“Con il concorso ‘Art Bonus dell’Anno’ si vuole innanzitutto ringraziare da un lato gli enti culturali che si sono prodigati per proporre delle raccolte fondi a favore della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale, dall’altro ringraziare le persone fisiche, gli imprenditori, le fondazioni bancarie, che con le loro erogazioni liberali hanno consentito il raggiungimento degli obiettivi delle raccolte fondi e quindi sono stati dei veri e propri mecenati. Un ruolo ancora più importante in questo periodo, dove gran parte delle attività culturali sono rimaste ferme”. Lo ha detto la Direttrice referente Art Bonus S.p.A, Carolina Botti, in un video messaggio in occasione della presentazione dei vincitori del Concorso “Progetto Art Bonus dell’Anno”, giunto quest’anno alla sua V edizione.

“La partecipazione nel corso degli anni - ha aggiunto - è molto aumentata, siamo passati dalla I alla V edizione decuplicando i cittadini che hanno partecipato, sono anche aumentate le raccolte fondi chiuse nell’anno: 210 in questo concorso". Per quanto concerne la graduatoria di quest’anno, al primo posto il Comune di Perugia con il restauro della Fonte di San Francesco, al secondo il progetto Kilowatt festival 2019, al terzo il Macerata Opera Festival 2019. "Ci auguriamo che questo sostegno, questa fiducia, continui a essere sempre più forte perché ce n’è bisogno”, ha concluso la Botti. Il Concorso Art Bonus è un’occasione per dare valore all’impegno di quanti, mecenati, enti locali e istituzioni culturali, si prendono cura del patrimonio culturale con progetti di recupero e valorizzazione. Il concorso vede la partecipazione di istituzioni pubbliche che ricevono finanziamenti da mecenati che possono godere di un importante strumento di agevolazione fiscale. 

FONTE DI SAN FRANCESCO

Il nome di Fonte di San Francesco, deriva dal fatto che nel 1202 San Francesco si è fermato presso la fonte per dissetarsi e lavarsi le ferite prima di essere portato in catene al carcere di Perugia dopo la battaglia di Collestrada. Le prime notizie relative alla costruzione della fonte, ci vengono tramandate da un manoscritto di Giuseppe Belforti, che la nomina già così nel 1297 e in cui ricorda che fu ordinato che si ristrutturasse la fonte: “in strada publica, qual vodit ad pontem S. Jannis in villa casa palie”. Detta fonte è alimentata da una sorgente, una volta purissima e ricca di virtù salutari, proveniente dal soprastante Montevile che doveva far parte di un complesso termale romano. Da una delibera del Consiglio Comunale del 8 maggio 1871, risulta che la fontana, nonostante fosse già stata restaurata nel 1700, era nuovamente in rovina, poiché si dice: che l'acqua è stata usurpata e la fonte demolita, venga rivendicata e ripristinata all'uso pubblico.

 

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