In attesa di tornare di persona al museo, il MAXXI propone un viaggio virtuale per conoscere meglio i tre finalisti del MAXXI BVLGARI PRIZE, il progetto il progetto che unisce il MAXXI  e Bvlgari, da oltre 130 anni emblema di eccellenza italiana, per il sostegno e la promozione dei giovani artisti. Renato Leotta, Tomaso De Luca e Giulia Cenci, le cui opere sitespecific sono esposte al museo, a partire da martedì 6 aprile sono protagonisti di 3 incontri sui canali social del MAXXI: accompagnati da figure  trasversali a cavallo tra arte, letteratura e cinema, gli artisti raccontano le loro opere, a partire dal processo creativo e dai temi che sono stati fonte di ispirazione fino al lavoro tecnico di realizzazione dei progetti e alla loro esposizione in mostra.

Primo appuntamento martedì 6 aprile alle 18 con Renato Leotta che, in dialogo con lo storico dell’arte Luigi Ficacci, racconta il lavoro realizzato per il Premio, Roma e Fiumi: dodici film, girati in pellicola 16 mm, presentati su altrettanti schermi distribuiti nello spazio del museo come a evocare una passeggiata ideale tra le vestigia della città. I film sono stati girati tra le iconiche fontane della Barcaccia, Trevi, e Quattro Fiumi e all’area sacra di Largo di Torre Argentina, sorta di squarcio nell’asfalto che mostra l’anatomia della città antica sotto il manto stradale. Questo spazio, inaccessibile ai visitatori e visibile solo dall’alto, è governato da una temporalità diversa, fuori sincrono, e popolato esclusivamente da gatti. Con questa inusuale passeggiata tra le rovine, dove i felini si muovono cauti e sinuosi, l’artista riflette sull’arte come mezzo per ripensare il rapporto tra uomo, natura e paesaggio antropizzato, riallacciando una relazione tra società e animalità. Introduce e modera Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte.

Giovedì 8 aprile alle 18 Tomaso De Luca parla del suo lavoro A Week’s Notice con Alessandra Mammì, giornalista e storica dell’arte e Marco Giusti, critico cinematografico, regista e saggista. L’opera è una installazione video e sonora su tre canali, dove miniature di abitazioni, prese in prestito dal cinema, dalla storia dell’architettura e dalla vita privata dell’artista, volano, crollano, impazziscono e si inceppano, in un’ode al disfacimento dell’architettura che ricerca la bellezza nell’instabilità e fa del trauma un territorio di creazione.Con questo lavoro, ispirato dallo spietato fenomeno della gentrificazione che seguì alla crisi dell’AIDS tra gli anni ’80 e ’90, quando le case della comunità omosessule colpita dall’epidemia venivano  brutalmente svuotate e rimesse sul mercato, De Luca trasforma l'architettura domestica in uno spazio disorientante, dove il senso di perdita e la precarietà diventano elementi generativi di una ricostruzione, un’ode alla libertà e alla diversità. Introduce Giulia Ferracci, curatrice della mostra.

Conclude il ciclo giovedì 15 aprile alle 18 l’incontro tra Giula Cenci e Andrea Bajani, poeta, autore del libro Dimora naturale (Einaudi) in cui emerge il conflitto planetario tra le diverse specie in natura e l'invisibile violenza del capitalismo. Questi temi sono presenti anche lento-violento, potente installazione che Cenci ha realizzato per il Premio. L’ opera si articola in quattro gruppi di sculture, 4 nuclei plastici sospesi nel vuoto che invadono lo spazio della lobby del museo e proiettano lo spettatore in un mondo di forme ibride, fluide, in parte umane, in parte animali. Attraverso questa installazione monumentale l’artista mette in scena i cambiamenti, le tensioni tra uomo e natura, la macchina del capitalismo e del consumismo sfrenato, i conflitti del nostro tempo e un futuro dell’umanità distopico.  Introduce Giulia Ferracci, curatrice della mostra.

 

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