Via libera dalla commissione Cultura della Camera - con un'osservazione e una condizione - alla tabella triennale che finanzia gli istituti culturali. Si tratta di associazioni, fondazioni, istituti nazionali, accademie storiche, società scientifiche che operano su tutto il territorio nazionale e che tramite il loro patrimonio documentario e museale, diffondono sapere e conoscenza. Relatore del provvedimento il dem Michele Nitti (Pd), che sottolinea come “l'aumento degli enti ammessi al contributo e la crescita delle risorse dell’89,7% rispetto al precedente triennio sono segnali molto importanti che ci consegnano la fotografia di un settore vitale e in grande crescita”. Per Nitti “il fatto che in determinate aree geografiche insistano ancora poche istituzioni culturali ci obbliga a promuovere ogni azione necessaria a diffondere la consapevolezza dell'importanza di raccogliere, riordinare e valorizzare, rendendole fruibili, le fonti del patrimonio culturale esistenti sui territori. Nessuno intende sollecitare forme di premialità legate a semplici rivendicazioni territoriali, ma è fondamentale sostenere una presa di coscienza del proprio patrimonio da parte di tutti i territori. Ribadisco pertanto - conclude Nitti - l'imprescindibile funzione svolta da questi enti per la crescita socio culturale di tutto il Paese”.

I CONTRIBUTI

Sono ammessi al contributo 210 istituzioni culturali a cui viene ripartito l'importo complessivo di 19.374.433 euro annui. Ulteriori 3.485.000 euro sono destinati a contributi annuali per enti culturali non inseriti nella tabella ma in possesso dei requisiti minimi. Nel precedente triennio (2018-2020) erano inclusi 150 enti. Raffrontando le risorse attribuite agli enti per il primo anno di riferimento del precedente triennio e le risorse annuali per il nuovo triennio (cioè 2021-2023) si riscontra un aumento dell'89,7 per cento. “Dopo una brusca riduzione nel 2008 – ha evidenziato Nitti illustrando il provvedimento -  dall'anno successivo in poi si è verificata una costante inversione di tendenza con un aumento esponenziale degli stanziamenti (che nello scorso triennio ha sfiorato l'80 per cento e quest'anno, addirittura il 90 per cento): un segnale da apprezzare assolutamente e che offre la garanzia di una preziosa continuità di lavoro a queste istituzioni e al loro operato sui territori italiani”. Le domande pervenute sono state 283, di cui 148 avanzate da istituti già inclusi nella tabella 2018-2020. Dei 283 enti che hanno presentato domanda, 210 hanno raggiunto il punteggio fissato dalla Commissione per essere ammessi al contributo. Di questi 210, 139 erano già presenti nel triennio precedente e 71 sono enti di nuovo inserimento. “L'accoglimento di queste nuove istanze – ha sottolineato Nitti - consegna la fotografia di un settore vitale, che lavora con serietà, con entusiasmo, in rete, affidandosi anche a fondi europei. È una realtà, insieme a quella dei libri, in grande crescita”.

SPEREQUAZIONE NORD-SUD

“All'interno del complessivo e rilevante aumento di risorse rispetto al triennio precedente (dell'89,7 per cento), si evidenzia la questione del forte squilibrio territoriale nella distribuzione delle risorse che vede penalizzate particolarmente le regioni del sud; questa sperequazione è la conseguenza di una cristallizzazione, di una storicizzazione della maggior presenza di queste realtà in determinate regioni (principalmente del nord e del centro). Ciò che deve preoccupare, quindi, non è tanto la distribuzione delle risorse che corrisponde alla maggiore o minore presenza di istituzioni culturali sui territori ereditata dal passato, quanto piuttosto il fatto che in determinate aree insistono pochissime se non proprio nessuna istituzione culturale, con tutto ciò che comporta questa assenza in termini di mancate occasioni di crescita socio-culturale dei territori. I dati sono impietosi: degli oltre 19 milioni di euro complessivi, 17.612,933 vanno alle regioni del centro-nord con ben 181 istituti, e solo 1.761.500 va al sud, con appena 28 istituti”. Le regioni su cui opera il maggior numero di istituti sono il Lazio (55) e la Toscana (42). In Sardegna, Umbria e Val d'Aosta c'è invece un solo istituto. “Ma il dato più drammatico è che Calabria, Molise e Basilicata non hanno nessun istituto finanziato”, evidenzia il deputato dem. Rispetto al 2018, l'incremento percentuale maggiore (920 per cento) riguarda il Museo Nazionale della Scienza e tecnologia Leonardo da Vinci e l'unica diminuzione (dell'1 per cento) riguarda l'Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia (ANIMI).

FONDAZIONE FELTRINELLI

Nel corso del dibattito in VII commissione il deputato Federico Mollicone (Fdi) ha definito “incomprensibile” il finanziamento di 326.000 euro per la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ossia – ha sottolineato – “per una Fondazione intitolata a un terrorista, fondatore dei GAP (Gruppi d'azione partigiana) e morto nella preparazione di un attentato dinamitardo”. Questi contributi, ha replicato la deputata dem Flavia Piccoli Nardelli, “non sono erogati alla Fondazione in ragione di Feltrinelli o del suo ruolo, ma in considerazione dello straordinario patrimonio archivistico e bibliografico che la Fondazione conserva e mette a disposizione degli interessati e delle attività che la stessa Fondazione svolge per la cultura”. Sulla stessa linea Giuseppe Basini (Lega), secondo cui “al di là della storia personale di Feltrinelli, si deve considerare l'innegabile importanza e il ruolo della Casa editrice Feltrinelli nel suo complesso”.

 

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