© Photo credits Anna Parisi

A dicembre ha debuttato online lo spettacolo “La Forza Nascosta” al Teatro Baretti di Torino, inaugurandone la stagione teatrale. L’anteprima, a porte chiuse, si era svolta il 30 ottobre al Teatro della Tosse di Genova, nell’ambito del Festival della Scienza 2020. La pandemia non ha fermato un’opera che si iscrive pienamente nel dibattito STEM, sul mondo scientifico al femminile. Nata da un team interdisciplinare - un gruppo di ricercatrici della Sezione di Torino dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino (Anna Ceresole, Nora De Marco, Simonetta Marcello e Nadia Pastrone) con Emiliana Losma, esperta di storia delle donne, e Rita Spada, esperta in innovazione tecnologica - è diventata una piece dall’incontro con la regista e autrice Gabriella Bordin e l’autrice e attrice Elena Ruzza. In scena con Fè Avouglan, soprano.

Eccolo per voi: https://vimeo.com/518688833

È il risultato di un cammino tenace, resiliente, costruito passo dopo passo, parola dopo parola, nota dopo nota, tra molte difficoltà del periodo che stiamo vivendo. Il lavoro è iniziato alla fine del 2019 con l’intenzione di presentare un primo “Studio” a maggio 2020, che naturalmente non è stato possibile realizzare. Ma non si è fermato. Le autrici hanno composto il testo condividendo a distanza pensieri, narrazioni, punti di vista con le altre donne del team di lavoro. A teatri chiusi, i luoghi della scienza sono stati provvidenziali. Le prove si sono svolte in una sala dell’INRiM, l’Istituto Nazionale di ricerca Metrologica di Torino, un luogo sanificato ogni giorno, silenzioso e deserto a causa dello smart working.
Quando pensiamo alla scienza difficilmente vengono in mente donne, se non qualche nome ormai intoccabile. Diversi studi hanno rivelato come la rivoluzione scientifica abbia contribuito a creare una dicotomia tra donne e scienza che ha agito sia nella creazione dei paradigmi scientifici e sociali gerarchici e oppositivi tra maschile e femminile, sia nella sistematica esclusione delle donne dai luoghi di ricerca e studio (Istat, Livelli di istruzione e ritorni occupazionali, anno 2019).

Questi stereotipi agiscono sulle donne che desiderano intraprendere una carriera scientifica: conoscere storie eccellenti può aiutare da un lato a rafforzare la genealogia scientifica femminile e dall'altro ad uscire dal monopolio scientifico patriarcale. Più in generale, per poter procedere in questa direzione occorre una nuova narrazione che sia capace di far emergere i bisogni e le energie tali da indurre svolte fondamentali.

UNO SPETTACOLO PER UNA GRANDE SFIDA

L’arte può contribuire a nuove narrazioni, ad illuminare le principali criticità che frenano la strada verso l’equità, partendo dalla situazione e dal ruolo del mondo scientifico e culturale, per promuovere il pensiero delle donne come grande opportunità per stimolare un rinnovamento sociale a cui tutte noi siamo chiamate. 

Tra gli obiettivi del progetto, le autrici evidenziano il promuovere la trasparenza dei dati e stimolare concretamente una visione STEAM, inserendo anche l’Arte oltre a Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica come insieme delle materie di studio utili, fin dalla scuola primaria, alla riduzione del Gender Gap. Gli elementi di drammaturgia e regia dello spettacolo “La Forza nascosta” presentano alcuni esempi con una forte carica empatica che possono promuovere questo cambiamento. 

Lo spettacolo offre una visuale sulla Fisica del ‘900 attraverso gli occhi di quattro protagoniste: le scienziate Marietta Blau, Chien-Shiung Wu, Milla Baldo Ceolin e Vera Cooper Rubin. Dalle loro storie traspare un tessuto comune dal forte valore intellettuale e umano, un’alchimia tra talento e determinazione che le ha portate a raggiungere risultati scientifici fondamentali. Le loro vite sono caratterizzate da mancati riconoscimenti più o meno importanti, dipesi in parte anche dal periodo storico in cui sono vissute. 

Come raccontarle? Come trasmettere attraverso il teatro la loro passione, la loro forza? Come far comprendere il significato e il valore della loro ricerca anche a un pubblico non esperto in fisica? E, soprattutto, come ampliare il racconto delle vite inserendolo in un orizzonte più vasto, in una genealogia femminile, sconosciuta ai più, che parte da lontano e di cui le donne devono andare fiere?

Grazie alla ricercatrice esperta in Storia delle donne, le storie biografiche sono state intrecciate ai fatti storici del ‘900 che le hanno segnate; un equilibrio tra la pagina documentaria e la pagina poetica è stato raggiunto attraverso il canto che affianca la parola in un dialogo continuo, la scrittura in forma poetica di alcuni concetti scientifici e anche attraverso i “vortici”, momenti musicali di parole e suoni che creano un ambiente sonoro adeguato. Così il racconto si espande e avvolge tutta la scena. 

Testo è parola, ma anche musica, canto e movimento. Testo è la scenografia essenziale: cinque barre luminose assumono significati differenti a seconda di come vengono agite dalle due interpreti. Alla fine della pièce esse vengono composte in forma di stella, elemento scenico potente che richiama le quattro donne-stelle, donne stellate, donne di conoscenza. E le quattro forze della fisica, con una forza in più: quella nascosta delle donne.

Lo spettacolo termina con queste parole: “Forse ho capito dov’è la forza nascosta, sono talenti, fatiche, passioni, ricerche, sguardi sull’Universo, sono occhi che vedono lontano, mani che curano, nutrono, portano avanti il mondo e io mi sento parte di questo Cosmo vulnerabile che avrà sempre più bisogno della forza delle donne per sopravvivere”.

di Fè Avouglan, Gabriella Bordin, Anna Ceresole, Nora De Marco, Emiliana Losma, Simonetta Marcello, Nadia Pastrone, Elena Ruzza, Rita Spada

 

ABSTRACT

Art can contribute to new narratives, to illuminate the main critical issues that hinder the road to gender equality, starting from the situation and role of the scientific and cultural worlds, to promote women's thinking as a great opportunity to stimulate social renewal. The show "The Hidden Force" [“La Forza Nascosta”] offers a view on the physics of the XX century through the eyes of four female protagonists: the scientists Marietta Blau, Chien-Shiung Wu, Milla Baldo Ceolin and Vera Cooper Rubin. Their stories reveal a strong intellectual and human value, an alchemy between talent and determination that has enabled them to achieve fundamental scientific results.

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