale, autrice del libro “Musei per la sostenibilità integrata” e di questo articolo che inquadra il tema.

Per proporre un contributo, inviare una email corredata del proprio curriculum vitae e di un abstract a: contributi@agcult.it

Un percorso di ascolto in vista della COP26 (UN Climate Change Conference), che si terrà a novembre a Glasgow, preceduta a settembre a Milano dalla Pre- COP26 con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l’evento “Youth4Climate”.

EMERGENZE CLIMATICHE E AMBIENTALI

La crisi climatica e ambientale sta avendo un impatto devastante sul presente e sul futuro del nostro Pianeta. Un numero crescente di organizzazioni culturali - tra cui diversi musei - sono oggi consapevoli di poter svolgere un ruolo fondamentale in virtù dell’importanza e l'urgenza di agire per favorire un cambiamento nei comportamenti delle persone e delle comunità e attivare pratiche sostenibili. Non ci può essere un cambiamento strutturale senza la diffusione di una cultura ecologica, in un quadro di giustizia sociale e intergenerazionale, che permetta di comprendere la complessità dei fenomeni in atto e orientare l’azione.

Da quando l'11 marzo del 2020 è stato dichiarato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che il focolaio internazionale di infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è considerato una pandemia, diversi studi scientifici, tra cui quello del Dipartimento di Zoologia dell'Università di Cambridge [1], hanno confermato la relazione con la crisi climatica in atto. Tali studi si vanno ad aggiungere ai richiami della comunità scientifica (IPCC) [2], che da anni insiste sul pericolo incombente provocato dall'inquinamento di tutti gli elementi su cui si basa la vita, lo sfruttamento delle risorse associato anche al fenomeno del land grabbing, l'innalzamento delle temperature, le modifiche degli ecosistemi, la perdita di biodiversità. Tali emergenze hanno impatto sulle diseguaglianze e sulle future generazioni. Come ha affermato il segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici: "COVID-19 è oggi la minaccia più urgente per l'umanità, ma non possiamo dimenticare che i cambiamenti climatici sono la più grande minaccia per l'umanità a lungo termine".

Per passare dalla crisi alle strategie per affrontare strutturalmente le questioni e cercare soluzioni in modo sistematizzato, sono stati messi in atto una serie di strumenti programmatici. Gli Accordi di Parigi del 2015 sul clima, sottoscritti da 193 Paesi, richiedono ai firmatari di contenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2°C e perseguire gli sforzi di limitare l’aumento a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali. Gli scienziati hanno rilevato che in diversi contesti l’incremento di 1,5° è già stato superato. Ad esempio in Italia, come indicano i dati ISPRA (nel report “Variazioni e tendenze degli estremi di temperatura”), sono emerse temperature medie che superano tale soglia. Il nostro Paese è tra quelli più a rischio per i cambiamenti climatici, secondo il Climate Risk Index 2020, che calcola in quale misura i Paesi del mondo sono stati colpiti da eventi climatici estremi, e li classifica in base alla loro vulnerabilità [3].

Per invertire la rotta, i 193 Paesi si sono impegnati - fino ad ora più in linea teorica che pratica e su azioni diverse, purtroppo rallentate dalla crisi pandemica - ad arrivare entro il 2050 a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti ed entro il 2030 a raggiungere i 17 SDGs – gli Obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite [4], un piano di azione globale per le Persone, il Pianeta, la Prosperità, la Pace e le Partnership (5P). L'ONU ha inoltre dichiarato nel 2020 l'avvio della "Decade dell'Azione" per mettere in campo tutte le capacità per arrivare a questo necessario traguardo. La necessità di un cambio di passo è urgente.

Diversi movimenti ambientalisti, tra cui i movimenti giovanili dei Fridays For Future, ma non solo, tengono sotto la lente di osservazione, con numerosi esperti, il contesto istituzionale per vagliare alla prova dei fatti le proposte in corso. In tale direzione si muove l’ASVIS - Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile [5], che monitora il raggiungimento degli SDGs, per aiutare le comunità a comprendere il percorso per raggiungere gli obiettivi e sollecitare cambiamenti reali. Gli obiettivi saranno raggiunti solo con un impegno e un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università ai centri di ricerca, inclusi gli operatori dell’informazione e della cultura. Sia per azioni individuali che a livello sistemico. Si tratta di una chiamata comunitaria e globale per un ri-orientamento dei comportamenti e delle strategie.

AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO CON LA BUSSOLA DELLA CULTURA

I fattori della crisi climatica sono molteplici, complessi e intercorrelati ed è necessario tenere insieme sistemi articolati di strategie, metodi e strumenti. Riguardano ogni settore. Se gli obiettivi sono chiari - in riferimento anche all'Agenda 2030 - diverse sono le modalità per raggiungerli.

Il settore culturale ha il potenziale per contribuire al cambiamento, partecipare come facilitatore del dialogo tra i diversi attori, in collaborazione con il mondo dell’educazione, del terzo settore, delle imprese, con i cittadini per affrontare i temi e ipotizzare soluzioni da testare nei diversi contesti, attraverso la lente dell'arte e della cultura, unendo scienza e innovazione digitale. In particolare il comparto nelle diverse tipologie può aiutare le persone e le istituzioni a:

  • esplorare i futuri desiderabili;
  • comprendere perché il cambiamento climatico è così centrale e con quali effetti impatta sul loro futuro;
  • responsabilizzare le persone a essere attive e prendere parte alla vita pubblica;
  • stimolare e aiutare a mettere in atto cambiamenti reali e misurabili, bilanciando tra approcci top-down e punti di vista bottom-up, tenendo conto di una pluralità di voci che ruotano attorno alle istituzioni.

I PERCORSI POSSIBILI PER LA CULTURA. L’EUROPA E UNESCO IN CAMPO

Per favorire un approccio allo sviluppo sostenibile basato sulla cultura, l'Unesco si è impegnato da tempo in diverse risoluzioni e questo processo prosegue con gli Indicatori tematici Culture|2030 Indicators [6]. L'iniziativa è volta a stabilire una metodologia per dimostrare il ruolo e il contributo della cultura all'attuazione degli SDGs e per aiutare i decisori politici a costruire un approccio coerente e una narrativa forte basata su misure e dati (evidence-based). Sono stati individuati 22 indicatori, sia qualitativi che quantitativi, racchiusi in quattro dimensioni tematiche dedicate ad ambiente e resilienza, prosperità e sostentamento, conoscenza e competenze anche per la crisi climatica, inclusione e partecipazione. Il tema della partnership e dell'equità di genere è trasversale a tutte le tematiche. Il riferimento agli indicatori così riorganizzati è uno strumento importante a cui diversi settori culturali si stanno rivolgendo, e si auspica una sempre maggior integrazione con i piani/agende di sviluppo urbani e territoriali che le città metropolitane stanno sviluppando in tutta Italia.

Tali iniziative, riportate come esemplificative e insieme a molte altre, hanno il ruolo di:

  • rendere il contributo della cultura visibile nelle questioni della sostenibilità, della crisi climatica ed ambientale;
  • fornire un quadro sulla trasversalità della cultura rispetto alle tematiche affrontate;
  • rafforzare l'impegno degli enti culturali;
  • fornire risultati in base ai dati raccolti, atti ad informare le azioni e le politiche;
  • fornire una conoscenza per l'azione;
  • monitorare il progresso del contributo agli SDGs.

Da segnalare, per rendere attivo questo impegno nei confronti della cultura, che l'Unione Europea nell'autunno del 2020 nell'ambito del Voices of Culture [7], ha strutturato un dialogo tra la Commissione e il settore culturale e ha lanciato la call "Culture and the Sustainable Development Goals: Challenges and Opportunities", per interrogarsi su come le nuove priorità, le politiche, le azioni e i flussi di finanziamento possono affrontare al meglio la sfida posta dagli SDGs dell'Agenda 2030, di cui la cultura è parte integrante. La sfida principale è come garantire l'effettivo contributo della cultura nell'agenda politica globale. Le principali opportunità risiedono nel dimostrare l'importanza della cultura per la società e nel sostenere l'impegno e l'attivismo. Alla call hanno risposto 47 stakeholder del sistema culturale europeo di natura estremamente variegata - per l’Italia ha partecipato Fondazione Fitzcarraldo -, che si sono confrontati in un brainstormig digitale su diverse aree tra cui l'educazione, la crescita e il lavoro, le comunità sostenibili, la libertà d'espressione e non ultima l'azione climatica. Il ricco report è stato recentemente pubblicato ed è disponibile a questo link.

Gli enti che si occupano di cultura, nazionali e sovranazionali, hanno espresso nelle loro dichiarazioni ufficiali l'impegno ad affrontare le tematiche. Si citano in modo non esaustivo l'IFLA con la Dichiarazione su biblioteche e sviluppo sostenibile [8], il settore culturale inglese che ha lanciato lo statement Culture Declares Emergencies [9], a cui hanno aderito 190 enti e individui. Sono sorte associazioni di interesse come la pioniera Environment and Climate Network dell'AAM, il Climate Heritage Network, la Coalition of Museums for Climate Justice e molti altri. ICOM - International Council of Museums, orientato dal suo Working Group on Sustainability, ha sottoscritto la Risoluzione n.1 sulla sostenibilità [10] a Kyoto nel 2019, dove nel dichiarare che i musei non hanno confini e quindi iscriverli in un impegno locale e transnazionale, dichiara che "tutti i musei hanno un ruolo da svolgere nel plasmare e creare un futuro sostenibile attraverso i vari programmi, partenariati e operazioni; e che è necessario responsabilizzare le istituzioni museali, i visitatori e le comunità fornendo contributi positivi al raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030; per conoscere e ridurre il nostro impatto ambientale, compresa la nostra impronta di carbonio, e contribuire a garantire un futuro sostenibile per tutti gli abitanti del pianeta: umani e non umani".

Altre organizzazioni culturali hanno attivato delle vere e proprie pratiche, come ad esempio nello spettacolo dal vivo procedendo con analisi e messa in campo di concerti con un minor impatto dei concerti e criteri plastic free, nel teatro con spettacoli dedicati al tema del cambiamento climatico. Il binomio arte e sostenibilità è sempre più frequente nelle sperimentazioni e pratiche dell'arte contemporanea.

In Italia Federculture è partner del progetto GreenFEST – Green Festivals and Events through Sustainable Tenders, che intende contribuire a sensibilizzare verso approcci green, a gestire e ridurre gli impatti ambientali nel settore delle attività culturali finanziate, promosse e/o organizzate da amministrazioni pubbliche. Numerosi musei stanno altresì tracciando una rotta di azioni, coinvolti con le loro collezioni e le pratiche a conservare e promuovere il patrimonio culturale e naturale per le generazioni future. Sono presenti diversi musei dedicati completamente al tema specifico del cambiamento climatico come il Climate Museum UK o quello di NYC.

Nel panorama nazionale, tra le diverse pratiche in corso, vi sono quelle di alcuni enti "attivisti" che per missione hanno avviato dei percorsi in linea con diversi elementi e che si fanno presenti e promotori nelle strategie locali di sviluppo sostenibile e per la cittadinanza attiva. Come il progetto di ricerca Musei Integrati, [11] (capofila MUSE, con ICOM e ANMS finanziato dal MiTE), che vuole indagare gli ambiti e posizionare i musei quali vettori e piattaforme civiche e culturali per leggere e promuovere la strategia nazionale di sviluppo sostenibile (SNSVS) e per favorirne l'attuazione a livello locale in modo riconosciuto e sistematizzato, integrandosi in modo attivo con le agende urbane. Oppure il Polo del ’900, che ha in avvio il 24 marzo il programma “I Venti dell’Ambiente” [12], con appuntamenti fino a ottobre 2021. L’iniziativa è volta ad affrontare i temi del cambiamento climatico e delle sfide ambientali nell’ambito di un contesto più ampio di riflessione, in relazione agli obiettivi dell’Agenda 2030, dando vita a una discussione collettiva sulle grandi sfide e sulle questioni aperte di questa decade, con particolare attenzione alla partecipazione dei giovani e degli studenti universitari e al coinvolgimento diretto di movimenti, associazioni e comunità di cittadini già attivi sui temi in oggetto. Il Museo Diffuso della Resistenza ha attivato il progetto Dirittibus - Il Museo per la città, che punta sull'incontro con le comunità con focus su genere, salute, disabilità, lavoro, migrazioni e ambiente. Recentissimo, inoltre, il riconoscimento internazionale a Farm Cultural Park che ha vinto il Premio Human Design City Award di Seoul, per aver contribuito a realizzare in modo originale un rapporto armonioso e sostenibile tra le persone e il contesto urbano.

IL 2021 SU CLIMA E AMBIENTE NELLE AGENDE ISTITUZIONALI

Nel corso del 2021 sono previsti importanti momenti in cui i temi del clima, dell'ambiente e della biodiversità, verranno portati all'attenzione delle agende politiche internazionali e nazionali, all'interno dei quali si discuterà del ruolo e del contributo della cultura.

Nell'ambito della Presidenza Italiana del G20, che si terrà a Roma il 30 e 31 ottobre, articolato intorno al trinomio Persone, Pianeta, Prosperità, verrà organizzato il 3 e 4 maggio a Roma il G20 della Cultura in cui si approfondiranno i collegamenti tra cultura e cambiamento climatico e le interazioni tra cultura, istruzione e formazione. A novembre si terrà la COP 26 a Glasgow, con una forte presenza del settore culturale e museale, preceduta a settembre a Milano dalla Pre- COP26 con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l’evento “Youth4Climate”.

ICOM con l'International Museum Day del 18 maggio 2021 ha previsto che il dibattito e la presentazione di buone pratiche fosse incentrato su 4 dei 17 SDGs: 4 - Educazione; 8 - Lavoro di qualità; 11 - Città e comunità sostenibili; 13 - Cambiamenti climatici con azioni per il clima per promuovere meccanismi atti ad aumentare la capacità di pianificazione e gestione efficaci relativi al cambiamento climatico.

LABORATORI DI SPERIMENTAZIONE: PLURALITÀ DI APPROCCI POSSIBILI

La pandemia ha profondamente modificato alcune pratiche di partecipazione culturale, con ricadute pesanti sui bilanci delle istituzioni; gli effetti si protrarranno per lungo periodo e produrranno modifiche sostanziali, come è avvenuto con l'accelerazione verso il digitale. Nell'affrontare la complessità sarà necessario reimpostare la bussola e l'orientamento verso clima e ambiente, ben oltre un percorso di azioni intrapreso da numerosi enti, deve tuttavia ancora essere sistematizzato, sia alla scala dell'edificio, che nel rapporto con le comunità e i territori, in termini di partecipazione ed attivismo per aumentare la rilevanza [13].

In linea con l'SDG 11 - Target 4 che chiede di rafforzare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo, è necessario sottolineare che se da un lato i beni culturali sono un driver per l'azione climatica e per mettere in atto e discutere strategie di mitigazione, adattamento e resilienza, dall’altro sono essi stessi soggetti all'impatto dei cambiamenti climatici e agli effetti di una eccessiva pressione antropica.

Il tema tocca visioni, missioni, strategie, organizzazioni, competenze, programmi. E richiede cultura della valutazione d’impatto. Tra le azioni possibili, avviate a vario titolo da diversi enti culturali, si riporta di seguito un elenco non esaustivo, ma che apre a diverse possibilità di ricerca, dialogo e azione:

  • rivedere la propria missione e mettere in campo una pianificazione strategica pluriennale orientata alla sostenibilità;
  • affrontare il tema alla scala dell'edificio, con una valutazione dell'impatto ambientale (carbon footprint), un miglioramento energetico, una riduzione dei consumi e delle emissioni climalteranti, un ripensamento dei prodotti utilizzati in una logica di economia circolare;
  • accrescere la consapevolezza sui temi, per assicurarsi che i diversi target (personale, pubblico, stakeholder) comprendano i problemi delle attuali tendenze climatiche e come le attività degli esseri umani ne siano alla radice;
  • sviluppare programmi e prodotti culturali orientati a diffondere una cultura ecologica;
  • adottare i CAM - Criteri Ambientali Minini [14] nei processi di affidamento e appalto sia per gli enti pubblici sia per gli attori privati;
  • progettare programmi educativi e di formazione partecipati in linea con il concetto di cittadinanza attiva;
  • favorire l'attivazione di comportamenti virtuosi tra il personale e nel pubblico e nelle comunità di interesse, anche grazie ad azioni di mediazione culturale orientate a stimolare il cambiamento;
  • partecipare a programmi di ricerca e innovazione a livello di reti territoriali locali, nazionali, transnazionali e a programmi di citizen science sul climate change;
  • attivare dei programmi e delle partnership nell'ambito delle Città urbane e metropolitane, così da partecipare alla pianificazione per lo sviluppo sostenibile locale e delle Agende urbane e territoriali, favorendo alleanze sul territorio tra enti e cittadini;
  • favorire le comunità di interesse e le comunità territoriali sostenibili e resilienti, impegnate a rigenerare la biodiversità, a tutelare i diritti delle persone e dei territori e a proteggere l'ecosistema culturale e naturale in cui vivono;
  • avviare con partnership intersettoriali con centri di ricerca, istituzioni, imprese e terzo settore, sperimentazioni e progetti non solo volti alla mitigazione degli effetti della crisi climatica, ma anche all'adattamento in linea con i criteri di "Natural Climate Solutions" [15];
  • coinvolgere profili professionali ed esperti competenti sulle tematiche della sostenibilità (intesa come scienza), della transizione energetica, dell'ecologia, dei cambiamenti climatici, dell'antropocene.

Per la rigenerazione delle città, nelle logiche di sviluppo locale sostenibile in un momento post pandemico il ruolo della cultura è fondamentale "per guidare la reimmaginazione dello spazio pubblico urbano come spazio ibrido in cui nuove forme di scambio e interazioni sociale stanno emergendo ... includendo gruppi sociali fragili ed emarginati" [16]. Si chiede adesso un salto di scala, per essere incisivi nel trovare e attuare soluzioni. E gli enti culturali sono sempre più impegnati a giocare un ruolo di responsabilità sociale sui temi urgenti della contemporaneità, nelle agende urbane e metropolitane come nelle aree interne.

INVITO A PARTECIPARE

Per proporre un contributo, inviare entro il 30 aprile 2021 una email corredata del proprio curriculum vitae e di un abstract (1.000 battute, spazi inclusi) a: contributi@agcult.it

Gli abstract saranno valutati e selezionati dalle curatrici della rubrica Letture Lente di AgCult (co-direzione scientifica: Catterina Seia, Flavia Barca, Valentina Montalto; coordinamento editoriale: Vittoria Azzarita), dall’inspiring commitee (di cui fanno parte: Alessandro Bollo, Annalisa Cicerchia, Antonio Lampis, Francesco Mannino, Pier Luigi Sacco) e da Michela Rota.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] La ricerca del Dipartimento di Zoologia dell'Università di Cambridge è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science of the Total Environment: https://www.cam.ac.uk/research/news/climate-change-may-have-driven-the-emergence-of-sars-cov-2

[2] The Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC fornisce valutazioni periodiche delle basi scientifiche sul cambiamento climatico, dei suoi impatti e dei rischi futuri e delle opzioni per l'adattamento e la mitigazione: https://www.ipcc.ch/assessment-report/ar6/

[3] Climate Risk Index 2020 https://www.germanwatch.org/en/17307

[4] Agenda 2030 e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile: https://asvis.it/l-agenda-2030-dell-onu-per-lo-sviluppo-sostenibile/

[5] Rapporto ASVIS 2020: https://asvis.it/rapporto-asvis-2020/

[6] Ne ha parlato su Letture Lente Emanuela Gasca nel 2020: https://agcult.it/a/13966/2020-01-08/sviluppo-sostenibile-culture-2030-indicators-la-cultura-per-l-agenda-dello-sviluppo-sostenibile . La Fondazione Unipolis, a seguito del convegno di dicembre 2020 sui Culture 2030 Indicators, con il contributo di Valentina Montalto, ha realizzato il seguente report: “Il ruolo della cultura per lo sviluppo sostenibile”: https://www.fondazioneunipolis.org/news/cultura-per-lo-sviluppo-sostenibile

[7] Voices of Culture, "Culture and the Sustainable Development Goals: Challenges and Opportunities qui l'elenco dei partecipanti: https://voicesofculture.eu/2020/10/16/participants-culture-and-the-sustainable-development-goals-challenges-and-opportunities/

[8] IFLA - International Federation of Library Associations and Institutions Dichiarazione IFLA su biblioteche e sviluppo sostenibile https://ifla.eu/files/assets/faife/publications/ifla-statement-sustainable-development-it.pdf

[9] Culture Declares Emergencies: https://www.museumsassociation.org/campaigns/climate-crisis/declaring-a-climate-emergency/

[10] ICOM Kyoto Resolution n.1 on sustainability: https://icom.museum/wp-content/uploads/2019/09/Resolutions_2019_EN.pdf

 [11] Musei Integrati: per maggiori informazioni https://www.muse.it/it/Esplora/Progetti-Speciali/Pagine/Musei%20integrati/Musei-integrati.aspx

[12] I venti dell'Ambiente: per maggiori informazioni https://www.polodel900.it/i-venti-dell-ambiente/

[13] Per il settore museale, per un approfondimento degli scenari e delle pratiche possibili alla scala dell'edificio, della comunità e del territorio si veda la pubblicazione: Michela Rota, “Musei per la sostenibilità integrata”, Editrice Bibliografica, Milano, 2019.

[14] I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali ed ecologici definiti dal Ministero dell’Ambiente volti ad indirizzare le Pubbliche Amministrazioni verso una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti fornendo indicazioni per l’individuazione di soluzioni progettuali, prodotti o servizi migliori sotto il profilo ambientale. L'efficacia dei CAM è assicurata grazie all’art. 18 della Legge 28 dicembre 2015 n.221 e, successivamente, all’art. 34 recante “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale” del D.lgs. 50/2016 “Codice degli appalti” (modificato dal D.lgs 56/2017).

[15] Natural Climate Solutions: https://www.naturalclimate.solutions/the-science

[16] P.L. Sacco, “Large European cities’ post-pandemic recovery strategies for the cultural and creative sectors”, in Covid Bries, Building Back Better, CIDOB, 2021.

ABSTRACT

The climate and environmental crisis has a devastating impact on us and our planet. The cultural sectors, together with different organizations, are aware that they can play a critical role in raising awareness, helping society change behavior towards a green transformation and a low carbon future, discussing and testing solutions with communities, implementing real and measurable changes. They can balance between top-down approaches and bottom-up points of view by taking into account a plurality of voices. The cultural institutions are starting to design desirable futures with communities, also linked to the 17 SDGs of the Agenda 2030, the Urban Agenda, and national and local strategies for sustainable development. There can be no change without the diffusion of an ecological culture, linked with social and intergenerational justice, that allows us to understand the ongoing issues. The cultural sectors can act at the level of the building, in relationship with communities and territories, in terms of participation and activism.

This article highlights different approaches, that open up various possibilities for dialogue, research and action in the field of culture, and launches a new call about the contribution of culture to sustainable development, particularly to the objectives defined as priorities in the Agenda 2030.

Prospective contributors are invited to present, no later than the 30 April 2021, an abstract of about 1000 characters (spaces included). Please send abstracts together with your CV to: contributi@agcult.it

Leggi anche:

 

Articoli correlati