In questi giorni si fa un gran parlare di Clubhouse? Di cosa si tratta di preciso? E quali le principali novità rispetto agli altri social? 

Si tratta di un social audio che richiede un consumo radicalmente diverso rispetto alle altre piattaforme utilizzate finora. Le potenzialità potrebbero essere enormi per questa sorta di ‘radio social’ in cui si discute a voce all’interno di stanze tematiche, che da poche settimane ha iniziato a diffondersi in Italia. La mole di utenti si prospetta in crescita, se si considera che questa applicazione è ancora in fase beta, ovvero disponibile solo per l'utenza iOs, e che si può iscrivere solamente chi riceve un invito o chi, dopo essersi messo in lista d’attesa, viene fatto “entrare” da qualcuno già all’interno.La peculiarità di questa nuova app è fondamentalmente che permette alle persone, ovunque si trovino, di chiacchierare, raccontare storie, sviluppare idee esclusivamente a voce all’interno di stanze, che chiunque può aprire e che talvolta possono avere una tematica specifica, ma non sempre accade così (come nel caso della nostra “Stanza fantasma. Appare e scompare all’improvviso”, una stanza che non viene programmata, che ha un soggetto libero e che può “cadere” all’improvviso per decisione di chiunque). La partecipazione in ogni singola stanza può variare da una manciata di persone a svariate migliaia (a seconda del momento e di quanto sia interessante il tema trattato). E sicuramente la sindrome della FOMO (Fear Of Missing Out), ovvero di perdersi qualcosa che non è più reperibile online dopo quel preciso momento, è uno dei motivi del suo successo in termini di giacenza sull’applicazione.

Chi sono gli amministratori di CulturaItalia? E come è nata l'idea di aprire un club sulla Cultura e sul Turismo? 

Siamo persone di città diverse e di ambiti lavorativi diversi, che difficilmente si sarebbero incontrate nella vita reale di tutti giorni. Una delle cose incredibili di Clubhouse è che permette di ritrovarsi per affinità ed interessi, di riconoscersi senza di fatto essersi mai materialmente incontrati. Nessuno è un influencer e nella vita ha un'altra professione, ma ci accomuna lo stesso amore per la cultura e la volontà di dedicare un po' del nostro tempo per cercare di sostenere la cultura ed il turismo ad avere una casa comune, un luogo dove ritrovarsi per scambiarsi informazioni, idee e buone pratiche durante questi mesi difficili di chiusure forzate. Per questo quando si è verificata la possibilità di poter aprire un club, anziché pensarne uno personale, ne abbiamo aperto uno collettivo, dedicato a questi due ambiti, con la finalità di creare un contenitore che fosse di servizio, da gestire con tutti i membri in modo partecipato e che avesse una gestione orizzontale nella creazione del proprio palinsesto. Una decisione che all'inizio è stata vista da altri un po' come una scelta bizzarra ma che col passar dei giorni è stata premiata, portando CulturaItalia, in poche settimane, con più di 2000 iscritti, ad essere il club di riferimento per questi temi. Una sorta di chiamata alle “arti” per tutti i settori della cultura, dal teatro al cinema, dalla musica all’arte, dalla scrittura alla poesia, e del turismo. Anzi dei turismi, come ci piace pensare, accostando a tematiche e vertenze economiche e di promozione tradizionali anche altre questioni meno trattate, legate al turismo di prossimità, di quello responsabile e di quello sostenibile. Insomma CulturaItalia come Casa di quelli che cultura la fanno, ma anche per tutti coloro che la amano.

Cosa intendete per gestione orizzontale e come è possibile aprire una stanza all'interno del club? 

Gestione orizzontale significa che il palinsesto viene creato ed alimentato da ogni membro del club. Non esistono gerarchie: ognuno può aprire e moderare una room all’interno di CulturaItalia. È solo necessario concordare con gli amministratori il tema e l’orario in modo da avere una programmazione omogenea del palinsesto ed evitare la sovrapposizione degli eventi, riuscendo a promuoverli e comunicarli tutti. 
Abbiamo anche una “riunione” settimanale, dove tutti i membri sono invitati a proporre i topic che vorrebbero trattare direttamente o per i quali hanno interesse: un appuntamento fisso per favorire la condivisione delle idee, agevolare occasioni di incontro e di networking e creare in maniera condivisa gli eventi all’interno del club.

Ritenete che Clubhouse e CulturaItalia possano essere una risorsa in questo periodo difficile per la Cultura ed il Turismo? E se sì come? 

Assolutamente sì. Secondo noi la particolare tipologia di questo social è forse quella oggi vincente per facilitare e permettere incontri e scambi del tutto paritari ed ‘orizzontali’, in cui argomenti anche molto complessi possono essere affrontati in maniera diretta, assai facile ma allo stesso tempo costruttiva, e da angolazioni differenti. Il club CulturaItalia in particolare nasce proprio per essere uno spazio dinamico e plurale, aperto alla conoscenza, all’informazione, alla discussione e al confronto sui diversi ambiti e settori della Cultura e del Turismo in Italia; propone room ed argomenti che ne toccano gli aspetti molteplici e variegati; crea un dialogo continuo e proficuo tra professionisti e addetti ai lavori insieme ai tantissimi curiosi e amanti del patrimonio culturale del nostro Paese; insomma CulturaItalia è un ‘luogo/non luogo’ molto partecipato, in cui si attivano costantemente scambi di idee e progetti e si favoriscono relazioni e partnership trasversali per settori così provati dalla pandemia ma, allo stesso tempo, straordinariamente ricchi di know how, potenzialità e voglia di tornare a mettersi in gioco, magari collaborando.

La cultura negli anni passati ha avuto difficoltà a fare rete e creare sinergie. Credete che questo social possa essere utile ad invertire la tendenza? 

Riteniamo che possa certamente dare un contributo. Pur non essendo ancora un social medium inclusivo, per via del suo utilizzo limitato al mondo iOS, Clubhouse si pone come un’agorà digitale, democratica e trasversale. Il contatto tra gli utenti, che siano essi addetti ai lavori o semplici fruitori di cultura, è facile e immediato e ciò contribuisce a sostenere un dialogo aperto e scevro da quelle barriere al contatto che nel mondo reale possono essere bloccanti. Da una semplice chiacchierata in una room abbiamo visto nascere in modo agevole opportunità di collaborazioni concrete, nel mondo reale. Quindi sì, crediamo che possa essere utile a far superare quella sensazione di distanza e incomunicabilità che spesso ha precluso lo svilupparsi di sinergie e che sia connaturata allo strumento la possibilità di generare esperienze di rete.

Quali le stanze di maggior interesse nate sotto Cultura Italia? Quali i temi di maggior interesse emergono dalla discussione? 

Direi che la stanza di maggiore successo è senza dubbio la stanza fantasma che appare e scompare all’improvviso. È una stanza anomala che segue alcune semplici regole: 1. Si parla di cultura e turismo in modo leggero. 2. Chi parla diventa moderatore. 3. La stanza può essere chiusa da chiunque senza preavviso. 4. Se qualcuno sta parlando mentre la stanza si chiude, non deve offendersi perché il bello della stanza fantasma è proprio questo. La stanza fantasma è il presupposto per avvicinare le persone in maniera informale, accorciando le distanze tra palco e platea e tra pubblico e “addetti ai lavori”. Ascoltando i membri del club è venuto fuori che il bello di questa stanza in particolare (e delle stanze di CulturaItalia in generale) è che tutti possono avere il proprio spazio. Nella stanza fantasma si innescano dinamiche avvincenti in cui ognuno è spinto a dare il meglio, proprio perché tutto può finire da un momento all’altro. Al momento i temi di maggiore interesse sono quelli che riguardano lo spettacolo, le realtà museali e la formazione, probabilmente perché tutti abbiamo la necessità di ricominciare a fruire la cultura in contesti di condivisione. In questo Clubhouse aiuta, perché fornisce uno spazio di scambio libero, in cui rievocare quella sensazione di sentirsi parte di qualcosa. Inoltre, l’attività di gemellaggio tra club (uno dei nostri fiori all’occhiello), ha fatto emergere - per ora! - l’interesse per i temi della musica classica, della lettura, della scrittura e di viaggi.

Quali i progetti futuri in cantiere? 

Il club si prefigge di ampliare la programmazione giornaliera e settimanale permettendo a tutti i membri di lavorare in sinergia nel proporre nuove stanze di discussione e confronto. Per il futuro abbiamo un sogno: portare nel mondo “offline” molte delle esperienze vissute insieme in questi mesi sulla piattaforma di ClubHouse. Incontrarci, discutere e godere della bellezza della condivisione nella vita di tutti i giorni, forti del vissuto del club CulturaItalia. Un club fatto di persone che hanno a cuore la cultura della nostra Italia.

 

Angela Celesia - Media planner
Ilaria De Bona - Musicista 
Barbara Landi - Esperta di comunicazione e promozione culturale
Marco Marsullo - Scrittore
Eleonora Sandrelli - Storica, esperta in gestione di musei e reti turistico-culturali 
Angela Squarcia - Graphic designer e insegnante 
Nicola Torregrossa - Growth Hacker
Francesco Ugolini - Giornalista e scrittore free lance
Andrea Valeri - Esperto di politiche culturali e audience development

 

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