Via libera dall’Aula della Camera alla Legge di Delegazione Ue (che contiene la direttiva sul Copyright). Il provvedimento - che ha ricevuto 370 voti favorevoli, 33 contrari e 3 astenuti - dovrà tornare al Senato per una nuova lettura. Il testo, in seguito all’esame di Palazzo Madama, consta di 29 articoli, che recano disposizioni di delega riguardanti il recepimento di ben 38 direttive europee, nonché l'adeguamento della normativa nazionale a 17 regolamenti europei. L'articolato contiene inoltre principi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega relativa a 18 direttive. “Apriamo la strada a nuove forme di protezione per artisti, editori, autori e giornalisti grazie alla direttiva copyright. Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra vicinanza e attenzione ai tanti operatori del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo che hanno subito sulla loro pelle in modo particolare le conseguenze della pandemia, e al quale il ministro Franceschini, che ringraziamo, ha dato un contributo importante da ultimo nel Dl Sostegni con 1 mld di euro stanziato per l’intero comparto”, ha detto Piero De Luca, relatore del provvedimento, nel corso del suo intervento in Aula.

L'articolo 9, in particolare, contiene principi e i criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/790, a tutela del diritto d'autore e diritti connessi nel mercato unico digitale, tra i quali: l'obbligo di disciplinare le eccezioni o le limitazioni ai fini dell'estrazione di testo e dati, garantendo adeguati livelli di sicurezza delle reti e delle banche dati, nonché definire l'accesso legale ed i requisiti dei soggetti coinvolti; prevedere che nel caso di utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico da parte del prestatore di servizio della società di informazione trovino adeguata tutela i diritti degli editori, tenendo altresì in debita considerazione i diritti degli autori di tali pubblicazioni; stabilire, poi, modalità e criteri, anche variabili in base ai diversi settori e al genere di opera, per l'esercizio da parte di un autore o di un artista del diritto di revoca totale o parziale della concessione in licenza o del trasferimento in esclusiva dei propri diritti per un'opera o altri materiali protetti; definire, poi, un profilo di responsabilità in capo ai prestatori di servizio di condivisione online di contenuti, con particolare riferimento al livello di diligenza richiesto al fine di ritenere integrato il criterio dei massimi sforzi. Nel corso dell'esame in Aula sono stati respinti tutti gli emendamenti all'articolo 9 presentati da Fratelli d'Italia. 

Tra le otto osservazioni espresse dalla commissione Cultura a dicembre, si sottolinea - con riferimento all'articolo 9 - "che è opportuno che il Governo, nella definizione dei decreti legislativi attuativi della direttiva (UE) 2019/790, individui soluzioni normative che consentano, nell'accezione più ampia possibile, l'accesso libero a opere e materiali, e il loro libero scambio, per l'utilizzo nelle attività didattiche e scientifiche"; "nel dare attuazione all'articolo 18, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2019/790 (che stabilisce il principio che gli autori e gli artisti interpreti o esecutori, se concedono in licenza o trasferiscono i loro diritti esclusivi per lo sfruttamento delle loro opere o altri materiali, hanno il diritto di ricevere una remunerazione adeguata e proporzionata), il Governo valuti la possibilità di prevedere che anche agli artisti interpreti o esecutori di fonogrammi deve spettare un compenso adeguato e proporzionato anche da parte delle piattaforme di servizi di musica a richiesta che utilizzano le loro esecuzioni, da gestire in forma collettiva secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35"; "E' opportuno che, in sede di attuazione della direttiva (UE)2019/790, il Governo valuti la possibilità di implementare, nell'accezione più ampia possibile, quanto previsto dall'articolo 14 della direttiva, così come esplicitato nel considerandum 53 alla stessa direttiva, riguardante le opere delle arti visive di dominio pubblico, nell'ottica di promuovere il libero sviluppo della cultura, della creatività, del turismo culturale e di tutte le attività economiche che trovano beneficio dalla libera diffusione delle immagini del patrimonio culturale italiano".

 

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