La prossima settimana le Commissione Cultura e Lavoro della Camera voteranno il documento finale dell’Indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo. Lo ha annunciato Alessandra Carbonaro, membro del Movimento 5 Stelle della VII Commissione di Montecitorio, intervenendo al panel “Il lungo viaggio del riconoscimento delle professioni culturali e creative: la nuova proposta di legge” nell’ambito del laboratorio organizzato il 15 e 16 aprile da Artlab. “Martedì o al massimo mercoledì le commissioni voteranno il documento. In questo progetto, era fondamentale coinvolgere la commissione Lavoro in uno sguardo multilaterale. La cultura e lo spettacolo abbracciano più ambiti della nostra società”. Il documento è composto da 80 pagine che raggruppano tanti punti di vista: dall’Istat all’Inps, dal ministero della Cultura a quello del Lavoro, gli addetti al lavoro, le associazioni. “Abbiamo cercato di raccogliere le voci degli artisti e degli operatori del settore”, ha spiegato Carbonaro.

Commentando il proliferare al Senato di disegni di legge che intervengono sulla materia di riconoscimento dei lavoratori dello spettacolo, Carbonaro ha aggiunto: “E’ un bene la quantità di proposte di legge sulla materia, ma ora - anche con l’annuncio del ministro sulla delega sullo spettacolo dal vivo - è arrivato il momento di mettere il punto su tutto. Nell’indagine condotta alla Camera, si parla di previdenza, di malattia, di tanti punti”. Per l’ispiratrice dell’indagine, “è importante che emerga quello che gli artisti, musicisti, attori chiedono: il punto essenziale è il riconoscimento che passa però soprattutto dalle tutele. Si parla delle arti e degli artisti, permettetemi di dire che si dica statuto dei diritti degli artisti, dei lavoratori. In quella parola c’è tutto, ci sono tutti i diritti che sono venuti meno, tutte le precarietà”.

La politica, ha concluso Carbonaro, “ha il dovere di dare una risposta concreta. Nella delega, che dovrebbe arrivare prestissimo, speriamo ci sia l’occasione per mettere insieme tutto quello che l’indagine ha raccolto che è una fotografia che resta a tutti: agli operatori, ai legislatori, al Paese”. 

 

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