Nel Documento di Economia e Finanza (Def) approvato dal Governo in Consiglio dei ministri compare un nuovo disegno di legge collegato alla Manovra 2022-2024 sul settore del libro. Per il comparto cultura sono tre i temi per i quali il governo dichiara dei provvedimenti collegati alla decisione di bilancio: la delega per la riforma del settore dello spettacolo, interventi per le imprese culturali e creative e - una new entry - la legge di riforma complessiva della filiera editoriale, più volte annunciata dal ministro della Cultura, Dario Franceschini (come peraltro quella dello spettacolo dal vivo).

Ma non è la prima volta che il governo indica interventi in questi settori. Di questi provvedimenti si è cominciato a parlare infatti fin dall’autunno 2019, quando l’allora secondo governo Conte ha preso in mano il dossier economico-finanziario con la nuova maggioranza giallo-rossa subentrata a quella a trazione leghista-cinquestelle. I collegati alla Manovra sono dei disegni di legge di iniziativa governativa cui l’esecutivo assegna una priorità nell’azione di Governo e pertanto godono di una sorta di corsia preferenziale una volta che approdano in Parlamento. 

Nel Def approvato il 10 aprile 2019 (il ministro dei Beni culturali era Alberto Bonisoli) non compariva nessun collegato alla Finanziaria per il settore cultura. Con il ritorno al Collegio Romano di Dario Franceschini dopo l’estate 2019, Palazzo Chigi presenta la Nota di Variazione al Def relativa alla Manovra 2020 in cui fa la prima comparsa l’indicazione di uno o più ddl che intervengono “in materia di spettacolo, industrie culturali e creative, turismo” e che prevedono “modifiche al codice dei beni culturali”. Era il 30 settembre 2019. A guardarsi indietro, una vita fa. Poche settimane e sarebbe esplosa con tutta la sua violenza l’epidemia da Covid-19 che avrebbe cambiato drasticamente i programmi del Governo, anche per quanto riguarda la cultura, stoppando tutte le iniziative ordinarie previste al momento.

Un anno dopo, nell’autunno 2020, Franceschini ci riprova e nel Nadef dichiara come collegati alla Manovra alcuni ddl “recanti disposizioni in materia di spettacolo, industrie culturali e creative e turismo” (si perdono le modifiche al Codice dei beni culturali). All’epoca, il turismo era ancora insieme alla cultura. Ma anche il 2020 si chiude senza che i disegni di legge indicati vedano la luce. Ora il Def del presidente del Consiglio Mario Draghi e del ministro dell’Economia, Daniele Franco, dichiara nuovamente i suoi - numerosi - collegati alla Manovra di Bilancio in cui fa il suo ingresso la riforma complessiva del settore del libro. Ma se da un lato un provvedimento entra, dall'atro uno ne esce: scompare dalla lista infatti quello relativo al turismo, ormai fuori dall'orbita del dicastero di Franceschini.

 

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