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Le politiche di coesione investono nel settore culturale con continuità e considerevoli risorse. Lo raccontano i dati di monitoraggio dei progetti finanziati, un enorme capitale conoscitivo, accessibile grazie all’iniziativa nazionale OpenCoesione che da quasi dieci anni assicura le funzioni di visibilità, trasparenza e pubblicità di queste politiche [1].
A partire dai dati di monitoraggio, il Nucleo di Valutazione e Analisi della programmazione (d’ora in poi NUVAP) del Dipartimento delle politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri svolge studi e analisi valutative per ampliare le opportunità di conoscenza sugli investimenti e di misurazione dei loro risultati. Attività di servizio e a supporto della programmazione delle risorse che, su vari strumenti, si renderanno disponibili nei prossimi anni, in uno dei settori messi più a dura prova dalla pandemia e che deve restare al centro della strategia adottata dal Paese per la ripresa e lo sviluppo delle nostre comunità.

IL FOCUS “CULTURA”: UN UNIVERSO DI 11.000 PROGETTI DA ESPLORARE

Il focus tematico “Cultura” è un sottoinsieme di 11.606 progetti finanziati dalla politica di coesione nel settore culturale nei cicli di programmazione 2007-2013 e 2014-2020 per complessivi 8 miliardi di euro, estratto dall’insieme dei progetti monitorati nella banca dati OpenCoesione (1,65 milioni di progetti con un costo totale di 186,2 miliardi di euro, al 31 dicembre 2020).
Ciascun progetto è caratterizzato da un ampio corredo descrittivo: variabili identificative, amministrative, procedurali, finanziarie, gestionali e di misurazione di output e risultati. I dati sui singoli progetti inseriti nel focus “Cultura” sono aggiornati con cadenza bimestrale in linea con quanto avviene per tutto il database OpenCoesione, e pubblicati in formato aperto, a disposizione di analisti, ricercatori, valutatori, policy maker, istituzioni e amministrazioni, cittadini.
Il NUVAP conduce da tempo analisi tematiche su questi dati con la finalità di individuare i principali fenomeni che hanno caratterizzato l’andamento di queste politiche negli anni, e, sulla base delle evidenze così enucleate, porre le basi per successivi approfondimenti e ricerche valutative sugli esiti dei processi di valorizzazione culturale sostenuti dalle politiche di coesione e, più in generale, sul ruolo della cultura nei percorsi di sviluppo territoriale (Fig. 1).

Fig. 1 – Focus “Cultura”: numero di progetti, costo totale e pagamenti, per regione (valori percentuali, dati al 30 giugno 2020)

Fonte: elaborazione Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe) - NUVAP su dati OpenCoesione

Più di recente è stato avviato un percorso di elaborazioni strutturate di questi dati, con la finalità di affinare e qualificare l’osservazione, la misurazione e l’analisi dei progetti dell’aggregato “Cultura”. La prima tappa di questo percorso è un’attività di data linkage tra due archivi, OpenCoesione e ISTAT, con l’obiettivo di enucleare gli interventi condotti sul patrimonio museale italiano.

IL DATA LINKAGE TRA I PROGETTI COESIONE E I MUSEI RILEVATI DALL’ISTAT

Da febbraio 2021 OpenCoesione pubblica i risultati dell’attività di data linkage tra gli interventi del perimetro “Cultura” (a giugno 2020) e i 4.908 musei, gallerie, collezioni, aree e parchi archeologici, monumenti e complessi monumentali, statali e non statali, oggetto della rilevazione annuale a cura dell’ISTAT (rilevazione 2019 riferita all’annualità 2018) [2]. 
L'integrazione tra le due basi dati è stata effettuata a partire da variabili descrittive dei progetti e dei musei, ottenendo come risultato l'associazione di ciascun progetto ad un museo [3].
Il matching viene fornito sotto forma di due elenchi scaricabili in formato open: i) i progetti associati ai musei (file .csv “Integrazione progetti – musei”) e ii) i musei con l’indicazione del numero e del valore finanziario dei progetti a questi associati (file .csv “Elenco musei con conteggio progetti associati”).
A seguire una prima rassegna delle principali evidenze emerse dall’incrocio dei due archivi di dati.

SU QUANTI E QUALI MUSEI HA INVESTITO LA POLITICA DI COESIONE?

L’attività di data linkage ha evidenziato 1.195 interventi del costo complessivo di circa 1,7 miliardi di euro, associati a 653 musei, aree, parchi archeologici e complessi monumentali rilevati da ISTAT nel 2018, rispettivamente il 23% degli investimenti ricadenti nell’ambito Cultura e il 13% dei 4.908 musei rilevati da ISTAT.
Le associazioni tra progetti e musei si concentrano, sia per numero sia per investimento, su 519 musei di proprietà o gestione pubblica, di cui 394 - il 60% circa - sono quelli a titolarità non statale, in prevalenza di enti locali. In queste strutture ISTAT ha rilevato 11,5 milioni di visite nel 2018.
La parte più consistente di risorse, 1 miliardo di euro pari al 57% del totale, ha riguardato progetti sui 125 musei di livello statale - anche grazie al rilievo finanziario dei programmi di investimento a titolarità del Ministero della Cultura (d’ora in poi MiC) - dove nel 2018 operava il 45% degli addetti ed è affluito il 52% dei visitatori di tutti i musei finanziati.
Tra le 134 strutture museali che ISTAT classifica a titolarità privata, emergono le 50 istituzioni appartenenti a enti ecclesiastici o religiosi (come ad es. sono i tutti musei diocesani, o il Museo della Certosa di Serra San Bruno in Calabria), e le 37 di fondazioni (quali ad esempio gli Ex Seccatoi del tabacco a Città di Castello in Umbria o la Villa Rufolo a Ravello in Campania). 
Oltre il 70% dei musei raggiunti dalle politiche di coesione è compreso nella categoria ISTAT “musei, gallerie o raccolte” (466 musei), che assorbe circa il 60% (974,4 milioni di euro) dei progetti e del finanziamento totale (si veda alla figura 2 la distribuzione percentuale dei musei e degli investimenti secondo le categorie definite da ISTAT nell’ambito della rilevazione).

Fig. 2 – Composizione percentuale del numero di musei e costo totale degli investimenti per categoria ISTAT (valori percentuali, dati al 30 giugno 2020)

Fonte: elaborazione Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe) - NUVAP su dati OpenCoesione e ISTAT (Indagine sui musei e istituzioni similari statali e non statali - Anno 2018)


Il patrimonio archeologico è la tipologia prevalente di beni e collezioni museali [4] con 198 istituzioni e il 41% delle risorse attratte (oltre 700 milioni di euro). Seguono 131 musei di arte [5] con 361 milioni di euro di progetti (il 20% degli investimenti), e 66 beni del patrimonio architettonico musealizzato [6] su cui è ricaduto il 10% degli investimenti.
Anche se meno rilevante, è tuttavia degno di nota che un 5% dell’investimento totale (87 milioni di euro) abbia interessato tre parchi e giardini di interesse storico o artistico (Capodimonte e la Reggia di Caserta in Campania, il Parco Mediceo di Pratolino Villa Demidoff a Vaglia in Toscana), e un ulteriore 4% (77 milioni di euro) abbia riguardato una decina tra musei industriali e di impresa, e altri manufatti di archeologia industriale (tra cui ad es. il Museo Ferrari a Maranello in Emilia Romagna, il Museo del vetro a Piegaro in Umbria, il Museo delle Arti in Ghisa nella Maremma a Follonica in Toscana, o ancora l’Ente Parco minerario Floristella Grottacalda ad Enna in Sicilia).

QUALI SONO STATI I PROGETTI E QUANTI FINANZIAMENTI HANNO ATTIVATO? 

In linea con l’andamento generale dei progetti monitorati in ambito “Cultura”, gli interventi di tipo infrastrutturale sono quelli prevalenti: il 93% delle risorse e dei progetti sui musei sono classificati nel monitoraggio come “opere e lavori”. Del tutto residuali sono le quote di beni e servizi acquisiti a beneficio delle istituzioni museali (6%), e di contributi e incentivi concessi a imprese e associazioni operanti nell’ambito delle organizzazioni e delle istituzioni museali (1%).
Oltre la metà dei musei finanziati (355) si trova nel Sud del Paese, dove, in linea con il complesso delle politiche di coesione, si concentra quasi il 70% di progetti e di risorse; si tratta di un blocco di infrastrutture rilevanti anche sul fronte della domanda culturale, se si considera che questi luoghi attraggono oltre la metà dei visitatori dei musei finanziati (Fig. 3).

Fig. 3 - Composizione percentuale per macro-area di musei, progetti e relativo finanziamento (dati al 30 giugno 2020)

Fonte: Elaborazione Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe) - NUVAP su dati OpenCoesione


Nella macroarea Mezzogiorno è evidente il primato della Campania con 55 musei (il 24% di tutti quelli rilevati da ISTAT nella regione) e il 63% degli investimenti, prevalentemente a carico dei programmi del MiC, intervenuti su “grandi attrattori”. Tra i siti oggetto di intervento, solo per citarne alcuni: l’area archeologica di Pompei (105 milioni del Grande Progetto Pompei di euro per la conservazione, il restauro, il recupero conservativo delle insule, la riorganizzazione dei percorsi di visita e dei servizi collegati); il Museo Archeologico Nazionale e il Museo e il Parco di Capodimonte (progetti per oltre 50 milioni di euro ciascuno); il Palazzo Reale (46 milioni di euro); il complesso della Reggia (76 milioni di euro) e il Real Sito di Carditello (8 milioni di euro circa) [7] a Caserta e provincia; l’area archeologica e il Museo di Paestum (37 milioni di euro) in provincia di Salerno; il Parco Archeologico di Ercolano (16 milioni di euro) nella provincia di Napoli.
Per numero di musei ed entità dei finanziamenti, si evidenziano 63 musei in Sicilia (il 24% del patrimonio museale regionale) con 158 milioni di euro di investimenti, 77 musei in Puglia (il 47% del totale regionale) con 113 milioni di euro di progetti, e 74 musei in Sardegna (il 26% di tutti i musei nella regione) con progetti per 35 milioni di euro.
Nel Centro Nord spiccano la Toscana con 56 musei e progetti per 110 milioni di euro, e il Piemonte con 58 musei e 106 milioni di euro (Fig. 4).

Fig. 4 - Numero di musei finanziati e costo pubblico totale dei relativi progetti per regione (valori percentuali,  dati al 30 giugno 2020)

Fonte: Elaborazione Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe) - NUVAP su dati OpenCoesione


I dati di monitoraggio tengono traccia anche di quegli interventi rientranti nella Strategia Nazionale per le Aree Interne, dato di grande utilità considerato che quasi tutte le 72 strategie di area sinora attivate puntano sull’attrattività turistica dei loro territori, e a tal fine mobilitano risorse per progetti di valorizzazione del patrimonio culturale diffuso ma anche di potenziamento di alcuni luoghi della cultura di richiamo nazionale e internazionale, come sono la Certosa di San Lorenzo a Padula nell’area interna “Vallo di Diano”, il Forte di Bard nell’area interna “Bassa Valle” in Valle d’Aosta, o il Pozzo di San Patrizio di Orvieto nell’area interna “Sud-Ovest Orvietano” [8].
Su circa 30 musei sono confluiti investimenti superiori a 10 milioni di euro: al Sud, oltre i già citati casi campani, si evidenzia il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (quasi 20 milioni di euro); al Centro Nord si distinguono la Pinacoteca di Brera a Milano (quasi 40 milioni di euro), le Gallerie degli Uffizi a Firenze (40 milioni di euro), e il Museo Nazionale dell’Automobile a Torino (19 milioni di euro). 
Sono invece 75 i musei con finanziamenti di piccola entità, sotto i 100.000 euro.
Nel 2018, oltre la metà dei musei finanziati con il 16% dell’investimento totale non ha superato le 10.000 visite [9], un ulteriore terzo è al di sotto delle 100.000 visite. Nel restante 10% circa ricadono i musei che arrivano sino a 500.000 ingressi, su cui è andato il 23% degli investimenti. Una minima parte dei musei finanziati (3%) - che ha assorbito il 28% di tutti gli investimenti - oltrepassa la soglia delle 500.000 visite nel 2018. Quattro dei musei appartenenti a questo gruppo - l’area archeologica di Pompei, il Parco di Capodimonte a Napoli, la Galleria degli Uffizi a Firenze, e Palazzo Ducale di Mantova, con oltre un milione di visitatori ciascuno - hanno assorbito complessivamente il 17% dei finanziamenti totali.

MISURARE E VALUTARE CULTURA: CHE C’È NELLA CASSETTA DEGLI ATTREZZI?

Il NUVAP sta conducendo diverse attività con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e la consapevolezza dell’azione svolta dalle politiche di coesione in ambito culturale e di consolidare la capacità complessiva del sistema delle amministrazioni coinvolte nella programmazione e nell’attuazione di queste politiche.
Ciò anche in preparazione del prossimo ciclo di programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 di imminente avvio, che offre diverse opportunità di sostegno alla cultura, alle filiere economiche dei settori culturali e creativi e alla valorizzazione della cultura e del turismo per l’inclusione e l’innovazione sociale, anche nell’ambito di strategie integrate per lo sviluppo territoriale rivolte alle aree urbane e alle aree più interne, soprattutto nel Mezzogiorno del Paese. 
Grazie ad una specifica linea di azione prevista dal progetto “Informazione statistica territoriale e settoriale per le politiche di coesione 2014-2020”, NUVAP e ISTAT stanno collaborando per rafforzare la disponibilità di dati e di statistiche pubbliche in campo culturale, nonché per ampliare e consolidare la disponibilità e la fruibilità di indicatori appropriati e rilevanti per il presidio delle politiche. 
In particolare, oltre ai dati della rilevazione sui musei e istituzioni similari dal 2017 disponibili annualmente, nel 2020 è stata realizzata una nuova rilevazione censuaria sulle biblioteche anch’essa a cadenza annuale, di cui a breve saranno disponibili i dati relativi alla prima edizione. 
Dal 2021, inoltre, la statistica pubblica potrà contare sulla disponibilità di dati elementari di fonte SIAE sul cinema e lo spettacolo dal vivo [10].
Tra gli ambiti di policy in cui é organizzata la “Banca Dati Indicatori Territoriali per le Politiche di sviluppo” è compresa la cultura, con una batteria di 13 indicatori statistici calcolati a livello regionale progressivamente aggiornati da ISTAT, relativi alla domanda e offerta museale, di spettacolo teatrale e musicale, alla spesa delle famiglie in cultura e ricreazione, al volume del lavoro in ricreazione e cultura. La collaborazione in corso con ISTAT permetterà nei prossimi mesi di arricchire questo set di indicatori, in particolare ampliando la capacità di osservare e misurare gli ambiti della partecipazione culturale e dei settori culturali e creativi.
Sul fronte della valutazione, oltre a svolgere attività di indirizzo metodologico e di presidio sugli studi e le ricerche valutative che vengono realizzate dalle amministrazioni titolari dei programmi della coesione, il NUVAP avvierà a metà 2021 una attività valutativa, prevista nell’ambito del Progetto SI.Valuta, volta a focalizzare gli esiti degli investimenti delle politiche di coesione in ambito culturale, con particolare attenzione al Mezzogiorno.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] La fonte dei dati sui progetti in attuazione pubblicati su OpenCoesione è il Sistema Nazionale di Monitoraggio (SNM), gestito dall'Ispettorato Generale per i Rapporti con l’Unione Europea della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF-RGS-IGRUE). Al centro del SNM è la Banca Dati Unitaria (BDU) alimentata a livello di singolo progetto dai Sistemi informativi Locali di tutte le Amministrazioni titolari di Piani o Programmi finanziati da risorse della coesione sulla base di regole e standard condivisi.
[2] La metodologia utilizzata prevede originali soluzioni di text mining e di comparazione di stringhe testuali sulla base delle frequenze dei termini in esse contenute. Il processo di “matching” si articola in una serie di step a partire dall’analisi automatica del titolo dei progetti proseguendo con una sequenza di controlli sia manuali sia automatici su tipologie e su gruppi di controllo di insiemi di progetti, per affinare e precisare le associazioni tra i due archivi considerati. L’attività di data linkage è stata curata Daniela Venanzi e Antonio Andreoli del team OpenCoesione, coordinato da Simona De Luca (NUVAP), per gli aspetti di policy e per i rapporti con ISTAT hanno collaborato Oriana Cuccu, Anna Misiani, e Anna Ceci (NUVAP).
[3] Nel caso di progetti associabili a più di una struttura museale è stata considerata la sola associazione con il museo con un maggior numero di visitatori annui.
[4] Comprende le tipologie ISTAT: 4.Archeologia, 13.Area archeologica, 14.Parco archeologico, 21.Manufatto archeologico.
[5] Comprende le tipologie ISTAT: 1.Arte da medievale a tutto l'800, 2.Arte moderna e contemporanea.
[6] Include le tipologie ISTAT: 17.Villa o palazzo di interesse storico o artistico, 19.Architettura fortificata o militare, 20.Architettura civile di interesse storico o artistico.
[7] La Data Card di OpenCoesione “Musei per l’eguaglianza: diversità ed inclusione” (18 maggio 2020) contiene una sintesi degli interventi nel Real Sito di Carditello.
[8] La Data Card di OpenCoesione “Le politiche di coesione investono sui musei” (5 marzo 2021) presenta una selezione di musei finanziati nelle Aree Interne. 
[9] L’analisi sulla distribuzione degli investimenti per musei e relativi flussi di visita è stata condotta al netto di alcuni musei per i quali tale dato non è stato rilevato.
[10] La possibilità di condivisione con ISTAT di dati elementari sullo spettacolo e il cinema, sinora pubblicati da Società Italiana Autori Editori (SIAE) solo in forma aggregata, è possibile grazie ad una specifica previsione al riguardo, nell’ambito dell’accordo tra il MiC e la SIAE.

 

Anna Misiani, archeologa, da una ventina di anni si occupa di programmazione, progettazione e analisi delle politiche culturali nel quadro di investimenti pubblici per lo sviluppo socio-economico e territoriale. Dal 2016 è Componente del Nucleo di Valutazione e Analisi per la Programmazione (NUVAP) del Dip.to Politiche per la Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove segue la programmazione e la valutazione di cultura e turismo nel ciclo 2014-2020 e la preparazione del 2021-2027.

ABSTRACT

In Italy, cohesion policies have been funding the cultural sector since many years: during the 2007-2013 and 2014-2020 programming periods, over 11.600 projects have been financed and around 8 billion euro were invested in culture. Data on cohesion projects are collected at national level and published in the OpenCoesione web portal: a huge database that offers open access for further policy assessment and evaluation. To this aim, Evaluation and Analysis Unit of the Presidency of the Council of Ministers - Department for Cohesion Policy is carrying out data processing and thematic analysis. Among them, a data linkage that combines cohesion projects in the cultural sector with the database on Italian museums, managed by the National Institute for Statistics (ISTAT), has been recently developed and published on the OpenCoesione Portal.

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