Il ddl sul riconoscimento della figura professionale dell'artista e sul settore creativo, firmato da tutti i capigruppo della maggioranza in commissione Cultura del Senato, “è l’occasione per costruire un aggancio”. Nelle prossime settimane “potremmo creare un comitato di senatori che tenga conto di tutti i lavori prodotti nei due rami del Parlamento, in modo da offrire una sintesi al governo. Toccherà poi all’esecutivo mettere il carico da novanta con un suo disegno di legge di riforma da portare a termine rapidamente”. Lo ha detto Roberto Rampi, capogruppo Pd in commissione Cultura del Senato, intervenendo al panel “Il lungo viaggio del riconoscimento delle professioni culturali e creative: la nuova proposta di legge” nell’ambito del laboratorio organizzato il 15 e 16 aprile da Artlab.

Rampi è il relatore del ddl di cui è primo firmatario il presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama, Riccardo Nencini. Il provvedimento, ha spiegato l’esponente Pd, “sottolinea come esista uno specifico dell’artista, il quale ha una funzione democratica, sociale, costituzionale e repubblicana. Il suo lavoro non è come quello degli altri, perché fa parte di alcune delle finalità scritte nella Costituzione. Infatti, senza un ecosistema dell’arte e della cultura che funzioni non ci sarebbero né democrazia né innovazione”. 

Rampi ha anche sottolineato il prezioso apporto fornito dalla deputata Alessandra Carbonaro (M5S), autrice alla Camera dell’Indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo. Infine, ha ringraziato Nencini “perché da quando è stato eletto presidente ha avuto il merito di dare una svolta ai lavori della commissione Cultura del Senato, che su questi temi era rimasta indietro rispetto alla Camera – ha spiegato Rampi -, sintetizzando, con il suo ddl firmato da tutti i capigruppo di maggioranza, quanto avevamo raccolto con le audizioni svolte nei mesi scorsi”. 

 

Articoli correlati